UN MODELLO BRUTTO

Il modello Ryanair è entrato in crisi: cancellati altri voli fino a marzo 2018

Redazione PdN

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Saga-Ryanair, il contratto segreto e gli aiutini che piacciono tanto agli irlandesi

Michael O'Leary


ROMA. Per una volta il problema poteva ancora essere arginato. Ma la seconda diventa molto più difficile. In ballo c’è la reputazione di una compagnia aerea e soprattutto la sua affidabilità.

Oltre 700mila persone riceveranno il ben servito da Ryanair dopo aver concluso la transazione per l’acquisto di biglietti aerei ma questi ultimi non decolleranno.

Il motivo? Non ci sono piloti.

Ora chi si fiderà più di Ryanair?

La crisi di un modello vincente ma non sostenibile è probabilmente già iniziato.

Il fatto è che  Ryanair non riesce ancora a uscire dall'emergenza voli esplosa la scorsa settimana e così, annunciando altre cancellazioni che coinvolgeranno 400mila passeggeri fino a marzo 2018, dice addio ad Alitalia, per concentrarsi sul proprio rilancio.

La rosa di possibili compratori del vettore italiano, che già rischia di assottigliarsi per il conclamato interesse di Lufthansa e Easyjet nei confronti dei Air Berlin, si fa allora ancora più esigua, rendendo l'operazione sempre più difficile.

La compagnia irlandese low cost, con un lunghissimo e articolato comunicato, ha annunciato le misure prese per ridare un equilibrio al proprio piano voli, messo in crisi dalle famose ferie dei piloti e dalle fuoriuscite degli equipaggi attratti dalle migliori condizioni offerte da altre compagnie.

E così ha annunciato che rallenterà la crescita prevista per la stagione invernale, facendo volare 25 aerei in meno a partire da novembre e 10 in meno da aprile 2018, mettendo così 'in cascina' aerei ed equipaggi di riserva nelle 86 basi in cui è operativa.

Questo eviterà "il rischio di ulteriori cancellazioni", ma intanto circa 400mila passeggeri, che avevano già prenotato per questi voli, rimangono di nuovo a terra: lo stop ai 25 aerei per la stagione invernale provoca infatti la sospensione di 34 rotte, di cui 11 che riguardano aeroporti italiani.

In particolare 7 rotte interessano lo scalo di Trapani (di cui 3 con città europee e 4 collegamenti nazionali con Parma, Genova, Roma e Trieste).

Saltano anche le rotte tra Venezia e Amburgo e Sofia; il collegamento tra Pisa e Sofia e quello tra Palermo e Bucarest. Una brutta notizia, insomma, per chi aveva prenotato con largo anticipo anche per approfittare di tariffe particolarmente convenienti: ai passeggeri coinvolti vengono offerti "voli alternativi o un pieno rimborso del biglietto", ma anche "un voucher da 40 euro (80 col ritorno) che gli permetterà di prenotare un volo Ryanair fino a marzo 2018".


La rimessa in carreggiata della compagnia non passa, comunque, solo dalla messa a terra degli apparecchi, ma anche da nuove assunzioni: la low cost afferma di avere più di 2.500 piloti in lista d'attesa e di averne altri 650 che entreranno in azienda entro marzo. I vertici aziendali, insomma, si stanno dando da fare per rimettere ordine in una situazione che era sfuggita di mano: per questo la società ha deciso di eliminare "tutte le distrazioni per il management a partire dal proprio interesse per Alitalia. Abbiamo notificato ai commissari che non porteremo avanti l'interesse in Alitalia né presenteremo alcuna ulteriore offerta per l'aviolinea".



IL MODELLO CHE NON REGGE

Fin qui le notizie ufficiali ma quello che non viene detto esplicitamente riguarda proprio il modello di business di Ryanair che è stato messo in crisi da una serie di sentenze e controlli che ne hanno messo in risalto le estreme vulnerabilità.

La compagnia low cost si basa sulla riduzione estrema dei costi (compresi quello del lavoro), questo ha consentito per oltre 15 anni di pagare piloti ad ore senza un contratto che ne garantisse i basilari diritti.

Più voli più guadagni, senza malattie e senza ferie, senza tredicesima e altro.

I piloti appena possono fuggono e Ryanair è diventato un datore di lavoro non appetibile.

Sono poi intervenute sentenze della Corte Europea che hanno imposto le ferie e così centinaia di piloti si sono fermati tutti insieme, generando il caos “imprevisto” che conosciamo.

Ma non è tutto perchè c’è sempre il nodo delle tasse che i paese europei potrebbero richiedere e se questo dovesse avvenire Ryanair potrebbe non farcela.

Un modello di business che in definitiva prevede tra l’altro condizioni lavorative non proprio regolari per i piloti, il mancato pagamento delle tasse nei vari paesi (per esempio in Italia) e l’affluenza di centinaia di milioni di fondi pubblici da parte dei vari Stati che di fatto hanno contribuito a far decollare Ryanair facendola diventare la compagnia principe del “low cost”.

Un modello che ha funzionato fino ad ora ma che non può continuare perchè fortemente sbilanciato e con troppe criticità.

Cose che i vari Governi (e in prima fila quello Italiano) non aveva proprio considerato, anzi  continuando a stringere patti con gli irlandesi con la scusa di garantire la mobilità interna ed il turismo e trovandosi in grave imbarazzo in Europa per aver concesso aiuti di Stato (in teoria vietati) per centinaia di milioni di euro con il sospetto di aver turbato la libera concorrenza.

Tutti coloro che si sono visti cancellare unilateralmente il volo potranno chiedere il rimborso. In teoria, perchè la pagina del sito ufficiale della compagnia è stata cancellata.

Cancellata anche la pagina con la lista aggiornata e ufficiale dei voli tagliati.

Fino ad ora non si registrano prese di posizioni nette di associazioni, autorità e governi che impongano il rispetto delle regole.  

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