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Riforma Via: ricorso dell'Abruzzo alla Corte Costituzionale

Mazzocca: «Governo svuota il processo partecipativo dei territori»

Redazione PdN

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Riforma Via: ricorso dell'Abruzzo alla Corte Costituzionale

Mario Mazzocca


ABRUZZO. Anche l’Abruzzo ha presentato ricorso presso la Corte Costituzionale contro il decreto legislativo 104 del 16 giugno 2017 sulla riforma delle procedure di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), per violazione della competenza legislativa e organizzativa delle Regioni.

E' quanto annunciato dal sottosegretario alla Presidenza delegato all'Ambiente, Mario Mazzocca.

Ricorsi sono stati presentati, oltre che dall’Abruzzo, anche da Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria, Veneto, Liguria, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trentino e dalla provincia autonoma di Trento.

Proseguendo sulla strada che lo ha già portato ad incassare sonore bocciature da parte della Corte Costituzionale, il Governo si appresta, quindi, a subire un nuovo ricorso sul decreto legislativo 104 che trasferisce allo Stato la valutazione dell’assoggettabilità alla VIA su materie che prima erano di competenza delle Regioni e delle Province Autonome.

E non è un aspetto secondario. Le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, infatti, sono un punto nevralgico della vita democratica del paese. Su questa procedura si sono registrate le mobilitazione dei cittadini che spesso vengono a sapere dell'esistenza dei pRogetti solo al momento dell'avvio dell'iter di Valutazione.

«Con tale atto il Governo - dichiara Mazzocca - va a modificare radicalmente la disciplina sulla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati utilizzando la dubbia motivazione di voler efficientare le procedure e correggendo le criticità riscontrate da amministrazioni ed imprese. Di fatto, però, il Governo avoca a sè una serie di funzioni delegate alle Regioni, svuotando così , nella forma e nella sostanza, il processo partecipativo dei territori e delle comunità locali. Una situazione non accettabile e generata, più che dal necessario recepimento di una direttiva comunitaria, dalla perseveranza nell'ignorare gli esiti della consultazione referendaria del dicembre scorso, nel costante tentativo di erodere progressivamente i margini di potestà legislativa in materia 'concorrente' di competenza delle regioni in base all'ancora 'vigente' art.117 della Carta Costituzionale».



LE NOVITA’

Ma cosa ha stabilito nel dettaglio il decreto 104? Sono stati ridotti e dettagliati i tempi per la procedura di valutazione di impatto ambientale. C’è poi la possibilità con la nuova VIA di poter richiedere per i progetti di competenza statale un provvedimento unico ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi comunque riconducibili ai fattori "ambientali". Per la conclusione di tutti i procedimenti di valutazione ambientale sono inoltre previsti termini perentori che, se non rispettati, comportano la possibilità di operare in regime di sostituzione amministrativa, con conseguenti profili di responsabilità.

Per la fase dello ‘screening’ potrà essere presentato, come previsto dalla normativa europea, esclusivamente lo studio preliminare ambientale, mentre per la procedura di VIA vera e propria, sempre in linea con quanto richiesto dalla direttiva europea, si potranno presentare elaborati progettuali a un livello informativo e di dettaglio, almeno equivalente al progetto di fattibilità o, comunque, tali da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali. In qualsiasi momento potrà essere attivata con l’autorità competente una fase di confronto per definire il livello di dettaglio degli elaborati necessari. Sarà poi possibile richiedere all’autorità competente una valutazione preliminare del progetto (il ‘pre-screening’) per individuare la corretta procedura da avviare: questo riguarda in particolare gli interventi di modifica di progetti già realizzati e gli adeguamenti tecnici volti al miglioramento delle prestazioni ambientali, quali ad esempio il repowering degli impianti eolici.

Centrale, come detto, il riparto delle competenze tra Stato e Regioni: vengono attratte a livello statale le procedure di VIA dei progetti riguardanti le infrastrutture e gli impianti energetici, tenendo conto delle esigenze di uniformità ed efficienza delle procedure e sulla base del criterio della dimensione “sovra-regionale” degli impatti ambientali da valutare.

Per accelerare le istruttorie di competenza statale è stata prevista la costituzione di un Comitato tecnico a supporto della Commissione. Il provvedimento determina anche la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti, con l’eliminazione integrale degli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa, ma anche l’ampliamento della partecipazione del pubblico attraverso il potenziamento dell’istituto dell’inchiesta pubblica che può essere chiesta da comuni e associazioni.