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Ersi, feudo dalfonsiano: per poltrona di dg si scontrano solo due fedelissimi

Prova orale con domande personali, soggettive e creative. Ignorata diffida della dirigente esperta

Redazione PdN

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Ersi, feudo dafonsiano: per poltrona di dg si scontrano solo due fedelissimi


TERAMO. Il consiglio direttivo dell’Ersi ha nominato lo scorso 24 aprile il nuovo direttore generale: la scelta è ricaduta sull’architetto Tommaso Di Biase, 68 anni a fine maggio, già assessore comunale all’Urbanistica con D’Alfonso sindaco (prima in quota Rc, poi Sel poi area D’Alfonso),  spesso presente al fianco del presidente come collaboratore, supporto e supporter della Regione nei sopralluoghi pescaresi, tra i progettisti del nuovo piano regolatore portuale di Pescara e grande sostenitore del Ponte del Cielo che almeno per adesso non vedrà la luce, la sua posizione si spinse persino ad accettare un presunto plagio del progetto.

Già a febbraio scorso la giunta regionale aveva lavorato alacremente per creare la nuova poltrona di direttore generale dell’Ersi, apportando correttivi, modificando competenze, tipologia contrattuale e indennità del dg, figura mai ricoperta da nessuno fino ad adesso.

Le modifiche allo statuto  sono state apportate appena poco prima della pubblicazione dell’avviso per la ricerca del nuovo direttore che adesso ha un nome.

Tra le novità la ‘scomparsa’ della specializzazione nel settore presidiato dall’Ersi ovvero nel Servizio idrico Integrato (e visto quello che è avvenuto dopo si potrebbe intuire  anche il perchè).

Altro cambiamento: se prima era previsto un contratto a tempo determinato di diritto pubblico «o, eccezionalmente, con specifica motivazione, con contratto di diritto privato» adesso l’eccezionale diviene la regola e peraltro senza necessità di motivazione, il tutto a favore degli esterni.

Novità positive (per il vincitore) anche sul trattamento economico:  resta la cifra equivalente a quello previsto per i dirigenti  del comparto Regioni, sparisce «l’indennità ad personam commisurata alla specifica qualificazione professionale» ma compare magicamente una premialità correlata al livello di raggiungimento degli obiettivi. L’importo del premio può raggiungere al massimo il 30% della retribuzione lorda annua prevista.

Ne consegue che lo stipendio d’oro del Dg supererà i 200 mila euro.

Auguri dunque al quotatissimo Di Biase che si conquista così la ambita e nuova di zecca poltrona d’oro.

 

UNA GARA TRA DUE

Emanato l’avviso che pareva appetibile, ricco, aperto al mondo intero partecipano solo in due e nemmeno due sconosciuti, come se fosse la cosa più normale di questo mondo.

Di Biase ha così battuto “ai punti” l’altro (unico) sfidante, ovvero Guido Dezio, altra vecchia conoscenza di D’Alfonso, dirigente del Comune di Pescara e inserito di recente anche nel cda di Tua, la società di trasporto abruzzese.

A Dezio le domande del colloquio selettivo non le ha potuto rivolgere il presidente dell’Ersi Daniela Valenza, «per ragioni di conoscenza personale».  

Chi è Valenza?

Pupilla di D’Alfonso,  già segretaria di giunta, 36 anni, originaria di Sulmona, avvocatessa collaboratrice dello studio legale Milia, precaria del Comune de L’Aquila nel Settore avvocatura del Comune dell'Aquila (nell'ufficio su contenziosi e consulenze connessi al sisma) è stata consulente di D’Alfonso nel processo Housework.

Dunque a Guido Dezio le domande le ha poste Roberto Di Marco, componente più anziano del consiglio direttivo.


Tra i quesiti:

- i tempi in cui si ritiene di poter portare a compimento le prospettive organizzative,
- le esperienze nel curriculum
- i motivi per cui si ambisce all’incarico di direttore dell’Ersi.

Venticinque minuti per le chiacchiere sul tema libero e rispondere meglio dell’altro. Stesse domande e stesso tempo anche per Di Biase che poi l’ha spuntata «per la sua propensione ad affrontare problematiche di carattere ambientale come emerge anche chiaramente dall’esperienza riportata nel curriculum».

Viva l’ambiente dunque.



LA TERZA NON AMMESSA

Per evitare l’affollamento è stata esclusa anche una terza candidata che aveva fatto domanda di partecipazione dopo l’emanazione dell’avviso.

Si tratta dell’avvocato Sebastiana Parlavecchio, già dirigente del Servizio Gestione e Qualità delle Acque della regione Abruzzo, da oltre un decennio si occupa del servizio idrico, consulente dell’Ato. Insomma tra i tre di sicuro la professionalità più specifica e con l’esperienza diretta più ampia e profonda.

Niente da fare: esclusa.

La candidata ha anche tentato di fermare la selezione facendo scrivere una diffida dal suo legale di fiducia, Valentina Calvarese, che nelle scorse settimane  aveva chiesto di ricevere i verbali della commissione di valutazione, il provvedimento del consiglio direttivo e la copia dei curricula selezionati.

Ma il consiglio dell’Ersi ha deciso comunque di tirare dritto «perché non sussistono le condizioni di non procedere al colloquio» e l’esclusa potrà comunque far valere i suoi diritti in altre sedi, se lo riterrà opportuno.



L’ETA’ NON CONTA?

Intanto, ancor prima che Di Biase cominci a mettersi a lavoro, c’è chi fa notare qualche ‘problemino’ inerente la sua età.

Il neo direttore generale, infatti, il prossimo 24 maggio festeggerà 68 anni ma la legge dello Stato prevede l’obbligo per la Pubblica Amministrazione del collocamento a riposo di ufficio –pensione dei dipendenti che hanno compiuto i 66 anni e 7 mesi a meno che non abbia maturato già il diritto alla pensione. A quel punto si può fare uno strappo ed arrivare fino ai 70 anni.

Ma non pare che questo sia il caso di Di Biase.

Nessuno se ne è accorto?

Nessuno ha letto le regole cristallizzate nella Circolare della Funzione Pubblica 2/2015

con la quale il Ministero ha individuato con precisione i limiti e le modalità per l'esercizio del potere di collocare in pensione d'ufficio i dipendenti pubblici?

Pare dunque di capire che nel momento in cui verrà firmato il contratto di lavoro lo stesso potrebbe essere rescisso perché il neo assunto deve essere collocato a riposo.

Ma queste magari sono solo inezie dei malpensanti.



a.l.