IL CASO

Razzi non sa dov’è l’A24 e ‘sbaglia’ viadotto pericolante

Dopo l’errore Strada Dei Parchi parla di bufala ma...

Redazione PdN

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Razzi non sa dov’è l’A24 e ‘sbaglia’ viadotto pericolante


 

ABRUZZO. L’amo lo ha lanciato il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, ad abboccare un bel pò di persone tra agenzie di stampa e  giornali che non si sono accorti della svista geografica.

Risultato?

Un errore che ha creato allarme tra gli automobilisti e la Strada dei Parchi è stata costretta a smentire la denuncia partita da Razzi che ha chiamato inavvertitamente in causa l’A24.

Una smentita che lascia un sorriso doppiamente amaro: sia perchè sono ben otto i viadotti giudicati fortemente a rischio proprio sulla A24 e dalla stessa società di gestione e sia perchè anche se quello indicato da Razzi non è su quella autostrada esiste davvero e crea apprensione altrove. E non da ieri.


In pratica Razzi ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Delrio sulle condizioni di stabilità dei piloni della superstrada che attraversa la Val di Sangro.

Piloni che, secondo il senatore di Giuliano Teatino, si troverebbero sull’A24.

Peccato però che in realtà quel viadotto incriminato si trovi sulla superstrada Atessa - Lanciano, che si trova su una strada distante 184 km dall’autostrada A24 Roma-Teramo e del tutto al di fuori della competenza di Strada dei Parchi, che con la sua A25 si spinge al massimo fino a Pescara-Chieti, quindi a oltre 50 chilometri più a Nord.

Errori che capitano quando si pensa più alla Corea che a casa propria...

A riprendere e diffondere questa notizia errata sono state diversi siti online, in particolare quelli abruzzesi.

Ma la notizia sta generando sui social un preoccupato allarme.

«Ci vengono chieste informazioni e rassicurazioni che chiaramente non possiamo dare», spiega Strada dei Parchi. «Anche sul sito del senatore Razzi, la superstrada Atessa Lanciano viene erroneamente associata all’A24. Evidentemente si è trattato di un refuso, si voleva scrivere A14».

Ma se Razzi si è mostrato alquanto disorientato sulla localizzazione del problema posto all’attenzione del ministro è pur vero che non si può parlare di ‘bufala’.

Infatti il pilone che desta preoccupazioni c’è.

E già molti mesi fa se ne era occupato PrimaDaNoi.it pubblicando ben due anni fa la stessa foto che oggi viene riproposta da Razzi (basta confrontare le nuvole sullo sfondo per capire che sia proprio la stessa immagine).

Ad aprile 2015 avevamo già raccontato come i manicotti in calcestruzzo costruiti per proteggere i piloni dall’erosione dell’acqua apparissero fuori asse, le crepe vistose, i ferri dell’armatura scoperti.

Migliaia, già allora, le condivisioni delle immagini shock del viadotto costruito negli anni ’60 dal Consorzio di bonifica, tanti anche i commenti e qualcuno segnalò che la situazione era così ormai da anni (postando immagini simili del 2009).

Ai vari dubbi espressi due anni fa si accodò anche il vice sindaco di Atessa Enzo Pellegrini che, non entrando nel merito della questione, scrisse: «ogni anno tornano su Facebook queste foto, riscoperte da qualche "esperto". La situazione è la stessa da decenni ed è stata verificata dai tecnici della Provincia molte volte, nello specifico mi sembra che non si sia rilevato instabilità strutturale».

Sul posto arrivò anche un inviato di Striscia La Notizia allertata dall’associazione Nuovo Senso Civico e dal perito industriale Antonio Di Pasquale. Secondo il comitato il ponte, lungo 467 metri e che costituisce un collegamento fondamentale per la Val di Sangro, potrebbe crollare da un momento all’altro perché alcuni piloni si sono spostati rispetto al loro basamento originario. La Provincia di Chieti, però, ha sempre rassicurato al riguardo, sostenendo che la situazione è costantemente sotto controllo.

Ora sarà il ministro Delrio a dover sciogliere i dubbi e dare rassicurazioni e magare spiegare a Razzi che lì l’A24 non ci passa.


Nel frattempo non si hanno notizie su eventuali lavori di consolidamento e ristrutturazione di ponte e piloni.

Il rischio siamo proprio sicuri che non ci sia affatto?