ENOGASTRONOMIA

Nel vino lavorano 1,3 mln di persone, al Vinitaly impegno per diritti

Martina: «va messa in sicurezza la legalità nei campi»

Redazione PdN

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Nel vino lavorano 1,3 mln di persone, al Vinitaly impegno per diritti


VERONA. Tra cantine, imbottigliamento ed enoturismo il mondo del vino conta un milione e trecentomila posti di lavoro. Lo ha reso noto la Coldiretti presentando a Vinitaly la top ten dei vini che danno più lavoro nel territorio di produzione. "Il settore del vino dimostra più di altri che l'agricoltura è in grado di offrire opportunità di lavoro sia a chi vuole investire con progetti innovativi sia a chi vuole fare integrare il proprio reddito", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che "la prima vendemmia senza voucher rischia di far perdere 25mila posti di lavoro tra le vigne per giovani e pensionati e occorre trovare pertanto presto una valida soluzione alternativa". La top ten dei vini che offrono piu' possibilita' di occupazione comprende Montepulciano d'Abruzzo Doc, Puglia Igt, Sicilia Doc, Oltrepo pavese Doc, Asti Docg-Barbera, Amarone della Valpolicella Docg-Soave Docg, Prosecco Docg, Barolo Docg-Langhe Doc, Gavi Docg, Castel del Monte Doc-Igt Puglia. Dal Vinitaly parte anche la sfida per un lavoro etico quale valore di competitività per il made in Italy. L'occasione un convegno promosso alla 51/ma fiera del vino dalla Uila-Uil sul tema "Mangio italiano, voglio un lavoro etico''. "Dobbiamo mettere in sicurezza chi lavora in e alzare la posta legalità - ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina - sulla qualità del lavoro come leva di competitività del made in Italy''. "Su vino e agricoltura c'è il futuro di gran parte dell'occupazione italiana - ha detto il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo - ma occorre ora accelerare nell'individuare strumenti alternativi ai voucher in modo mirato all'agricoltura, in modo da tornare a coinvolgere giovani studenti e pensionati nel lavoro agricolo in maniera regolare".


''E' una anomalia il caporalato - ha detto Moncalvo di Coldiretti - che nulla a che vedere con imprese veramente made in Italy che non possono essere macchiate da sofferenze e mancanza di diritti dei lavoratori". Secondo il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia nel "fake Italia", cibo frutto di "italian sounding" o di sfruttamento del lavoro agricolo e del caporalato "non solo qualità inferiore a tavola, ma anche valori inferiori". Ma il Vinitaly ha svelato anche nuovi luci in tema di occupazione come l'esperienza di alternanza scuola-lavoro promossa dal 2014 all'istituto agrario Scarabelli di Imola in collaborazione col Gruppo Cevico. Nel padiglione Emilia-Romagna, alla presenza dell'assessore all'Agricoltura Caselli e dell'europarlamentare De Castro, gli studenti di enologia hanno presentato il loro vino "Sonmosso", e sia il nome che la qualità del Pignoletto Doc e Rosato da uve longanesi Igp hanno convinti tutti. La produzione è di 24 mila bottiglie, ha precisato la presidente del Gruppo Cevico Ruenza Santandrea. "Ora le nuove leve devono riuscire a venderle - ha ammonito De Castro - indicando come esempio la capacità competitiva non comune del gruppo cooperativo di Lugo".

 

LA TOP TEN DEI VINI CHE DANNO PIU’ LAVORO

 VINI DEL TERRITORIO

Provincia

TOTALE ORE LAVORATE

1 Montepulciano D’Abruzzo Doc

Chieti

19.359.600

2 Puglia Igt

Foggia

16.519.200

3 Sicilia Doc

Trapani

16.032.264

4 Oltrepo Pavese Doc

Pavia

14.244.750

5 Asti Docg, Barbera d’Asti

Asti

13.443.750

6 Amarone Della Valpolicella Docg, Soave Docg

Verona

13.090.480

7 Prosecco Docg

Treviso

12.850.760

8 Barolo Docg, Barbaresco Docg, Langhe Doc, Roero Docg

Cuneo

12.402.000

9 Gavi Docg;

Alessandria

10.869.750

10 Castel Del Monte Doc, Igt Puglia

Bari

9.355.680

Fonte: analisi Coldiretti