TURISMO

Abruzzo, nuova legge in arrivo per trasformare agricamping in campeggi

Centrodestra dice no

Redazione PdN

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Abruzzo, nuova legge in arrivo per trasformare agricamping in campeggi

ABRUZZO. Battaglia in vista per il centrodestra contro il progetto di legge 341/2016 del gruppo consiliare del Pd di modifica della Legge regionale 38 del 2012 disciplinante lo svolgimento delle attività agrituristiche in Abruzzo.

L’opposizione cointesta la volontà di trasforma gli Agricamping in campeggi veri e propri, aprendo alla liberalizzazione «selvaggia» del comparto.

L'Agricampeggio è un campeggio in fattoria che propone un’accoglienza all'aria aperta simile a quella dei primi anni di diffusione del campeggio in Italia, negli anni Sessanta.

Oggi il campeggio si è molto trasformato sia grazie a servizi sempre più diversificati e ben organizzati ma anche per la massificazione e la stanzialità degli ospiti, che spesso lo fa confondere con un accampamento “fisso”, dove la tenda, o la roulotte, sono più una seconda casa che un mezzo di turismo itinerante, in libertà.

Il rischio, secondo il centrodestra, è che con la nuova legge si danneggi non solo l’economia di attività storiche, ma lo stesso paesaggio di ampi tratti del litorale, a partire dall’area teramana.

«Il Progetto di legge 341 del 2016, proposto dal consigliere Monticelli e ora sposato da tutto il Partito Democratico, va assolutamente fermato e in tal senso chiameremo a raccolta le amministrazioni locali, a partire dal sindaco di Roseto per la quale è giunto inesorabile il momento della verità, ossia dica se condivide la linea del proprio partito o meno», hanno spiegato il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e il Portavoce provinciale teramano di Fratelli d’Italia-An Fabrizio Fornaciari.


In particolare si contesta il tentativo, da parte del PD, di trasformare gli Agricamping in strutture a tutti gli effetti uguali ai campeggi: ovvero la concessione agli agricamping di poter far stazionare in via permanente, e non più semplicemente sostare temporaneamente, al loro interno le cosiddette mobil-home, ovvero le ‘casette mobili’, e che per l’installazione delle stesse sia necessaria una semplice “segnalazione urbanistica” e non una vera e propria autorizzazione.

Inoltre viene giudicata inopportuna la possibilità di poter fruire delle casette anche in periodi diversi dell’anno e non più solo in estate: «quelle proposte sono misure che vanno ben oltre lo spirito della Legge regionale 38 che voleva essere un ulteriore sostegno al comparto agricolo. Il progetto di legge odierno è un tentativo maldestro di salvaguardare gli interessi di qualcuno e che rischia al contempo di squalificare l’offerta turistica dell’intero Abruzzo».

«Il rischio – ha aggiunto il Portavoce FdI-An Fornaciari - è che si procuri un danno irreparabile ad alcuni tratti costieri della nostra regione: in particolare a Cologna Spiaggia di Roseto degli Abruzzi, il proliferare di queste strutture in maniera disordinata sta compromettendo seriamente lo sviluppo della frazione a discapito di interessi particolari che evidentemente stanno a cuore a Monticelli e al Partito Democratico. Il problema di Cologna Spiaggia, che porta la firma PD, con l’approvazione di questa modifica alla legge, rischia di replicarsi in altri tratti del litorale regionale. In tutto questo è ora che anche l’Amministrazione Comunale di Roseto la smetta di nascondersi e si esprima pubblicamente sulla vicenda, a partire dalla partecipazione ai lavori della Terza Commissione del Consiglio Regionale per far conoscere la propria posizione, ovvero se condivide quella della politica clientelare dei colleghi di partito che siedono in Consiglio Regionale o se mira a rilanciare, come chiedono i cittadini, quel tratto di costa con soluzioni urbanistiche efficaci. Noi continueremo a dare battaglia in tutte le sedi per la salvaguardia del nostro territorio e dell’offerta turistica cittadina e regionale».