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Blackout Abruzzo. Nelle audizioni parlamentare la realtà parallela di Terna ed Enel

Impossibile sapere perché i manicotti ghiacciati in Abruzzo scatenano un disservizio colossale

Redazione PdN

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Blackout Abruzzo. Nelle audizioni parlamentare la realtà parallela di Terna ed Enel

ABRUZZO. Un film che hanno visto solo loro: due relazioni che descrivono con ‘freddezza tecnica’ una realtà che è stata “percepita” in maniera totalmente diversa dagli abruzzesi.

Forse non proprio una presa in giro o uno sgarbo voluto ma di certo una mancanza di sensibilità verso quelle 600 mila persone (come minimo)  che sono state costrette a vivere in condizioni incivili e medioevali a causa di disservizi che proprio Enel e Terna non hanno saputo evitare.

Ma a sentire i vertici delle due società chiamati a relazionare in sede di commissione parlamentare, guai a parlare di inefficienza o di incompetenza; tutta colpa del tempo, della neve, della eccezionale nevicata e così le audizioni di fatto si sono trasformate in spot o in una vetrina marketing inattesa.

Non esattamente una sorpresa, visto cosa sono riusciti a dire sia Enel che Terna già nel pieno dell’emergenza in tv.

Per dirla come Tommaso Ginoble, deputato teramano, «se io avessi detto ai miei corregionali le cose che avete detto voi avrei rischiato l’incolumità fisica».

Ma tant’è.

Gianluca Vacca (M5s) ha ricordato a Terna che gli abruzzesi conoscono molto bene la società soprattutto per quello che è riuscita a fare intorno alla costruzione del contestatissimo elettrodotto Villanova-Gissi, non ultime le decine di citazioni milionarie per danni che hanno avuto tutta l’aria di intimidire gli attivisti ambientalisti.

Alla fine di ore di chiacchiere rimangono appese ai cavi elettrici -e dunque sospesi nell’aria- almeno due questioni importanti che sono state sollevate più volte dai parlamentari e alle quali Enel e Terna non hanno risposto con compiutezza preferendo divagare su argomenti a piacere.



IL GHIACCIO ABRUZZESE

Il primo    punto riguarda la motivazione per la quale si siano ghiacciati i cosiddetti «manicotti», che -da quanto si è capito- sarebbe la causa scatenante di questo incredibile e lunghissimo blackout di oltre 10 giorni.

In molti hanno domandato se i manicotti si ghiaccino allo stesso modo anche altrove e perché in Abruzzo abbiano generato il blackout ma la risposta non c’è stata, anzi è sembrato di capire che -ovviamente- i manicotti si ghiaccino ovunque, creando disservizi (ma di certo non come quelli abruzzesi).


GLI INVESTIMENTI DI TERNA DA 1 MILIARDO

Altro punto non secondario riguarda gli investimenti di Terna che secondo la società, in Abruzzo, supererebbero il miliardo di euro.

Una cifra spropositata e fuori da ogni ragionevolezza se si considera che allora si potrebbe ipotizzare che in tutta Italia la società spendere 22 miliardi per investimenti…

Niente di più gonfiato.

In realtà quello che Terna continua a spacciare per “investimenti” non sono altro che i contestatissimi progetti che sta realizzando: il cavo sottomarino dal Montenegro, l’eletrodotto Villanova-Gissi e quello per Foggia. Opere che nulla hanno a che fare con la manutenzione della rete elettrica e forse nemmeno nulla con la certezza che eventi catastrofici come quelli appena subiti dall’Abruzzo non si verifichino più.

Nel corso dell’audizione sono comunque state sollevate questioni spinose alle quali le due società non hanno dato peso, come il fatto che determinate rotture si siano verificate anche nei tratti appena riammodernati oppure per esempio l’incredibile incapacità di riuscire a rifornire di carburante i generatori posizionati.



OBIETTIVI MANCATI

Tra le cose dette da Enel -che è sembrata persino più aderente alla realtà di Terna- le assicurazioni di essere sempre stata «seria e trasparente», di voler «imparare per migliorare», di aver «sentito tutti i 130 sindaci coinvolti e anche diversi assessori», che «la rete è la migliore che ci sia»,  che «non ci sono stati danni alla rete da piante cadute».

Terna (che in un primo momento non aveva acconsentito alla diretta streaming) ha invece snocciolato dati e numeri riguardo alla linea di alta tensione rimarcando che i danni subiti sono stati «una piccolissima parte rispetto all’intera rete»  e che «i guasti sono stati riparati al massimo in 13 ore»  scatenando più di qualche dubbio tra i parlamentari.

Terna ha spiegato le sue metodologie operative in piena emergenza descrivendole come le migliori possibili, tempestive, fattive, rodate, spiegando di avere a disposizione anche una flotta di elicotteri e di aver investito in telefoni satellitari così da poter aggirare eventuali blackout telefonici.


«Tra Enel e Terna i conti non tornano. In due audizioni presso la Commissione Attività produttive e Ambiente della Camera hanno avuto l'ardire di fornire dati contraddittori», ha detto Davide Crippa, deputato M5S in Commissione Attività produttive, «secondo Terna il tempo medio per ripristinare il singolo guasto è stato di 13 ore mentre Enel addebita alla rete e quindi proprio a Terna i distacchi anche di alcuni giorni. Si mettessero d'accordo. Il malfunzionamento della rete elettrica che ha lasciato al buio e al freddo migliaia di persone, dopo il terremoto, non può essere addebitato a un evento eccezionale. Non lo è più il maltempo - sottolinea il deputato pentastellato - Considerato che in soli 6 anni è la 4° volta che accadono forte nevicate con gravi danni alla rete. Ricordiamo la nevicata del febbraio 2012 in centro Italia, del 2014 in Emilia, 2015 Italia del Nord e quest'ultima ancora in Centro Italia», conclude Crippa.



RISPOSTE VAGHE

«Quali soluzioni, anche tecniche, Enel e Terna hanno in cantiere per evitare che l'Abruzzo possa vivere in futuro la drammatica situazione di gennaio, quando circa metà degli abruzzesi sono rimasti per giorni senza corrente, riscaldamento e talvolta acqua? Questa è la principale domanda che oggi abbiamo posto ai vertici di Enel e Terna, in audizione alla Camera dei Deputati, alla quale purtroppo ci sono state solo poche risposte, e molto vaghe» affermano i deputati Gianluca Vacca e Andrea Colletti, intervenuti all'audizione insieme al deputato PD Ginoble, unico abruzzese degli altri partiti.

«Alla nostra richiesta di conoscere quali siano i rimedi ed eventualmente i tempi di attuazione, solo risposte vaghe da parte di Enel (che comunque ha promesso d'inviare al Parlamento del materiale aggiuntivo nei prossimi giorni) in merito a una eventuale e futura manutenzione sui cavi e una altrettanto vaga risposta da parte di Terna sull'installazione di dispositivi anti-rotazionali sui cavi per mitigare la formazione di manicotti di ghiaccio. Secondo Terna, sono 5700 quelli già installati e in futuro ne verranno installati altri, ma non si sa né quanti né in che tempi».

E nessuna risposta da parte di Terna -hanno confermato i pentastellati- alla domanda quale relazione ci sarebbe tra gli ingenti investimenti sbandierati anche oggi dalla società per la costruzione degli elettrodotti nella nostra regione, come il Villanova-Gissi, e la prevenzione di altri eventuali blackout come quelli del 2015 e di gennaio scorso.

Ma le note dolenti non sono finite: molti utenti hanno segnalato l’arrivo in forte ritardo rispetto alla scadenza delle bollette proprio relative al periodo del blackout.