TURISMO NERO

Abruzzo Scanno e Prati di Tivo: il turismo bianco è diventato nero

Tante cause eterogenee un unico risultato: economie al collasso

Redazione PdN

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Abruzzo Scanno e Prati di Tivo: il turismo bianco è diventato nero


ABRUZZO. Ci sono imprenditori sfortunati e alcuni sprovveduti, ci sono cause esterne, il meteo, i rovesci dell’economia, i danni d'immagine, le frasi avventate (tipo: «non andate in avacanza in Abruzzo»), ci sono gli enti pubblici che ci metteono il loro contributo e c’è poi la nuova paura per neve e valanghe.


Un frullato pericoloso che sta avendo già i suoi effetti nefasti sulla economia abruzzese del turismo bianco che quest’anno, per varie ragioni, è particolarmente in crisi.

Per assurdo la tanta neve caduta da inizio anno non ha aiutato chi vive di neve perché mezza regione è rimasta al buio e al freddo per il blackout e le strade sono rimaste impraticabili. Pur volendo arrivare in Abruzzo è stato -e in alcune zone lo è ancora- impossibile.

Chiaro che in queste condizioni, pur in presenza di imprenditori illuminati o veri e propri eroi, fare impresa è impossibile. Ed il risultato è la desertificazione.


A Scanno per esempio il gioiellino immortalato da Cartier Bresson ci sono solo due alberghi aperti su 12, B&B e ristoranti in attività soltanto nel week end e con scarsa affluenza e il numero dei lavoratori stagionali diminuito fino all'80%.

È una situazione drammatica quella vissuta dagli operatori turistici di Scanno. Da due anni, infatti, gli impianti di risalita di Colle Rotondo sono chiusi, prima per motivi gestionali poi per interventi di manutenzione.

«Di fatto» afferma Claudio Mariotti presidente di Ascom Fidi-Ascom Servizi Sulmona «imprenditori, commercianti, artigiani e tutta l'economia del paese e' al tracollo, chiediamo alla Regione e al Comune di intervenire perché il rischio concreto è che un bacino turistico, negli anni scorsi un fiore all'occhiello dell'Abruzzo, rischia di sparire. Il 90% dell'attività stagionale, infatti, si svolge in inverno con gli impianti di risalita in funzione e da due anni anni è tutto fermo».

In condizioni normali il comparto turistico a Scanno occupa fino a 400 persone con contratti stagionali su circa 1.400 residenti, su questo bacino turistico insistono anche i Comuni Villalago, Anversa degli Abruzzi e Bugnara. 

«Ora il numero dei lavoratori è drammaticamente diminuito» rimarca Mariotti «la Regione deve intervenire per tutelare non solo gli operatori ma anche le aree interne e garantire la loro sopravvivenza. Chiediamo un confronto con le istituzioni per individuare una soluzione».

Il bacino sciistico, in passato, è stato gestita da un consorzio di operatori con i propri capitali e ne hanno sostenuto l'operatività, poi è subentrato un imprenditore che nonostante l'impegno e i sacrifici, non avendo ricevuto nessun sostegno pubblico, è stato costretto ad abbandonare l'attività.



Storia diversa per Prati di Tivo dove pochi eroi stanno cercando a tutti i costi di rimanere in piedi nonostante le solite avversità si abbattano sulle loro imprese.


La stazione sciistica di Prati di Tivo per esempio qeusto fine settimana rimarrà chiusa per il rischio valanghe e sui social è un fiorire di critiche da parte degli operatori del settore, che dopo il maltempo e il terremoto speravano con l'arrivo del bel tempo di poter tornare a richiamare turisti.

A guidare la "rivolta" dal suo profilo Fb, il direttore degli impianti Antonio Riccioni, che ha criticato duramente la decisione assunta dal primo cittadino sulla base del bollettino Metomont.

Una decisione che per gli operatori rischia di mettere in ginocchio un'intera economia, e questo nonostante in questi giorni in tanti, compresi gli stessi dipendenti delle diverse attività turistiche, abbiano lavorato per rendere pienamente fruibile il territorio.

Critiche rigettate al mittente dal sindaco di Pietracamela Michele Petraccia, che sottolinea come la decisione sia stata assunta in via cautelativa per garantire la sicurezza di tutti.

«Questa mattina si è riunita la commissione valanghe - spiega Petraccia - e vorrei sottolineare che siamo uno dei pochi comuni che ce l'ha. Abbiamo enunciato tutte le variabili legate alle temperature e alle condizioni climatiche e a fronte di un bollettino Meteomont che dà ancora un rischio 3 di valanghe su una scala di 5 abbiamo deciso di aspettare ancora qualche giorno. Tra l'altro non si tratta di una nuova ordinanza ma della proroga dell'evacuazione totale dei Prati già in vigore dal 21».