IL FATTO

Commercio Abruzzo, via libera anche se Durc non è in regola: Confesercenti: «furbata che punisce onesti»

L'associazione Anva: «regione diventerà il ritrovo di chi non paga»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

606

saldi




ABRUZZO. «L'Abruzzo su appresta a diventare il rifugio dei commercianti che non pagano tasse e contributi, l'unica regione che in fretta e senza alcuna concertazione ha deciso di abrogare l'obbligo per i commercianti su aree pubbliche di avere il Durc in regola. Uno schiaffo alle migliaia di esercenti che fanno sacrifici per restare in regola».

Lo afferma Domenico Gualà, eletto a Tortoreto presidente regionale di Anva, l'associazione dei commercianti su aree pubbliche di Confesercenti e che sarà affiancato da Domenico Giampaolo e Franco Liberatore nelle vesti di vicepresidenti, con il coordinamento di Michaela Pettinaro.

Il riferimento è alla novità introdotta nei giorni scorsi: in sostanza la rigorosa regolarità del Durc, ovvero del documento unico di regolarità contributiva, non sarà più elemento discriminante per consentire o meno la partecipazione ai bandi per il rinnovo delle licenze, ma sarà semplicemente un requisito che attribuirà 3 punti in più al commerciante che potrà esibirla, una norma che di fatto consente a tantissimi operatori, vittime della crisi imperante nel settore, di tirare un sospiro di sollievo.

«Dopo mesi di concertazione con le associazioni e la condivisione di un testo con la Giunta» spiega Gualà assieme al direttore regionale di Confesercenti Lido Legnini «il Consiglio ha approvato un emendamento che elimina tre articoli e cassa l'obbligo del Durc, il documento unico di regolarità contributiva che certifica la correttezza del commerciante nei confronti dello Stato. Eliminandolo, si mettono sullo stesso piano commercianti in regola e commercianti non in regola, senza alcuna premialità per chi rispetta le scadenze fra enormi sacrifici. L'Abruzzo - aggiungono Gualà e Legnini - sarà fra l'altro l'unica Regione de centro Italia senza l'obbligo del Durc: qui arriveranno dunque migliaia di imprenditori che non trovano più spazio nei mercati delle regioni di provenienza. Uno schiaffo insopportabile».

Per la categoria poi si apre una partita delicata anche con il governo centrale, che nel Milleproroghe ha inserito lo slittamento al 2020 del rinnovo delle licenze, annullando gli effetti dell'Intesa Stato-Regioni alla quale si era arrivati dopo un lungo lavoro e che dava il via al rinnovo a partire dalla primavera 2017.

«Alla Regione chiediamo di rispettare gli impegni assunti con la categoria senza cadere nei tranelli posti da singoli gruppi che rappresentano solo se stessi - concludono Gualà e Legnini - ed ai parlamentari abruzzesi di intervenire subito per fermare la schizofrenia che sta sregolando il settore».