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1 gennaio: aumenta pedaggio autostradale. Ma quando la manutenzione dei viadotti pericolosi?

Non si va oltre le polemiche sterili alimentate dalla politica che ha voluto i contratti di concessioni

Redazione PdN

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1 gennaio: aumenta pedaggio autostradale. Ma quando la manutenzione dei viadotti pericolosi?


ABRUZZO. Puntuali come Capodanno arrivano gli aumenti autostradali. Succede da 15 anni a questa parte. E la polemica che ne segue è anche la prima dell’anno. Sempre.

Il tutto è dovuto a contratti di concessione stipulati nel 2001 nei quali è previsto l’incremento tariffario in base a determinati parametri per l’intera durata della concessione della A24 e A25 e che garantiscono il ritorno economico per la società che gestisce il tratto autostradale. Giusto o sbagliato che sia, tutto deriva da quell’accordo di tanto tempo fa stipulato senza troppi pensieri o domande che ha condizionato pesantemente il futuro della nostra regione e creato guadagni sicuri e senza rischio al privato.
Così anche per il 2017, dal 1 gennaio, il Ministro dei Trasporti e Infrastrutture ha autorizzato un aumento dei pedaggi dell'1,62% alla Autostrada dei Parchi, oltre il doppio della media degli aumenti dei pedaggi autostradali a livello nazionale che è stato dello 0,77%.

Per altre 9 concessionarie , tra cui l'autostrada di montagna del Brennero, non sono stati peraltro concessi aumenti.

Lo stesso doveva essere fatto anche per l'autostrada dei Parchi e invece si procede su una linea che ha determinato negli ultimi 15 anni un aumento di oltre il 180% dei pedaggi. Per andare a Roma ormai si spende più per il pedaggio che per il carburante.



STRADA DEI PARCHI: «AUMENTO MASSIMO DI 30 CENTESIMI»  

E come sempre arriva anche la versione ufficiale della società Strada dei Parchi che spiega che l’aumento maggiore è di 30 centesimi e riguarda le tratte più lunghe.

In particolare la Roma-Chieti/Pescara, che passa da 19,10 a 19,40 euro.

L’aumento del 1,62% delle tariffe che il Ministero dei Trasporti ha previsto per A24 e A25, «si traduce in un rialzo che non supera i 30 centesimi nel peggiore dei casi.  Poi ci sono ben 54 tratte (ovvero percorsi  da casello a casello) entro i quali l’aumento non ci sarà affatto, sarà appunto dello 0%. E tra queste tutte le tratte incluse nella cintura romana».

Non ci saranno dunque aumenti per le migliaia di pendolari che entrano dalle stazioni di Settecamini, Ponte di Nona, Lunghezza, Tivoli, Castel Madama e Mandela, e sono diretti alla Capitale.

 

Aumenti contenuti anche nell’area intorno a L’Aquila.

Il massimo dell’incremento, pari a 10 centesimi, è per il tratto L’Aquila Est – Avezzano, mentre non ci sarà nessun aumento nella tratta L’Aquila Ovest - Avezzano.

Non ci saranno aumenti neanche per la tratta Celano –Tagliacozzo o Magliano- L’Aquila Ovest.

Incremento allo 0% anche per le tratte Celano - L’Aquila Ovest,  Celano - Tagliacozzo e Celano - Tornimparte. Non aumenta neppure la tratta Pescina – Cocullo, come quella Tra Pratola e Cocullo e soprattutto Pratola - Celano.

Zero aumenti anche per la tratta Bussi-Pratola e quelle tra l’uscita della Valle Peligna e Torre de’ Passeri. Anche i pendolari che da Pescara devono raggiungere L’Aquila uscendo a Bussi troveranno invariata la tariffa della tratta.

 

«POLEMICHE STRUMENTALI E ABITUDINARIE»

Anche Strada dei Parchi fa notare che si tratta di stucchevoli  polemiche preventive e quelle successive a una decisione del Ministero che è frutto di una normativa. Il meccanismo di calcolo e di applicazione delle tariffe su A24 e A25 è rigidamente fissato da una formula che è inserita nella convenzione e nelle norme in materia di servizio pubblico dato in concessione».

Ma poi aggiunge: «il mantenimento in efficienza di un servizio importante come quello autostradale si fonda sul pagamento del pedaggio. Le autostrade italiane e buona parte di quelle esistenti in Europa si basano su questo meccanismo».



MA LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA NON C’E’

Giusto. Peccato, però, che di manutenzione straordinaria non se ne veda l’ombra da quasi 10 anni ed oggi il problema assume una luce diversa... più come una zappa sui piedi.

Infatti, tra il 2015 ed il 2016 è andato in scena un battage pubblicitario che doveva spingere un megaprogetto da 6 miliardi di euro per “raddrizzare” la A24 e A25 per renderla «più sicura e veloce». Un progetto faraonico e sproporzionato che aveva vari obiettivi tra i quali quello di allungare la concessione per altri 40 anni (insieme ai guadagni sicuri) e risolvere il problema della mancata manutenzione in questi anni.

Ora che il progetto (pare) sia stato accantonato (chissà se definitivamente) rimangono nell’aria tutte le argomentazioni utilizzate per spingere quel progetto che si possono riassumere con un tracciato autostradale «estremamente pericoloso», «non in grado di sostenere forti scosse sismiche», «viadotti malmessi che sono rimasti su solo per miracolo dopo le scosse del 2009 e del 2016»  e molto altro.  

Questo perchè la manutenzione straordinaria non è mai stata fatta. Gli aumenti come da contratto sono stati regolari, la manutenzione straordinaria (come da contratto) invece no.

Chi deve pretenderla?

 


ABRUZZO SCONTO IGNORATO

Strada dei Parchi ricorda poi ai pendolari che esiste da tre anni la possibilità di abbattere fino al 20% il costo autostradale per chi possiede un Telepass. In Abruzzo in particolare, forse per una diffidenza verso lo strumento Telepass, solo pochissimi pendolari hanno usufruito dello sconto. Mentre nell’area laziale migliaia di pendolari quotidianamente si avvalgono dello sconto che riduce mensilmente il costo autostradale. Un risparmio non da poco.



LE POLEMICHE “STRUMENTALI”


Il deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla spiega che gli aumenti dei pedaggi sono rapportati all'inflazione, alla produttività e agli investimenti in beni devolvibili effettuati. «Essendo l'inflazione inesistente e non avendo visto nessun miglioramento dell'autostrada», sostiene, «non si capisce perché i pedaggi devono aumentare. Per 100 km da Chieti a Magliano dei Marsi non c'è nessuna stazione di servizi: uno scandalo nazionale!

Il danno per l'economia e per i pendolari sarà notevole, come evidenziano giustamente le associazioni dei trasportatori e degli utenti. E' ora che le istituzioni abruzzesi facciano sentire la loro voce, a fianco dei cittadini, lavoratori pendolari e autotrasportatori e chiedano conto al Governo di un comportamento inqualificabile è vergognoso che si trascina da anni».


La Confartigianato, invece, giudica «assurdo» il silenzio dell’amico governatore, Luciano D’Alfonso.  

           «I pedaggi di A24 e A25 - sottolineano il direttore dell'associazione, Daniele Giangiulli, e il presidente di Confartigianato Trasporti Abruzzo, Gabriele Sillari - negli ultimi 13 anni sono aumentati del 187%; rincari del 42,88% se si considera solo il periodo 2009-2006. Già lo scorso anno c'erano stati aumenti del 3,45%. Non è possibile che ogni volta, alla fine dell'anno, torna la questione dell'aumento dei pedaggi. Tariffe spropositate, soprattutto se si considera che si tratta di autostrade vecchie e insicure».

Non dissimili gli altri commenti di associazioni di consumatori e di categoria.


Tutto come sempre.

Dunque una previsione viene facile: tra una quindicina di giorni anche l’aumento tariffario sarà “digerito” e si parlerà di altro.

Come sempre.