CERCASI TURISTI

Pubblicizzare il marchio Abruzzo: arriva il bando aperto alle compagnie aeree

Spesa stimata 12 mln di euro in 5 anni

Redazione PdN

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Ryanair. E D’Alfonso sdogana il bando pubblico con vincitore annunciato

Con i vertici Ryanair

ABRUZZO. Un piano di promozione turistica «innovativo», perché parametrato (e pagato) in base agli effettivi risultati raggiunti in termini di presenze sul territorio. Per far conoscere sui mercati nazionali ed esteri il brand "Abruzzo".

La Regione prova a voltare pagina e lanciare un avviso pubblico rivolto a tutte le compagnie aeree operanti su linee interne ed internazionali.

E’ la prima volta che accade e l’iniziativa dovrebbe servire a fornire maggiore trasparenza e competitività sui mercati del turismo e sulle tratte aeree che la Regione Abruzzo ha pagato care fino ad ora grazie ad accordi diretti con Ryanair più volte rinnovati da oltre 15 anni. Il bando annunciato per agosto e poi settembre è slittato fino a ieri per alcuni imprevisti e verifiche che gli uffici hanno efefttuato.

Proprio questo bando per la pubblicizzazione del “brand Abruzzo” che di fatto non esiste (non esiste un marchio o un pacchetto organico e strutturato da pubblicizzare) era stato trionfalmente annunciato dopo l’ennesimo incontro governativo di inizio agosto proprio con la compagnia irlandese che aveva minacciato di abbandonare l’Italia e Pescara.

In quell’occasione il governatore aveva chiaramente detto che una parte dei fondi da destinare a Ryanair passavano per un bando pubblico (questo di oggi).

Il programma si articola su 4 azioni, per ognuna delle quali dovrà essere presentato uno specifico progetto, mentre l'investimento complessivo ammonterà a 12 milioni e mezzo di euro in 5 anni.

«La novità», annunciano Saga e Regione Abruzzo, «è però rappresentata dalle modalità in cui verrà pagato il corrispettivo all'aggiudicatario, che sarà diviso in una parte fissa e in una variabile, con quest'ultima che sarà erogata solo ed esclusivamente al raggiungimento di precisi target: 300mila contatti annui per le rotte domestiche e 1 milione per quelle internazionali, che dovranno essere puntualmente rendicontati alla Regione».

A conti fatti i soldi che usciranno dalle casse pubbliche sono più o meno gli stessi che finivano direttamente in quelle di Ryanair che incassava conteggiando i passeggeri in transito dall’aeroporto abruzzese.

«Per garantire la più ampia partecipazione alle compagnie aeree, assicurando trasparenza e concorrenzialità», assicura la nota istituzionale della Regione, «sarà possibile presentare progetti per una o più azioni. Nel caso tutti i lotti dovessero essere aggiudicati a un unico soggetto, l'importo massimo annuo che potrà essere pagato dalla Regione scenderà a 2 milioni di euro. La scelta di investire su un piano di promozione di questo tipo è legata alla volontà di puntare su un target di riferimento ben preciso: gli utenti delle compagnie aeree, quindi un pubblico già predisposto al viaggiare, evitando il ricorso ad altre forme di comunicazione generalista, che rischiano invece di non intercettare il destinatario del messaggio».

Il bando è emanato formalmente dalla Regione Abruzzo (e non dalla Saga) e vede coinvolti i Dipartimenti regionali del Turismo e dei Trasporti, con il coordinamento del direttore generale Cristina Gerardis  e «rientra nel più ampio progetto di rilancio dell'Abruzzo come destinazione turistica, che la giunta regionale sta portando avanti e che ha visto in pochi mesi crescere esponenzialmente il numero dei 'sentiment' positivi sui pacchetti proposti».

Nel dettaglio, per l'azione 1 (collegamenti con consolidati mercati internazionali), la parte fissa del corrispettivo annuo è di 250mila euro, mentre quella variabile massima è di 750mila; per l'azione 2 (collegamenti con innovativi mercati internazionali), la parte fissa è pari a 400mila euro, la variabile a 200mila; per l'azione 3 (collegamenti con consolidati mercati nazionali), la parte fissa è di 180mila euro, la variabile di 320mila; per l'azione 4 (collegamenti con innovativi mercati nazionali) la parte fissa è di 260mila euro, la variabile di 140mila.