ECONOMIA

Imprese funebri Abruzzo, arriva la modifica: «obbligo proprietà di almeno un carro»

Anifa protesta: «si creano barriere ingiuste»

Redazione PdN

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Imprese funebri Abruzzo, arriva la modifica: «obbligo proprietà di almeno un carro»

ABRUZZO. L’associazione Anifa contro le modifiche che il Consiglio regionale si appresta a varare in materia di attività funeraria.

I consiglieri dovranno esprimersi su una modifica della legge numero 41 del 2012 che prevede l’introduzione dell'obbligo della proprietà di almeno un carro funebre per le attività funerarie.

Si afferma che non avere il carro di proprietà comporti l'impossibilità di svolgere il mestiere regolarmente, comporti improvvisazione e scarsa professionalità.

L'Anifa, però, è contraria a questa «miope visione» perchè ritiene «dannoso», come spiega il presidente Paolo Rullo, «creare barriere all'entrata basate sul mero capitale. Noi immaginiamo un mercato dove le barriere sono erette dalla capacità professionale»

Nelle motivazioni del progetto 314 viene detto che nella legge attuale, viene concessa la possibilità alle famiglie colpite da un lutto di trasferire la salma per il periodo di osservazione nel territorio regionale, quindi, si ritiene necessario che le imprese funebri abbiano la disponibilità immediata del carro funebre, evitando il rischio per effetto degli orari degli obitori o degli ambulatori medici di famiglia di non poter eseguire il trasferimento.

«E' evidente», ribatte però Rullo, «che le imprese che hanno il carro a disposizione immediata siano avvantaggiate rispetto a quelle che non lo hanno, ma questo non vuol dire che le imprese che hanno un carro in proprietà possano garantire la disponibilità immediata, perchè se l'impresa proprietaria del carro ha più servizi in contemporanea ci spiegate come fa senza ricorrere al noleggio? La disponibilità immediata del carro la può garantire solo un imprenditore capace e professionale cosa che nulla ha a che vedere con la proprietà di un cespite».

Secondo l’associazione nell'Italia liberale e democratica la libertà d'impresa è un valore sacro «da tutelare e non da violentare».

Secondo Rullo se si vuole veramente tutelare gli interessi delle famiglie colpite da un lutto e degli imprenditori virtuosi bisognerebbea potenziare le capacità di controllo degli organi preposti.