VERGOGNE INFINITE

Parco Costa Teatina. Melilla: «Il Governo sta coprendo interessi politici inconfessabili»

Il Ministro: «i ritardi? Colpa della Regione»

Redazione PdN

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Parco Costa teatina: ecco finalmente la bozza De Dominicis, «rischio "colata di cemento"»





ABRUZZO. I ritardi nella perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina?
Il Ministero dell’Ambiente scarica le colpe sulla Regione Abruzzo che si sarebbe inserita nel procedimento amministrativo con valutazioni che non possono avere nessun valore modificativo rispetto alla proposta di perimetrazione del commissario ad acta.
«La risposta del Ministro è indecente», contesta il deputato Sel, Gianni Melilla, che aveva interrogato il Ministero sulla questione, « perchè dilatoria in quanto insiste nel procedere a verifiche che non hanno alcun senso e legittimità».
Il Parco fantasma si trascina da anni «tra boicottaggi imbarazzanti di enti locali», sostiene Melilla, «che non capiscono che il futuro dell'Abruzzo è anche la valorizzazione ecosostenibile del suo enorme patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico-culturale».

Non a caso un terzo dell'Abruzzo è tutelato da 3 parchi nazionali, 1 parco regionale e 30 riserve regionali. Siamo la Regione verde d'Europa.
Il Parco nazionale della Costa teatina è stato istituito con legge nel 2001, ma a distanza di 16 anni non si è ancora perfezionato il fondamentale atto della sua perimetrazione definitiva.
Per superare lo stallo nel 2014 il Governo ha affidato questo compito ad un commissario ad acta, l'architetto Giuseppe De Dominicis (ex presidente della Provincia di Pescara), che dopo un anno di duro lavoro con continue consultazioni con Comuni e portatori di interessi locali, ha definito una proposta che il Governo Nazionale avrebbe dovuto tradurre rapidamente in un decreto.
«Il Governo invece ha tenuto nel cassetto da oltre un anno la bozza di decreto», attacca Melilla, «e ora se la prende con la Regione».


LA RISPOSTA

Il ministro dell’Ambiente, Galletti, nella sua risposta ricorda che l'incarico del commissario è scaduto il 4 agosto 2015 e la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha sottoposto il lavoro svolto da De Domincis alla Conferenza Unificata Stato-Regioni.
In quella sede, era il 10 settembre 2015, il Ministero ribadì di non rivestire più alcuna competenza sulla questione e di aver fornito unicamente, su richiesta, un supporto tecnico.
Sempre il ministro ricorda che nei primi mesi del 2016 sono arrivati agli uffici della Presidenza del Consiglio alcune valutazioni della Regione, ovvero quelle modifiche che il presidente D'Alfonso avanzò insieme alcuni sindaci del territorio che avevano contestato la perimetrazione di De Dominicis.
Quando le carte sono arrivate a Roma, il ministro sostiene che siano partite verifiche e controlli e «un'analisi attenta del lavoro presentato al commissario sia dal punto vista tecnico amministrativo che da quello naturalistico paesaggistico e storico culturale».

A marzo 2016, inoltre, la Direzione Generale del Ministero ha inoltrato la documentazione della Regione Abruzzo alla Presidenza del Consiglio, Dipartimento per il coordinamento amministrativo.
Secondo il ministro «all'esito delle necessarie verifiche sarà possibile procedere nell'iter di istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina».
«Si perde tempo, si boicotta, ci si nasconde nei meandri di una burocrazia ministeriale che ha l'unico obiettivo di ritardare la perimetrazione definitiva del Parco Nazionale della costa teatina, uno dei tratti di belli del litorale adriatico», protesta Melilla.
«Occorre reagire contro il palese tentativo di assecondare quei poteri economici, politici e amministrativi che non vogliono da sempre il Parco da sempre. Il Governo sta coprendo interessi politici inconfessabili. Se non vuole il Parco abbia allora il coraggio di proporre una legge abrogativa di quella istitutiva del Parco della Costa Teatina».