SORGENTE

Santa Croce, ancora guai ed una inchiesta sulla manomissione della valvola

Perquisizioni e sigilli all’impianto che preleva acqua dalla sorgente

Redazione PdN

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ACQUA MINERALE

AVEZZANO. La Procura della repubblica di Avezzano ha aperto una inchiesta su una presunta manomissione, nello stabilimento di Canistro (L'Aquila), di una valvola a saracinesca preposta all'interruzione del flusso idrico a seguito della scadenza della concessione di sfruttamento delle acque minerali Sant'Antonio-Sponga, dove si imbottiglia l'acqua Santa Croce, marchio di livello nazionale.

Il pm Roberto Savelli ha inviato i carabinieri di Tagliacozzo che sono stati per molte ore nello stabilimento con un decreto di perquisizione e sequestro.

L'inchiesta è scattata dopo il blitz del 12 agosto scorso quando i carabinieri che hanno operato insieme agli uomini del Noe e del Nas, hanno accompagnato i dirigenti regionali, in testa Iris Flacco, che hanno accusato Santa Croce di prelevare l'acqua nonostante la revoca della concessione per il durc irregolare ed i sigilli.

Rilievi che il patron, Camillo Colella, ha sempre rispedito al mittente.

«Sono stati messi i sigilli alla sorgente Sponga, faremo ricorso al riesame contro il provvedimento perché non si può bloccare un'adduzione che è collegata ad una concessione in essere non scaduta - spiega Colella -. Comunque, rassicuriamo i nostri fornitori sul mantenimento degli impegni perche' abbiamo scorte, serbatoi pieni e prodotti finiti in magazzino».

Sul posto tra gli altri sono intervenuti il comandante della compagnia, il capitano Edoardo Commandè ed il legale di Colella, Roberto Fasciani.

ED ORA SCATTA LO SCIOPERO

Un pacchetto di scioperi, articolato su tre giornate, e un presidio permanente dei lavoratori davanti allo stabilimento.

E' quanto stabilito ieri, nell'assemblea sindacale, dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e dalle Rsu dell'azienda.

«Preso atto che la società continua ad imbottigliare e a caricare il prodotto, nonostante abbia dichiarato il licenziamento di tutti i lavoratori, a causa della mancata autorizzazione a lavorare sulle sorgenti Santa Croce», affermano Franco Pescara, segretario regionale Fai-Cisl, Marcello Pagliaroli, segretario regionale Flai- Cgil e Leonardo Lippa, segretario regionale Uila- Uil, «considerando anche il mancato anticipo della cassa integrazione, come previsto dalle norme contrattuali e altre inadempienze contrattuali, i lavoratori e le organizzazioni sindacali confermano lo stato di agitazione».

Fai- Cisl, Flai-Cgil e Uila- Uil hanno proclamato tre giorni continuativi di sciopero, a partire da oggi e fino a sabato 29 ottobre, nonché un presidio permanente dei lavoratori davanti allo stabilimento di Canistro.