LE CARTE SUI CONTI

Regione Abruzzo verso un miliardo di debiti ma va tutto molto bene

Passivo lievitato dopo il riaccertamento dei debiti

Redazione PdN

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Regione Abruzzo verso un miliardo di debiti ma va tutto molto bene

D'Alfonso e Paolucci

 

ABRUZZO. Gli ultimi mesi dell’anno sono per la pubblica amministrazione tempo di bilanci consuntivi (e troppo spesso di dolori). Anche la Regione Abruzzo sta faticosamente tirando le somme sia per il 2016 sia soprattutto per i trascorsi quattro anni, periodo nel quale non si è approvato clamorosamente il bilancio consuntivo dell’ente (come più volte stigmatizzato anche dalla Corte dei Conti). Ora la notizia è che  si viaggia verso il miliardo di euro di debiti.

La cifra emerge da un faticosissimo riaccertamento dei debiti, una sorta di verifica postuma e per più anni che farebbe pensare a valutazioni oggi diverse rispetto al passato; per esempio, i crediti che tre anni fa si davano per poste attive, cioè in grado di essere riscossi, oggi magari diventano inesigibili e dunque i debiti salgono.

Un monte debitorio stratosferica di per sè: un miliardo di euro di debito significa una falla talmente gigantesca da far colare a picco il Titanic in mezz’ora. La Regione Abruzzo, invece, non va a picco, anzi gode di ottima salute se si dà credito  alla propaganda governativa che però aumenta sempre più il divario tra la realtà ed il sogno sognato dagli amministratori pubblici.

Secondo le cifre fornite da ‘Il Messaggero’ ai 438 milioni iscritti in bilancio, vanno aggiunti i 100 milioni detratti dal mutuo autorizzato con legge regionale (ma non acceso), i 174 milioni di euro distratti da fondi finalizzati agli investimenti e già oggetto di un apposito decreto da parte del governo che ne ha consentito il pagamento in trenta anni, 61 milioni di economie riprogrammate per le quali c'è un ricorso della Corte dei Conti che pende alla Consulta, 72 milioni di euro di accantonamenti per le partecipate, altri 72 milioni per la sanità (che però vanno tolti dal conto generale) e altri spicci per qualche milione di euro da varie voci.

L’assessore al bilancio, Silvio Paolucci, non si sbilancia e spiega la sua soluzione: «Se la cifra sarà confermata cercheremo di mettere tutto in un unico calderone, sul quale contrattare per un'estinzione del debito in trenta anni».

Sembra si stia parlando di nuove cartolarizzazioni dei debiti che sarebbero anche il modo più beffardo di riproporre la storia recente dell’Abruzzo, già ampiamente affossata da Sanitopoli, l’inchiesta che si avvia verso la sentenza definitiva, che vede al centro proprio le due cartolarizzazioni da quasi un miliardo volute prima dalla giunta Pace e poi da quella Del Turco.

Insomma, l’ennesima prova che la classe dirigente abruzzese non impara dalle esperienze.

Eppure Paolucci intravede anche lati positivi: «di positivo c'è che oggi c'è una maggiore chiarezza e trasparenza sull'entità del debito, anche se sono ancora insoddisfatto del lavoro fatto: mi aspetto che tutti i dipartimenti della Regione facciano un lavoro certosino per ripulire tutti i residui e che soprattutto stabiliscano in fase di programmazione con il Peg questi approfondimenti».

NUMERI E PAROLE

Certo, maggiore trasparenza rispetto al passato ma in tutto questo bisognerebbe anche aggiungere che non sempre i bilanci hanno retto alla prova del dubbio o delle inchieste.

La Corte dei Conti è stata molto chiara in più occasioni sulla veridicità;  anche il sottosegretario Camillo D’Alessandro ha fatto intuire chiaramente che i bilanci passati dell’Arpa fossero un tantino falsati (e questo ovviamente falsa debiti e residui), le inchieste poi hanno accertato che l’Aca approvava bilanci falsi (con ricadute sui comuni e indirettamente sulla Regione), qualche dubbio è emerso anche per Abruzzo Engineering, partecipata della Regione e più di recente la procura di Pescara contesta la falsità dei bilanci per la Saga, pure partecipata della Regione.

Insomma non sembra esattamente quel momento storico che spinge alla fiducia nei numeri e nelle parole.    

Un miliardo di euro significa, in maniera ineluttabile ed inappellabile, anche cattiva amministrazione, anzi di più, perchè, forse se ad amministrare ci fosse stato uno che avesse scelto a caso avrebbe probabilmente accumulato meno debiti.

Si passerà dunque dai 438 mln di euro di debiti iscritti nell’ultimo bilancio a quasi il doppio di quest’anno.

Con questo risultato l’Abruzzo -che già era nel fondo della classifica delle regioni maggiormente indebitate- si conquisterà l’ultimo non ambito posto.

Non che sia una completa novità visto che certe cose non capitano da un giorno all’altro e che un certo stile amministrativo era già stato registrato in passato.

Per fortuna siamo fuori dal commissariamento della società e l’assessore Paolucci ha già annunciato decine di volte che le tasse saranno abbassate.

«Un conto», ricorda Domenico Pettinari (M5s), «al quale dobbiamo comunque aggiungere l'eventuale altra parte di disavanzo di gestione derivante dall'approvazione dei consuntivi 2013, 2014 e 2015, ancora non approvati, poiché il debito non è solo costituito dal riaccertamento dei residui attivi e passivi. Vorrei fare presente all'assessore al bilancio Paolucci che i debiti non si cancellano con la creazione di altro debito. Infatti lui afferma che parte del disavanzo di 1 miliardo sarà coperto dal mutuo autorizzato di 100 milioni, ma il mutuo andrà comunque restituito con gli interessi, non sono soldi regalati dalle banche, e sicuramente l'idea migliore di fare fronte a tale massa di debito non è quella di gettarsi in un’ennesima ristrutturazione del debito con le banche, visto che tali pratiche sono molto rischiose e costose in termini di interessi da versare. Queste ristrutturazioni effettuate con processi finanziari molto complessi in Italia hanno portato diverse Regioni e centinaia di comuni al fallimento».



PAOLUCCI: «SAPEVAMO CHE I DEBITI SAREBBERO AUMENTATI»

Poi nel tardo pomeriggio  Paolucci replica al M5s spiegando che l’amministrazione «era perfettamente consapevole che ci sarebbe stato un incremento dello stesso disavanzo, rispetto alle cifre riferite al 2013 e agli anni precedenti, e quindi non addebitabili in nessun modo a questo governo regionale. E lo sapevamo a tal punto, che già nel bilancio 2016 della Regione (approvato a dicembre 2015), è stato previsto un accantonamento di oltre 69 milioni di euro da destinare al piano di rientro del disavanzo, che finora è quantificato ancora presuntivamente. Accantonamento che andava ben oltre la determinazione del disavanzo presunto, in ragione della serietà, della trasparenza e della prudenza portata avanti dal governo regionale».



LE CIFRE

Il disavanzo d’amministrazione 2013, già approvato dalla giunta regionale e poi oggetto di parifica da parte della Sezione Regionale della Corte dei Conti, presenta un disavanzo di 538 milioni.

L’assessore spiega come a questa somma occorre aggiungere, a seguito delle disposizioni legislative contenute nella legge di stabilità 2016, il finanziamento concesso dal Ministero dell'Economia e Finanze per il pagamento dei crediti sanitari, pari a 174 milioni di euro. Un ulteriore incremento del disavanzo, al momento ancora in fase di quantificazione, potrebbe essere determinato dall’applicazione dei nuovi principi contabili che prevede la reimputazione dei residui (nel rispetto del principio di esigibilità).


«In ogni caso il legislatore - precisa ancora l'assessore - ha previsto la possibilità di 'coprire' il disavanzo in più anni. E comunque l’accantonamento già inserito nel bilancio 2016 di 69 milioni, sarebbe sufficiente a garantirne la copertura già ora. Ribadisco che non si tratta di disavanzi generati da questa amministrazione regionale, che sta invece lavorando fin dal suo insediamento affinché la situazione debitoria della Regione sia finalmente chiara e, di conseguenza, si possano adottare tutti gli atti necessari a gestirla».