OPERE E OMISSIONI

Metanodotto Larino-Chieti, l’inchiesta pubblica giovedì a Pescara

Evento spostato a causa del maltempo

Redazione PdN

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Metanodotto Larino-Chieti, l’inchiesta pubblica giovedì a Pescara

PESCARA. E’ stata convocata la nuova seduta dell’inchiesta Pubblica sul Metanodotto Larino-Chieti rimandata lunedì scorso a causa del maltempo.

L’incontro si terrà giovedì 28 gennaio 2016 alle 10 a Pescara, presso la Delegazione Castellamare in Viale Bovio 466.

 Nel corso dell'Inchiesta pubblica verranno illustrati gli aspetti tecnici del progetto presentato dalla ditta SGI di realizzazione di un metanodotto che da Larino, in provincia di Termoli, raggiunge Chieti in sostituzione di quello già esistente.

 L'Inchiesta è una delle prime esperienze in Italia in materia di consultazione pubblica per la valutazione ambientale.

Al confronto pubblico saranno presenti il presidente del Comitato Via e direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, il responsabile del servizio, Domenico Longhi, e tutti i componenti del Comitato Via.

Sono stati inoltre invitati a partecipare: i sindaci dei comuni di Bucchianico, Casalbordino, Casalincontrada, Castel Frentano, Cepagatti, Chieti, Cupello, Filetto, Furci, Lanciano, Orsogna, Paglieta, Pianella Poggiofiorito, Pollutri, Rosciano e Scerni; i cittadini che hanno presentato le Osservazioni; tutte le associazioni ambientaliste portatori di interesse, sindacati e associazioni di categoria; i consiglieri regionali; i presidenti delle Province di Chieti e Pescara.

Il gasdotto (proposto dalla “Società Gasdotti Italia” proprietà di un fondo di investimenti inglese, EISER Global Infrastructure Fund) avrebbe una lunghezza di 110 km e un diametro di 60 cm. Solo per la sua posa è prevista l'apertura di un cantiere largo decine di metri che attraverserebbe le colline della Provincia di Campobasso, della provincia di Chieti e di quella di Pescara. Il tracciato interessa 26 comuni.

In Abruzzo: Cupello, Furci, Monteodorisio, Scerni, Pollutri, Casalbordino, Paglieta, Lanciano, Castel Frentano, Orsogna, Poggiofiorito, Filetto, Casacanditella, Bucchianico, Casalincontrada, Chieti, Cepagatti, Rosciano, Pianella. In Molise: Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna, Mafalda. L'opera dovrebbe attraversare ben 8 Siti Natura2000 (7 Siti di Interesse Comunitario e 1 Zona di protezione Speciale), aree, almeno sulla carta, tutelate dall'Unione Europea.

«Il metanodotto Larino-Chieti è un’opera inutile e deleteria per le popolazioni locali», contesta da mesi il comitato Nuovo Senso Civico, «che rientra perfettamente nella sconsiderata operazione di trasformazione dell’Abruzzo in distretto minerario e petrolchimico, strategia che non si è certo fermata dopo la cancellazione definitiva di “Ombrina Mare” e per la quale dobbiamo continuare a lottare strenuamente».

E’ la stessa società proponente che dichiara la finalità di connettere tutte le aree dove dovrebbero essere perforati i futuri pozzi e realizzati gli stoccaggi del gas per poi rivendere il metano nei mercati nordeuropei.

«Come al solito, come sempre, nessun vantaggio per le popolazioni locali», contesta Nuovo senso civico, «che non hanno bisogno di queste risorse visto che il fabbisogno è diminuito di oltre il 30% negli ultimi 15 anni e soltanto ulteriori ferite inflitte ad un territorio già fragile, dall’elevato rischio sismico e idrogeologico e densamente popolato».