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Arrestato ex economo: si era comprato villa e auto con i soldi del Comune

Questa mattina l’esito di una indagine iniziata oltre un anno fa. Sequestro da 400mila euro

Redazione PdN

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Arrestato ex economo: si era comprato villa e auto con i soldi del Comune



TORTORETO. Alla fine non sono servite le dimissioni, né il suo allontanamento tra le polemiche, né in extremis l’ammissione dei fatti.
Pasqualino Saccuti ex responsabile del settore economico del Comune di Tortoreto è stato arrestato questa mattina dalla guardia di Finanza di Teramo che ha condotto una indagine per conto della procura dell’Aquila.
Saccuti aveva fatto parlare di sé per l’incredibile ammissione che aveva fatto dopo lo scandalo di aver acquistato con i soldi del comune anche un suv, un Tuareg.
Saccuti, già responsabile del settore economico finanziario del Comune di Tortoreto è stato anche oggetto di un sequestro per equivalente su beni mobili ed immobili nonchè disponibilità finanziari, il tutto pari ad € 400.000 circa.
I reati contestati vanno dalla truffa aggravata al peculato, dall’ appropriazione indebita all’accesso abusivo al sistema informatico dell’Ente ed ancora al falso ideologico e materiale.
Le indagini coordinate dal pm David Mancini hanno tratto origine da un episodio dello scorso anno che ha visto il Dirigente del Servizio Finanziario del Comune di Tortoreto (TE) coinvolto nell’acquisto di un SUV per uso personale con le risorse finanziarie del citato Ente.
il Dirigente tratto in arresto, aveva acquistato con denaro del Comune beni immobili e mobili il tutto a solo vantaggio personale.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati un immobile di circa 150 metri quadrati con annessi 3 box/garage, 2 motocicli, 3 autovetture, svariata attrezzatura per l’esercizio di una lavanderia automatica a gettoni di Tortoreto, quote di multiproprietà dislocate sul territorio nazionale, svariati beni di arredamento per interno ed esterno, molteplice materiale informatico ed elettronico, attrezzatura da fitness, orologi
Saccuti è stato rinchiuso presso la casa circondariale di Castrogno di Teramo a disposizione dell’A.G. inquirente.
Le indagini sono ancora in corso.

I primi sospetti sorsero nel 2011 quando il locale Pd denunciò alcune stranezze sospette. Poi scattò l’inchiesta e pronte arrivarono le dimissioni.
Il fatto è subito divenuto politico e si è trasformato nel consueto scontro tra maggioranza e opposizione.
Il Pd disse «avevamo ragione noi»; il sindaco Generoso Monti bollò i fatti come «sciacallaggio politico» peraltro «subdolo» poiché si lasciava intuire eventuali responsabilità proprio in capo all’amministrazione comunale.
Fu allora che il Pd fu spinto ad essere maggiormente chiaro e diramò un documento dal quale si poteva evincere –secondo il loro assunto- che «anche il sindaco sapeva»
Durante la seduta consiliare del 27 febbraio 2012 il consigliere Mauro Postuma (Pd) ha chiesto al sindaco se fosse a conoscenza delle operazioni messe in atto dal dirigente (due transazioni effettuate dal dipendente presso i negozi, Fargetta e Bortolussi). Monti, secondo quanto riferito dal Pd Tortoreto, «ha negato asserendo di essere stato all’oscuro di tutto. A quel punto il segretario generale comunale Maria Grazia Carpone, tirata in causa, ha affermato di essere stata informata delle irregolarità dal sindaco stesso diversi mesi prima che venisse resa nota l’inchiesta giudiziaria e avrebbe parlato dell’esistenza di un richiamo scritto nei confronti del dirigente indagato».
Il sindaco però più volte ha affermato che «nulla è stato sottovalutato sul caso Saccuti» ed infatti anche la commissione da lui istituita ha portato a risultati sconvolgenti.
Alla fine del 2012 l’amministrazione comunale ha dato mandato all’avvocato Gabriele Rapali, di «esperire tutte le azioni necessarie a difendere il Comune per i danni subiti da questa vicenda e, nel caso ciò venisse accertato, a recuperare gli eventuali ammanchi».

Si tratta del secondo arresto dell'ex dipendente pubblico, finito in manette nel gennaio 2012, e condannato a luglio a tre anni di reclusione con il rito abbreviato, per peculato e accesso abusivo al sistema informatico, scoperto dopo aver tentato di comprare un Suv con i soldi della cassa comunale. Secondo il nuovo filone d'indagine, Saccuti - accusato di reati che vanno dalla truffa aggravata al peculato, all'appropriazione indebita, al falso ideologico e materiale - sarebbe il responsabile di un ammanco dalle casse del Comune di Tortoreto quantificato in circa 1,2 milioni di euro, seconde le accuse utilizzati a vario titolo nel corso degli ultimi dieci anni.