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Prati di Tivo: 2 mln per le capsule esplosive contro le valanghe

C’è chi dice no ma la Provincia tira dritto: «pronte per la prossima stagione invernale»

Redazione PdN

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PRATI DI TIVO. Due milioni di euro arriveranno dal Masterplan per finanziare l’installazione di 12 campane metalliche O’Bellx sulla parete nord del Corno Piccolo a Prati di Tivo.

Si tratta di un sistema a gas per il distacco artificiale controllato delle masse nevose instabili, capace di evitare che valanghe di grandi dimensioni possano creare situazioni di rischio per persone e infrastrutture.  Ci sono già a ad Alba, frazione di Canazei, (16) e dal 2014 anche in provincia di Belluno.

Il sistema consente di effettuare esplosioni preventive, rapidamente e indipendentemente dalle condizioni meteo.

Le campane (ognuna pesa 500 kg, bombola di gas esclusa) vengono installate ad alta quota poco prima della stagione invernale mediante elicottero (sui supporti fissati nel terreno) e vengono riportate a valle durante la stagione estiva. Sono energeticamente autonome, alimentate elettricamente da batteria ricaricata da regolatore e pannelli solari integrati alla struttura.

In estate resterà visibile, dunque, solo la base di sostegno composto da un traliccio in acciaio zincato da 475 kg, fissato in una soletta di cemento o nel ghiaccio.

L’idea di queste capsule esplosive (dal costo di 100 mila euro l’una), però, non piace a tutti per l’impatto visivo che produrranno e secondo alcuni potrebbero essere anche pericolose. La pensa così la guida storica Pasquale Iannetti (lui nel 1999 denunciò la possibilità di una valanga nell’area di Rigopiano) che più volte ha ribadito il rischio di generare, con quelle capsule lì, una valanga da fronte unico e impattante dal punto di vista visivo. Ma Iannetti non è solo: sono nati diversi comitati per la salvaguardia dei Prati di Tivo e contro lo spreco di due milioni di euro in O'Bellx

 Quella sarebbe un’ottima soluzione, invece per Renato Cresta, 81 anni, è stato ufficiale degli Alpini, poi Maestro di sci alpino e di fondo, Guida escursionistica, membro del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e consigliere del Servizio Valanghe Italiano.

Intervistato da Montagna.tv, Cresta ha spiegato che gli o’Bellx potrebbero essere «un’ottima soluzione per ridurre i rischi, altrimenti la cosa più seria da fare è chiudere i Prati di Tivo».

La Provincia di Teramo ha comunque assicurato la completa realizzazione dell'opera prima della prossima stagione invernale.

Un ultimo appunto sulla cifra: se sulla parete nord di Corno Piccolo   pensano di installare 12 unità di O’bbelx (dunque 1,2 milioni di euro in tutto) e per tutti gli altri lavori previsti nel progetto  in parola, l'importo è di 360 mila euro (cifra approssimata per difetto) che fine faranno 484 mila euro per arrivare ai 2 milioni assegnati?


MANCA LA VINCA?

Un no secco arriva anche da parte del Wwf e fa notare che non risulta alcuna richiesta di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) che invece è obbligatoria dato che l’intervento ricade in siti di interesse comunitario e (SIC) e zone di protezione speciale (ZPS) della Rete Natura2000 all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La nota della Provincia n. 65/2018 del 2.01.2018 con la quale si richiedono ai vari Enti pareri, autorizzazioni e nullaosta non fa riferimento specifico, come dovrebbe, alla VINCA che spetterebbe al Comune di Pietracamela, hanno scoperto gli ambientalisti. «Se effettivamente non si è proceduto alla VINCA è evidente che nessuna valutazione del progetto potrà esservi prima di questo fondamentale passaggio», ribadiscono gli ambientalisti.

 Ma il Wwf contesta specialmente l’impatto visivo in uno dei paesaggi maggiormente caratteristici dell’intera montagna. Sulla parete nord di Corno Piccolo sarebbero ben visibile,  in assenza di neve, i sostegni metallici di circa 3,90 metri di altezza.

Questo problema potrebbe essere superato dalla prescrizione di rimozione anche dell’intero supporto e non soltanto della “campana” (come è attualmente previsto): prescrizione che tecnicamente può essere realizzata, ma a cui sembra che nessun Ente chiamato ad autorizzare abbia pensato.

 Viste le esperienze degli ultimi decenni con continue crisi economiche dei vari gestori che hanno richiesto, come ora, impegni economici del pubblico, il Wwf chiede anche di sapere quali garanzie ci sono che si avrà la forza economica di manutenere e rimuovere ogni anno tali installazioni.

In una intervista rilasciata a Stefano Ardito e pubblicata su “La montagna.it” l’esperto nivologo Renato Cresta difende il progetto di messa in sicurezza della Provincia, firmato da Marco Cordeschi, che prevede l’installazione degli O’Bellx a Prati di Tivo. Sollecitato dalle domande di Ardito, Cresta, prende in considerazione anche altre tipologie di intervento- come quella dei droni – ma ritiene che le condizioni climatiche dell’area e in particolare il forte vento renderebbero problematico l’utilizzo di questi dispositivi. «Non ho mai proposto terrapieni per deviare la neve».