AMBIENTE E TURISMO

Fiume Orta, dopo le multe ai turisti l’area del Cusano passa al Comune

Ora potrà essere gestita e curata dall’ente. Prima era demaniale

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1477

ABBATEGGIO. Sarà un caso ma proprio oggi una delle aree di cui si è parlato nei giorni scorsi per le multe contestate a turisti bagnanti nel fiume Orta passa al Comune di Abbateggio. Non più area demaniale ma comunale, il che dovrebbe significare maggiore facilità di gestione e manutenzione dell’area.

Che cosa concretamente cambierà lo si vedrà solo tra qualche settimana.

Intanto nella sede regionale dell'Agenzia delle Entrate, il presidente della Provincia e sindaco di Abbateggio, Antonio Di Marco, e il direttore regionale dell'Agenzia, Vittorio Vannini, hanno firmato l'accordo per l'attribuzione al Comune di Abbateggio, dei terreni dell'area del Cusano, San Giorgio, Cesse, Santa Liberata, non più strumentali alle attività estrattive e minerarie della S.A.M.A.

«In qualità di sindaco di Abbateggio», ha detto Di Marco, «sul cui territorio ricade l’area delle cascate del Cusano, stavo lavorando da circa un anno a questo passaggio che ora ci consente di gestire l’area: in sostanza la zona della cascata del Cusano è definitivamente attribuita al Comune di Abbateggio e dunque da questo momento ci occuperemo della manutenzione, la pulizia, la segnaletica. Tutto questo è stato possibile grazie un paziente lavoro istruttorio per l'applicazione del D. L. 210/2015, convertito nella L.21 del 25 febbraio 2016, che riaperto i termini per la presentazione delle domande di attribuzione di beni dello Stato».

Le multe dei carabinieri forestali che hanno applicato una legge del 1993 in realtà ha colto tutti di sorpresa poiché da sempre quei luoghi sono frequentati da pochi turisti e molti abruzzesi che da decenni di questi tempi vanno a fare lunghe passeggiate, bagni, addirittura pesca nei cori d’acqua delle gole.

Bagnarsi nelle acque gelide è da sempre una consuetudine per tantissimi che pur conoscendo benissimo quel territorio incontaminato ed impervio sono rimasti sorpresi nell’apprendere dei divieti pare nemmeno segnalati.

«Ho cinquant’anni», dice Antonello Di Giovine, presidente Terre Maiella Morrone, «vivo da sempre a Sant’Eufemia a Maiella, mi bagno regolarmente al fiume Orta da quando ero bambino, all’età di 6 anni insieme ad altri amici i primi tuffi dalle rocce sporgenti di quelle pozze d’ acqua, il mio luogo magico, ‘la sedia di giuda’, dove passavo l’intera estate a giocare con tanti altri bambini che venivano da Pescara a villeggiare nel periodo estivo, in questo paesino sulla riva dell’ Orta, loro si univano a noi, e tutti i giorni bagnati dall’Orta».

Il punto secondo Di Giovine è la mancata prevenzione o la mancanza di un piano di sicurezza sui sentieri che mancano peraltro di parapetti e segnaletica. «L’esempio è proprio quello del Direttore del Parco, togliere la corda per evitare un passaggio sicuro anziché metterne due per renderlo più sicuro secondo un piano della sicurezza sentieri», contesta Di Giovine, «allora chiudiamo tutti i sentieri così noi tutti possiamo goderci in tranquillità l’estate sotto l’ombrellone, tanto lo stipendio corre lo stesso».

In molti ricordano i mitici bagni nella «Cisterna» con l’acqua gelida e limpidissima piena di vegetazione lussureggiante era bellissimo.

«La zona da una decina di anni», spiega Alfredo, un altro abituale frequentatore abituale, «è diventata una conosciuta meta turistica frequentata da centinaia di persone al giorno (con le innegabili conseguenze negative che il turismo di massa comporta in un ambiente così ristretto). Inoltre, a causa dei detriti che provengono dal fosso che crea la cascata, la sua profondità si è ridotta di tantissimo. Una volta sotto la cascata c'erano oltre 3 metri e forse anche 4 metri di acqua. Adesso si tocca. Per arrivarci si parte dal paese di Bolognano, si percorre un sentiero e si arriva al fiume, lo si percorre in risalita per qualche centinaio di metri e poi si arriva alla famosa "cisterna". Tutti lo sapevano, l'economia del paese ne traeva giovamento ma solo adesso si accorgono che è riserva e che non si può più nemmeno bagnare i piedi nel fiume Orta (fiume in cui una volta era bellissimo pescarvi perchè c'erano tantissimi cavedani, barbi e anche qualche trota. Da quando hanno istituito il Parco è tutto divieto). Poi l'Abruzzo vuole essere turistico. Personalmente credo che tornerà tutto come prima senza che però nessuno lo dica in maniera chiara e ufficiale. Tipica situazione torbida all'italiana».

Magari no, se le promesse del sindaco-presidente Di Marco diventeranno realtà.

--