IL FATTO

Montesilvano, combattimenti pitbull: aggredito inviato di Striscia la Notizia

Redazione PdN

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MONTESILVANO. Il caso dei cani addestrati al combattimento, nella zona case popolare, nei pressi della caserma dei vigili del fuoco di Montesilvano, approda a Striscia la Notizia.
Ieri mattina l’inviato della nota trasmissione di denuncia di Canale 5, Edoardo Stoppa, è arrivato appositamente a Montesilvano, dopo la segnalazione di Gabriele Bettoschi, il delegato regionale della Tutela Diritti Animali di Codici Abruzzo, ha girato il servizio giornalistico che andrà nei prossimi giorni.

Durante le riprese, il cameraman e Stoppa sono stati aggrediti violentemente da alcuni parenti e amici dei protagonisti degli addestramenti dei cani, che hanno cercato d strappare la telecamera.
L’immediato intervento di ben due auto dei carabinieri, che erano stati preventivamente allertati, ha evitato il peggio.
I militari dell’Arma dei Carabinieri hanno scortato in caserma la troupe televisiva di Striscia la Notizia, Bettoschi e il ragazzo che ha avuto il coraggio di denunciare con il suo filmato l’addestramento dei cani pitbull.
Il ragazzo, dopo alcune ore, ha fatto ritorno a casa, accompagnato da Bettoschi, con la scorta di ben due gazzelle dei carabinieri, perché minacciato di morte.
Il video dei cani che combattono nei giorni scorsi ha fatto il giro del web: le immagini hanno ripreso una lotta, molto probabilmente con finalità addestrative, con pitbull che ringhiano, si azzuffano, si mordono. Il tutto alla presenza di persone affacciate e auto di passaggio.

«Quello che colpisce nelle immagini, oltre al combattimento in sé, è la tracotanza e il senso di impunità dei responsabili che hanno organizzato tutto alla luce del sole, in una via pubblica, senza nessun tipo di precauzione, come se fosse una cosa normale e lecita – aveva spiegato nei giorni scorsi Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della LAV - Una simile arroganza non può restare impunita per questo, oltre alla denuncia, chiediamo al Questore controlli mirati nelle zone a rischio, da tempo segnalate per la presenza di cani da combattimento».
La Lav ha presentato una denuncia con la quale ha chiesto, oltre al sequestro degli animali per evitare che possano essere nuovamente utilizzati in attività simili, di procedere contro i responsabili.
I combattimenti tra cani rappresentano un vero allarme sociale: nel 2015, rispetto all'anno precedente, in tutto il Paese, c'è stato un aumento del 64% dei cani sequestrati e del 110% delle persone denunciate: 46 cani, tra cui 30 pit bull, e 21 persone denunciate, tra cui un minorenne.