IL TEMPISMO

Denunciato il furto delle statue sul ponte Littorio (70 anni dopo)

«Ricerca internazionale per ritrovare le opere di D’Antino»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1046

PESCARA. Una denuncia a 70 anni dal reato: è proprio così.

Il Comitato Pescaratutela/Selfie nella giornata di oggi, attraverso i soci Licio Di Biase, Angela Appignani, Giulia De Collibus, Mariacristina Semproni e Michele Del Castello, ha inoltrato ai Carabinieri della stazione di Viale D’Annunzio, una denuncia internazionale di sottrazione delle 4 statue allegoriche dell’artista Nicola D’Antino che ornavano il Ponte Littorio

D’Antino è l’autore delle fontane “Luminosa” e “Gemella” de L’Aquila ma anche di due delle statue che adornano il Foro Italico a Roma e di tante altre sculture.

Dopo l’inaugurazione del Ponte Littorio avvenuto il 14 agosto 1933 e progettato dal noto architetto Cesare Bazzani, che progettò anche il Palazzo delle Poste e S. Cetteo, si decise di decorare il Ponte stesso.

Si pensò a 4 Aquile, che vennero collocate su alti piloni, ma soprattutto si diede incarico a Nicola D’Antino per una cifra di 130.000 lire di realizzare 4 sculture in bronzo, da consegnare entro il 14 agosto 1935.

I tempi furono rispettati e nel mese di Agosto vennero consegnate “le quattro statue in bronzo a decorazione del Ponte Littorio”, di natura allegorica.

«Sono nudi femminili», come scrive Gabriella Albertini, autrice di un’importante ricerca sull’artista «adagiati su basamenti lungo il parapetto del ponte (due per parte). Le figure rappresentano: la pastorizia, la pesca, l’agricoltura e l’industria. Quattro elementi che caratterizzano alcuni aspetti della regione Abruzzo».


LA DENUNCIA

Le sculture scomparvero, durante la seconda guerra mondiale, poco prima che i tedeschi in ritirata facessero saltare il ponte littorio.

Infatti, nel volume di Bertillo e Pittarello “Il martirio di una città – Pescara e la guerra 1941/44”, si legge: “La 7^ Brigata Indiana di fanteria ebbe l’ordine di procedere verso Pescara alle ore 11.30 del 10 giugno. Con una jeep le avanguardie trovarono una circonvallazione lungo la linea ferroviaria e dieci ponti distrutti. Alle ore 13.00 il 7° squadrone da ricognizione entrò a Pescara con un carro armato Honey e un distaccamento di granatieri. Questo squadrone trovò i ponti sul Pescara completamente distrutti, ma entrò ugualmente nella città, da ovest, alle ore 15.30”.

Per anni si è sostenuta la tesi che le statue fossero state fuse per riutilizzare il bronzo.

Ma può esserci ancora una seppur minima speranza, che possano essere state collocate in qualche amena località dell’Europa e in particolare della Germania, dove spesso vengono rinvenute opere d’arte rastrellate dai tedeschi in giro per l’Europa.

E allora il Comitato, alla luce delle celebrazioni del cinquantennale della morte di D’Antino, «che produrranno una grande riflessione sull’artista anche alla presenza di Vittorio Sgarbi», ha ritenuto che questo fosse il momento più significativo per produrre una denuncia internazionale di sottrazione attivando, così, una ricerca internazionale dagli esiti incerti, ma non privi di speranza.