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Gli aironi che emigrano si fermano ancora a Pescara

La SOA: «importante conservare o ricostituire aree umide tranquille per la fauna lungo la costa»

Redazione PdN

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PESCARA. Sono passati anni da quando alcioni e aironi erano fonti di ispirazione per il sommo poeta pescarese Gabriele D’Annunzio.  

Eppure lo spettacolo della migrazione si ripete ancora quasi uguale.

Settembre è il mese della migrazione degli uccelli e a Pescara, che si trova lungo la linea di costa seguita da molte specie per muoversi, si può assistere a veri e propri spettacoli della Natura come quello immortalato in questi giorni da Pasquale Sergente: una ventina tra aironi cenerini e garzette in sosta per riposarsi e pulirsi sopra le scogliere antistanti la spiaggia.

Non è inconsueto osservare ardeidi nella città adriatica, considerando anche la presenza del Fiume Pescara. Così sulla diga foranea svernano da anni diversi aironi cenerini che poi sorvolano la città per andare ad alimentarsi lungo il fiume.

Queste belle immagini testimoniano però una fase della vita degli animali molto intensa e faticosa, quella della migrazione.

«Servono luoghi di sosta e lungo la conurbazione costiera sono sempre più rari punti tranquilli dove fermarsi per cercare di riprendersi dalla fatica dei lunghi voli di spostamento tanto che in questo caso hanno scelto una scogliera artificiale per posarsi», spiega Augusto De Sanctis della Stazione ornitologica abruzzese, «evidentemente le foci dei fiumi lungo la costa adriatica, di limitata estensione e circondate da strade e palazzi, sono sempre più disturbate. Ricordiamo che gli uccelli valutano continuamente la presenza ravvicinata di altri animali, tra cui l'uomo, e hanno distanze di fuga di decine di metri. Se un possibile predatore si avvicina oltre questa distanza prendono il volo. Per questo hanno scelto la scogliera e non la spiaggia per posarsi.  Si noterà anche che molti degli individui sono intenti a sistemare il piumaggio, altro elemento fondamentale per poter avere un volo efficiente durante questa fase molto dispendiosa in termini energetici della loro vita».

Non a caso le normative comunitarie, sulla carta, promuovono la tutela dei luoghi di sosta lungo le rotte di migrazione.

L'Airone cenerino (nella foto si notano tre esemplari, di color grigio e di dimensioni maggiori) non frequenta l'Abruzzo solo in migrazione o in inverno in quanto diverse colonie riproduttive si sono insediate nella regione, dal Tirino alle Sorgenti del Pescara fino al Fucino.

La Garzetta, invece, si riproduce più raramente ma è comune osservare la specie con singoli esemplari estivanti lungo i fiumi e i bacini della regione.

«Insomma, anche luoghi molto grigi possono riservare scorci di vita selvatica spettacolari e per questo ringraziamo ancora Pasquale Sergente per averci inviato queste belle immagini. Servono anche per ricordarci l'importanza di conservare o, se possibile, ricreare, aree umide utili a diventare punti di sosta tranquilli per queste ed altre specie di uccelli», conclude De Sanctis.