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Centro ingrosso Ibisco, tribunale Roma dichiara stato di insolvenza

Dal 24 settembre la gestione passa al Comune

Redazione PdN

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CITTA’ SANT’ANGELO.  Il tribunale di Roma ha dichiarato lo stato di insolvenza per il centro commerciale all’ingrosso Ibisco di Città Sant'Angelo che si trova in strada Lungofiume 187 e di conseguenza lo scioglimento della convenzione con la Società Condotte per Acqua.

A farlo sapere è l'associazione di consumatori Contribuenti Abruzzo.

A questo punto la struttura tornerà, dal prossimo 24 settembre, nella gestione del Comune.

Il Comune è stato difeso dall’avvocato Giulio Cerceo del foro di Pescara (compenso 8.369,51 euro).

Nelle scorse settimane, proprio su richiesta di Contribuenti Abruzzo, la polizia municipale del centro angolano ha eseguito un sopralluogo tecnico per verificare lo stato di conservazione del centro.

Quella che è emersa è una situazione preoccupante di degrado urbano ed ambientale.

Una situazione che è stata anche segnalata al sindaco Gabriele Florindi dai commercianti.

I vigili urbani hanno constatato come le aree pubbliche appaiono in totale abbandono e non risultano siano state eseguite le dovute potature (le piante e le siepi stanno occupando le sedi stradali quasi totalmente).

Inoltre l’illuminazione è parzialmente funzionante, lasciando delle zone al buio. La derattizzazione e la disinfestazione non sembrano effettuate da anni («circolano indisturbati ratti di svariate misure», assicura Donato Fioriti).

Le telecamere per la sicurezza sono tutte disattivate e di conseguenza dalla guardiola non si può controllare  ciò che accade all’interno del centro (sarebbero avvenuti numerosi furti, anche di elevato valore). il bagno pubblico è inagibile, il cancello e la barra all’ingresso del centro non sono funzionanti da molto tempo.

Inoltre l’associazione ha segnalato che nel centro entrano anche persone non autorizzate: «ignoti utilizzano il Centro come una discarica a cielo aperto, depositando gomme auto, mobili vecchi, materassi, bidoni di vernice e quant’altro.  “Abbiamo fatto da tempo -aggiungono Fioriti e Cocco- richiesta di accesso agli atti, onde poterci muovere, di concerto con i commercianti del Centro per le vie giudiziarie. Stiamo attendendo..ma ancora per poco».


ADESSO CHE SUCCEDE

Dal prossimo 23 settembre saranno sciolti i contratti di appalto e di fornitura funzionali alla gestione del centro commerciale.

Dal 30 settembre saranno sciolti anche i contratti di somministrazione di energia elettrica, di acqua potabile e di acqua Consortile sempre che nel frattempo il comune di Città Sant'Angelo non li abbia volturati a proprio favore.

I commissari Matteo Uggetti, Giovanni Bruno, Alberto Dello Strologo nominati con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico il 6 agosto scorso hanno rilevato la mancanza di remuneratività e sostenibilità della convenzione in essere tra la società ed il Comune e hanno ritenuto di sciogliere la convenzione e ogni altro rapporto contrattuale funzionale

Dalla situazione patrimoniale al 31 dicembre 2017 risultano crediti esigibili per 530 milioni e debiti a breve per 1,3 miliardi di euro.

La società Condotte spa è terzo gruppo italiano del settore costruzioni: riveste un ruolo di rilevante importanza in ambito nazionale e internazionale nel settore dell'ingegneria civile della costruzione di infrastrutture stradali, ferroviarie, idriche ed energetiche. E’ aggiudicataria di diverse commesse di appalti pubblici per la costruzione di infrastrutture a livello nazionale ed internazionale. Ha più di 5mila dipendenti di cui mille che non vedono lo stipendio da molti mesi.

Come riportava Lettera 43 qualche settimana fa la storia della società fondata a fine 800, passata da essere proprietà del Vaticano all'ingresso nel gruppo Iri fino alla privatizzazione, è un pezzo di storia d'Italia che rischia di concludersi nel peggiore dei modi. La società ha due miliardi di debiti, di cui quasi un miliardo verso le banche - sembra che Unicredit abbia bloccato anche il tentativo di pagare una mensilità ai dipendenti - e un altro miliardo verso i fornitori.


STOP PER 6 MILIARDI

Il centro Ibisco e il tribunale fallimentare di Roma sono problemi di ultimissimo piano per la Condotte spa. Un granello di sabbia in un deserto sconfinato dal momento che la società è stata costretta negli ultimi tempi a sei miliardi di euro di ordini e cantieri in sospeso: dalla stazione Tav di Firenze alla Città della salute di Sesto San Giovanni, dal Mose di Venezia all'alta velocità Brescia Verona e Verona Vicenza, dal Mose fino al cantiere - cruciale - del Brennero. In molti casi, a partire proprio dall'appalto di Firenze, la società è stata vittima della sospensione dei lavori dovuta a inchieste o mancanze di altri. In altri casi è stata direttamente coinvolta in indagini per corruzione, come nelle indagini sull'appalto della superstrada Siracusa Gela, per cui lo scorso marzo il gip di Messina ha disposto l'arresto di sei persone tra cui proprio il presidente del consiglio di gestione di Condotte, Duccio Astaldi. Da allora la crisi dell'azienda è solo peggiorata e dal 6 agosto il suo destino sarà nelle mani di un commissario.