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Cavalcavia pericoloso su Asse attrezzato, il documento choc: «era da demolire 6 anni fa»

La scoperta della deputata Daniela Torto del Movimento 5 Stelle

Redazione PdN

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CHIETI.  La deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto, ha scoperto un documento choc sul cavalcavia a rischio dell'Asse attrezzato Chieti-Pescara all'altezza di Dragonara, in via del Fiume, «era da demolire già sei anni fa».

 Nel certificato di collaudo e idoneità statica risalente al 2012 e commissionato dal Consorzio Asi Valpescara, proprietario dell'infrastruttura, si legge che il cavalcavia numero 5  «non è collaudabile e non è staticamente idoneo. Pertanto si rende necessario che venga demolito nella sua interezza, in quanto non esistono le condizioni per interventi di riparazione e adeguamento strutturale e funzionale che possano riportare la struttura alle condizioni di progetto».

 

La storia del cavalcavia non è una novità, da settimane si parla del problema e in prefettura c’è stato, dopo il crollo del ponte di Genova, anche un incontro per capire cosa fare.

 

Il cavalcavia non è mai stato collaudato. Sono state commissionate dal Consorzio tre perizie, nel 1999, nel 2003 e nel 2012, che hanno attestato sempre la pericolosità del manufatto, a rischio crollo. Spetterebbe al consorzio, oramai fallito, la gestione e la manutenzione del ponte pericolante ma non ci sono i soldi.

Attualmente il cavalcavia è chiuso al traffico in virtù di ordinanze emesse dal sindaco Di Primio ma viene comunque utilizzato per necessità sanitarie da un unico nucleo familiare che risiede al di là del ponte.

La strada sottostante è ovviamente trafficatissima e i rischi concreti.

Nei giorni scorsi è arrivata la diffida al Consorzio affinché, in tempi brevissimi, si adoperi per mettere in sicurezza il cavalcavia. Se non dovesse farlo, si paventa una decisione drastica e molto pesante: la richiesta all’ANAS di chiudere l’asse attrezzato.

 

«TUTTI SAPEVANO»  

 Ma la deputata pentastellata non nasconde lo stupore: «resto basita dalla lettura del materiale in mio possesso. Il fatto grave è che tutti sapevano. Sapeva il Comune di Chieti e sapeva la Regione. Eppure si è arrivati al 2018 e quel cavalcavia è ancora lì».

Dai documenti inoltre risulta che dopo una serie di interlocuzioni tra Anas e il consorzio stesso, l’Anas abbia deciso di intervenire per incrementare i livelli di sicurezza del cavalcavia.

Ma perchè se andava demolito? E cosa è stato fatto veramente dal momento che nella relazione si diceva chiaramente che «non esistono le condizioni per interventi di riparazione e adeguamento strutturale e funzionale che possano riportare la struttura alle condizioni di progetto»?

Torto adesso inoltrerà una richiesta all’Anas per conoscere quali interventi sono stati eseguiti e qual è il livello di sicurezza raggiunto.