LO SCONTRO

Pescara. Presidio fisso contro il mercatino «illegale» nel tunnel della stazione

Centrodestra si mobilita e la ditta non riesce a prendere possesso dell’area

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

769

PESCARA. ‘Mercatino: non è etnico, è illegale. No a 250mila euro dei pescaresi’: è questo lo slogan che oggi ha accompagnato la prima mobilitazione contro la realizzazione del mercato «fintamente etnico» sotto il tunnel ferroviario, opera voluta dalla maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Alessandrini.

«Un vero blitz», spiega Lorenzo Sospiri, consigliere regionale di Forza Italia, «quello programmato dal sindaco per questa mattina, con l’arrivo dell’impresa che, alla chetichella, senza dire nulla alla città, avrebbe dovuto prendere possesso dell’area di cantiere. Peccato che, proprio la sordina applicata alla procedura, abbia giocato un brutto scherzo al primo cittadino: gli uffici hanno dimenticato di fare le ordinanze di divieto di sosta e la ditta, stamane, dinanzi alla transenna di chiusura del tunnel ha trovato oltre che il Presidio del centrodestra, anche decine di auto regolarmente parcheggiate e legalmente inamovibili».

 

Dunque i camion hanno fatto marcia indietro e l’avvio dei lavori dovrà essere riprogrammato.

Da oggi parte il Presidio fisso del centrodestra contro un’opera «inutile, pericolosa e che danneggia i pescaresi, oltre che peggiorare il degrado sociale e le gravi problematiche di ordine pubblico che già affliggono le aree di risulta dell’ex stazione».

 

«Come promesso da mesi», spiegano dal picchetto del centrodestra, «cercheremo di opporci in ogni modo democratico all’opera auspicando anche la discesa in campo dei commercianti e dei semplici cittadini».

C’erano, oltre al Capogruppo regionale Sospiri, anche i consiglieri comunali Marcello Antonelli, Fabrizio Rapposelli, Guerino Testa, Alfredo Cremonese, Massimo Pastore, poi il Coordinatore di Montesilvano per Fratelli d’Italia Marco Forconi, e il Coordinatore provinciale Stefano Cardelli, e gli ex consiglieri Alessio Di Pasquale e Benetto Gasbarro.

«La giunta Alessandrini tenta di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero un mercatino che per anni ha spadroneggiato sulle aree di risulta, un mercatino abusivo, che ha favorito situazioni di marcata e acclarata illegalità con la vendita di merce contraffatta come hanno certificato le Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza in testa, imponendo al Comune di sgomberare l’area – ha ricordato Sospiri -. Oggi Alessandrini si ostina a portare avanti un progetto folle, specie dopo i fatti gravissimi che si sono verificati pochissimi giorni fa sulle aree di risulta, con lo stupro di una donna, solo per non perdere pezzi di sinistra della sua traballante maggioranza, specie ora che vede il tempo scorrere velocemente portando a conclusione la sua disastrosa esperienza da sindaco».

 

Ad oggi dei 165 ambulanti stranieri che prima operavano nel mercato etnico delle aree di risulta, appena una ventina sono possessori di una regolare licenza commerciale, e solo loro  potrebbero lavorare sotto il tunnel.

«Cosa faranno per sopravvivere gli altri 145 che non potranno attrezzare le loro bancarelle e chi controllerà gli eventuali abusivi?».

 

«La manifestazione non ha fermato alcun cantiere», ha detto il sindaco, «ciò che c’era di illegale nell’area di risulta era ciò che noi abbiamo eliminato dopo ben 20 anni di mancanza di interventi. Con il mercato etnico e dell’integrazione noi vogliamo ristabilire il rispetto delle regole, lì e altrove in città. Questo, in relazione ad un’esigenza di inclusione legata ad un mercato che sarà regolato, controllato e aperto a tutte le nazionalità, senza distinzione di razza, sesso e religione, convinti come siamo che di questi tempi e per lavorare davvero per un futuro migliore, sia sempre meglio fare ponti che innalzare muri».