BUTTATI E BATTUTI

L’Aquila: ecco la strada fatta di macerie e rifiuti

Un originale manto stradale ed un modo per riciclare inerti. Il sindaco: «tutto regolare»

Redazione PdN

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L’AQUILA. In Abruzzo si fa un gran parlare di turismo dei borghi, di recupero delle aree spopolate, di valorizzazione del territorio. In alcuni casi ci si riesce, in altri la realtà supera così tanto la fantasia da non poter lasciare spazio a sogni e immaginazione.


Probabilmente appartiene a quest'ultima categoria la storia della strada interpoderale che va da Stiffe, frazione di San Demetrio ne' Vestini, a Campana, frazione di Fagnano Alto. Siamo in provincia dell'Aquila, tra il Medio Aterno e l'inizio della Valle Subequana, a pochi chilometri dal capoluogo.

Dal parcheggio delle affollate Grotte di Stiffe parte una strada sterrata conosciuta da chi abita i sempre meno popolati paesi della zona.

Poco meno di due chilometri pianeggianti attraversati spesso da ciclisti e passeggiatori. Almeno fino a quando erano praticabili.


Da alcune settimane, infatti, su buona parte della strada sono state riversate macerie e altri materiali di risulta, probabilmente provenienti da demolizioni di edifici e da lavori della ricostruzione del post-sisma aquilano.

Pezzi di sanitari, guanti, giocattoli, fili di ferro, parti di rubinetto, dinamo per batterie, pezzi di copertoni, tubi, spazzole, scarpe, tubi di plastica e un quantitativo imponente di mattonelle e coppi.

Praticamente una nuova artificiosa e surreale pavimentazione della strada, che per la dimensione delle pietre e dei materiali di risulta rende difficoltosa anche il semplice attraversamento a piedi o in bicicletta.

Centinaia di metri sono ricoperti da detriti e macerie, a pochissimi metri dalle grotte, in una delle zone più belle di tutta la regione.


I pochissimi abitanti di Campana, frazione del comune di Fagnano Alto, raccontano che a versare i materiali sulla strada siano state le stesse imprese che lavorano alla ricostruzione, autorizzate dagli enti preposti, con il fine di “ammorbidire” la via.

La strada, infatti, è diventata obbligatoria anche per i camion in uscita dal paese, in quanto il Comune ha vietato l'attraversamento del ponte romano ai mezzi pesanti.

Questa ipotesi non è tuttavia confermata.


Ma molti in zona hanno storto il muso nell'apprendere che una strada di campagna, vicinissima a un forte punto di interesse come le Grotte di Stiffe, attigua al fiume Aterno e circondata dal verde dei monti abruzzesi, fosse stata letteralmente ricoperta di detriti e macerie.

Così un paio di giovani della zona hanno indossato i guanti e hanno raccolto almeno i rifiuti più evidenti, portando via rubinetti, tubi e persino giocattoli rotti lasciati ai margini e al centro della strada.

Anche per evitare il rischio che piogge e vento li portino dentro il vicino fiume, inquinandolo.


Ma centinaia di metri di macerie stese sulla strada sono ancora lì, e probabilmente diventeranno presto tutt'uno con il brecciolino naturale della strada. Lì a ricordarci quanto cittadini, imprese e amministrazioni siano “capaci” di valorizzare le aree interne appenniniche.


Mattia Fonzi


IL SINDACO: «DITTA AUTORIZZATA AD UTILIZZARE MATERIALE INERTE STABILIZZATO»

Il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore, alquanto scontento dell’articolo ha rimarcato come la vicenda nasce dalla dichiarazione di pericolosità del ponte romano da mettere in sicurezza e di cercare una via alternativa ai mezzi pesanti che lavorano alla ricostruzione del paese.   

La soluzione è stata trovata nell’unica strada di collegamento con la frazione che però doveva essere «adeguata» al passaggio dei mezzi.

«L’Usrc  è competente ed ha dato disposizione alle ditte che lavorano di adeguare la strada per una sistemazione temporanea», ha detto il sindaco.

La sistemazione temporanea prevedeva anche l’utilizzo di macerie e materiale di risulta?

Dopo un ulteriore approfondimento il sindaco ha spiegato che «la ditta incaricata -che ha ricevuto anche un compenso- ha acquistato il materiale dall’unica ditta de L’Aquila certificata che fornisce  materiale di riciclo inerte stabilizzato per strade per situazioni temporanee. Si tratta di inerti lavorati, lavati e depurati che poi vengono venduti proprio per questi scopi».

«Dunque niente di strano», ha aggiunto il sindaco, «abbiamo cercato una soluzione alternativa ad un problema grave di viabilità e tutto è stato fatto regolarmente come mi hanno assicurato» .       


LA DITTA: «INESATTEZZE NELL’ARTICOLO»

Ci scrive l’avvocato della ditta Rosa Edilizia srl che lamenta «a voler tacer d’altro, di un approccio inescusabilmente superficiale e disinformato dell’autore» .

«A fronte di tali inesattezze strumentali ad una distorta rappresentazione della realtà, la società esecutrice dei lavori a seguito di autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni interessate, dalle quali non ha percepito alcun compenso,  smentisce che la strada sia stata realizzata con detriti, macerie e rifiuti vari»

 

AD OGNUNO IL SUO

Di questa semplice vicenda sorprendono troppe cose ma alle accuse prima del sindaco e poi della ditta ci sentiamo in dovere di chiarire alcuni aspetti.

- esitono le foto e le testimonianze di molte persone che possono vedere di cosa è fatto il manto provvisorio della strada e non spetta a noi catalogare la tipologia del materiale e la correttezza di esecuzione;
- non essendo riusciti a contattare il sindaco prima, lo ha fatto lui dopo protestando veementemente e nel contempo e non potendo rispondere all’impronta alle nostre semplici domande sulla procedura amministrativa che comunque era stata svolta non da lui ma dall’Usrc;
- Il sindaco ha rassicurato -dopo essersi informato- del fatto che la ditta avesse ogni autorizzazione e che il materiale utilizzato fosse certificato e adatto;
- E’ il sindaco che dice che la ditta ha ricevuto un compenso per il lavoro;
- Lo stesso sindaco quando ha visto la strada per la prima volta si è meravigliato ma non ha avuto dubbi che tutto fosse in regola;
 

Detto questo  è legittimo per tutti contestare (dunque anche per noi) per questo rigettiamo al mittente le denigrazioni e i vari ostacoli alla nostra libertà di informazione.

Notiamo che ci sia poca attenzione alle parole scritte preferendo interpretazioni azzardate e ipotizzando retroscena.

Noi abbiamo parlato solo di quello che abbiamo visto su quella strada.

Prendiamo atto che tutto è pienamente autorizzato e legittimo e lasciamo ai lettori che vogliano leggere di farsi una idea.

a.b.