LA SCOMMESSA

Nei serbatoi di Walter Tosto ora si produce plastica bio

Una partnership con Bio-on per contribuire a costruire oggetti con il nuovo materiale

Redazione PdN

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CHIETI. Walter Tosto entra nel business della plastica biodegradabile e della chimica verde. Il gruppo italiano, leader nella caldareria, allarga il suo raggio di attività in un settore, quello della bioplastica che si prospetta come la naturale alternativa alla produzione dei polimeri derivati dal petrolio.


Walter Tosto è stato scelto da Bio-on come partner per la realizzazione di un primo impianto per lo stabilimento di Castel San Pietro Terme (BO), costato 20 milioni di euro, dove si produrrà la plastica biodegradabile destinata al settore cosmetico.


La plastica si cela dove nessuno immaginerebbe mai di trovarla, come avviene nella cosmesi: rossetti, lucida labbra, eyeliner, smalti e creme, shampoo, bagnoschiuma e dentifrici.

Attualmente questi prodotti contengono micro perline chimiche che servono da addensanti e che una volta sciolte in acqua, dopo il normale risciacquo, entrano nel ciclo naturale.

Gli abitanti dei mari e dei fiumi inghiottiscono queste particelle plastiche che, diventando parte della catena alimentare, danneggiano gravemente l’uomo.

A differenza di altri impianti che producono plastica tradizionale, nello stabilimento di Bio-on vengono realizzate bioplastiche naturali grazie ad un processo che parte da scarti agro industriali come il melasso che rimane dalla produzione dello zucchero da barbabietola.

All'interno dei grandi fermentatori (reattori) di Walter Tosto miliardi di batteri non patogeni si nutrono di questo materiale sintetizzando al loro interno la bioplastica secondo un processo naturale brevettato da Bio-on. Il risultato è una bioplastica biodegradabile al 100%.


Walter Tosto ha fornito all’azienda emiliana il primo impianto, dotato di due reattori, per la produzione di bioplastiche per la cosmesi, del valore di 2 milioni di euro. Bio-on, inoltre, sta siglando in molti paesi del mondo contratti di licenza per il trasferimento della sua tecnologia per produrre plastica biodegradabile. Ogni impianto completo necessita di 10 reattori del valore 1 milione di euro l’uno, e Walter Tosto si sta preparando per fronteggiare la promettente richiesta mondiale di installazione di questi nuovi reattori.


A tal fine il leader della caldareria sta diversificando la sua linea produttiva, creando una divisione speciale per la biotecnologia finalizzata alle applicazioni industriali e farmaceutiche.

«La chimica “buona”», spiega Luca Tosto, «è il futuro del pianeta, e partecipare a questa sfida è importante non solo per l’evidente ritorno economico, ma anche perché il Gruppo Tosto diventerà protagonista, insieme a Bio-on, di una mission sociale ineguagliabile.  Il nuovo impianto della Bio-on, che ora occupa 45 addetti, punta entro l’anno a raddoppiare il personale per aumentare la capacità produttiva, che attualmente è di 1.000 tonnellate».

Il Gruppo Walter Tosto, che è da anni in forte crescita, ha chiuso il 2017 con un fatturato di oltre 100 milioni di euro e con un record di assunzione di giovani ingegneri, contribuendo a fermare sensibilmente la fuga dei cervelli italiani.