A MOLLO

Divieto di balneazione dopo 10 anni: il miracolo Montesilvano continua

Il caso rilevato l’8 agosto è l’unico su 240 prelievi: un record da guinness. La causa però rimane sconosciuta

Redazione PdN

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MONTESILVANO. Sulla balneazione Montesilvano è un vero caso da Guinnes, persino quando le notizie non sono buone.

Così quando le analisi dell’Arta dell’8 agosto 2018 hanno evidenziato superamenti di escherichiacoli si è riusciti comunque a fare un “miracolo”, forse ancora più grande dei precedenti.

Dopo due giorni il sindaco Francesco Maragno ha firmato un divieto di balneazione,  non senza difficoltà, visto che in oltre 10 anni nella quinta città d’Abruzzo una cosa del genere non era mai successa.

Un evento unico e particolare che si inserisce in un trend di «acque balneabili eccellenti», come il Comune di Montesilvano ribadisce spesso nella sua comunicazione istituzionale.

Infatti, la notizia che avrebbe meritato le prime pagine dei giornali non se l’è filata quasi nessuno e ovviamente molti bagnanti e turisti non sono stati informati e il bagno l’hanno fatto lo stesso.

Il 10 agosto la comunicazione del Comune è stata oltremodo scarna ed essenziale:

«Con ordinanza sindacale è stato disposto il divieto temporaneo di balneazione nel tratto di mare di pertinenza del punto di monitoraggio denominato “Zona antistanteVia Leopardi” riguardante il tratto di costa compresa tra Via Ungheria (confine nord) e Via Trentino (confine sud). Il provvedimento di divieto temporaneo di balneazione si è reso necessario in via precauzionale a seguito della comunicazione odierna dell’ARTA concernente la non conformità di un parametro che, in occasione dell’ultimo campionamento di routine effettuato lo scorso 8 Agosto, è risultato pari a 670 MPN/100 ml, rispetto al limite stabilito di 500 MPN/100 ml. Sono in corso le analisi di verifica».

Dunque escherichiacoli: più è alto il valore e più è probabile che vi siano germi patogeni.  Rischi di contrarre infezioni.

L’11 agosto, il giorno dopo l’ordinanza con divieto vigente, tra le 13,40 e le 14,10 nel tratto di mare interessato c’era un solo cartello di divieto posizionato distante dalla battigia e sulla spiaggia libera (e in molti facevano il bagno).

All’altezza di via Europa l’unico cartello che spiccava era quello fisso che indica che lì la qualità del mare è “eccellente”.

In effetti il Comune ha richiesto nuove analisi dell’Arta effettuate già il 10 e l’11 agosto dalle quali risultano valori tutti conformi ai limiti di legge.

Insomma a conti fatti il mare era inquinato sicuramente l’8 agosto anche se il divieto è scattato solo il 10 quando il mare era tornato balneabile.

Le sottigliezze qui contano poco perchè i bagnanti hanno continuato a tuffarsi lo stesso.

Formalmente il divieto è stato rimosso il 13 agosto dal sindaco.

Si è trattato di un evento eccezionale e, più che inspiegabile, inspiegato.

Nessun amministratore locale si è voluto peritare di informare i cittadini su cosa possa essere successo:  quando si tratta di divieti l’argomento a Montesilvano è tabù mentre più risalto si dà alla revoca, provocando anche lo stupore di chi è venuto a conoscenza solo della revoca e non del divieto (naturalmente in ritardo).

 

 

FENOMENO PARANORMALE?

La prima cosa da tenere a mente è che dal 2010 ad oggi -secondo i dati Arta- mai in nessun periodo dell’anno (che piovesse o che fosse bel tempo, che fosse inverno o estate), sono mai stati rilevati valori di escherichiacoli oltre la soglia di legge.

Se lo storico è un dato consolidato come si spiega il superamento del solo 8 agosto 2018?

Quel giorno non ha piovuto e nemmeno il giorno precedente per cui non si può spiegare l’inquinamento fecale con la fogna che normalmente finisce a mare.

Ma anche se fosse piovuto la fogna non sarebbe la causa poichè non lo è mai stato per oltre 8 anni, sempre secondo i dati Arta.

Allora che cosa è successo tra Via Ungheria (confine nord) e Via Trentino (confine sud)?

Chi o cosa ha inquinato quel giorno quel tratto di mare?

C’è chi ha detto che il collettore rivierasco è insufficiente: dunque ci sono stati sversamenti di fogna in mare comunque?

Molto strano perchè lo stesso fenomeno si sarebbe dovuto verificare anche le altre estati ed, invece, nulla.

E la fonte dell’inquinamento con precisione dov’è?

In molti indicano il fiume Saline che gode di fama di essere molto inquinato ma deve essere una vulgata destituita di fondamento se si guardano i dati Arta che a sud da dieci anni non ha mai rilevato superamenti.

I superamenti ci sono più spesso, invece, a nord della stessa foce come se il fiume andasse solo a nord, sfidando le comuni correnti che corrono verso sud come sa chi ha un pò di cultura marinaresca.

E, forse, il vero miracolo si è verificato proprio qui, perchè anche lo stesso giorno delle analisi negative che hanno portato al divieto qualche centinaio di metri più a sud del Saline i parametri erano entro i limiti.

A questo punto e con queste informazioni ufficiali si potrebbe anche escludere che la fonte dell’inquinamento sia il Saline a meno che non si voglia considerare che gli effetti nefasti del fiume si sentano solo da via Ungheria in poi (cosa peraltro non del tutto impossibile, in teoria).

Qualunque tipo di ipotesi sul perchè il mare quel giorno sia risultato inquinato non trova un sostegno plausibile, per cui il fenomeno risulta ad oggi inspiegabile e inspiegato.

La politica, che a Montesilvano si fonde con parte dei balneatori, di questi argomenti non parla e preferisce non vedere nè sapere. Meglio accusare chi, invece, ne parla e fa domande.

Infatti per una incredibile coincidenza divinatoria a giugno ci siamo interrogati proprio sulla reale qualità delle acque che dalle foto non appariva così eccellente come dal Comune volevano far credere e mentre l’Arta sfornava risultati mai oltre i limiti di legge (il che non è sinonimo di “eccellente”).

Inedita fu la reazione dei balneatori che sono arrivati a minacciare azioni legali contro PrimaDaNoi.it, tacciato di fare allarmismo e pessimo giornalismo mentre, a conti fatti, forse, siamo stati solo molto più attenti di chi tira su soldi con il mare.

Può darsi che ci avevamo visto giusto, può darsi che l’inquinamento sia davvero aumentato, può darsi che vi sia stato un evento eccezionale, può darsi che il sistema delle analisi Arta, così come concepito oggi, non sia fatto per rilevare costantemente la qualità dell’acqua con efficacia e tempestività. Può darsi questo e molto altro: sta di fatto che il mare per poco più di un giorno è stato non balneabile per ragioni sconosciute.

Una sola analisi negativa su 240 in 8 anni non è certo un indicatore di allarme per l’industria del turismo ma forse lo è per i cittadini che, oggi, qualche domanda in più se la fanno, senza trovare risposte.