CHI L'AVREBBE DETTO....

Cotir appelli inascoltati: vandali e ladri hanno distrutto tutto

Esposto alla Corte dei Conti

Redazione PdN

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VASTO. Per il Cotir non c’è stato nulla da fare. Non c’è stata quella volontà politica di salvare una società pubblica partecipata dalla Regione che non era nemmeno messa male, non peggio di  tante altre salvate a tutti i costi.

Il Consorzio tecniche irrigue di Vasto è stato semplicemente dimenticato come i suoi dipendenti. Tutto avvolto nella nebbia comprese le strutture, i macchinari, i locali e le attrezzature che servivano per la ricerca e lo sviluppo in campo agricolo.   

A novembre 2017 PrimaDaNoi.it era entrato ed aveva filmato tutto, rendendo palese e pubblico l’abbandono, i danni ed i rischi di lasciare così un bene pubblico.

Ma gli avvertimenti non sono serviti e la Regione ha continuato a non occuparsene nè a decidere cosa fare.

Ora la notizia che la sede è stata presa d’assalto dai vandali che hanno avuto accesso facile, devastato ogni cosa e depredato con tutta calma vista l’assenza di sorveglianza di ogni tipo.

 

Mezzi agricoli, attrezzature e computer rubati, porte divelte, grondaie e canali di rame spariti, forestiere svuotate, sanitari divelti e razzie di ogni genere.

Ora al degrado si aggiungono i danni dei ladri.

Il Consigliere regionale Mauro Febbo non risparmia critiche: «non è stato garantita neppure la minima sorveglianza di un patrimonio pubblico a dimostrazione della incapacità politica ed amministrativa della Regione. Questo – aggiunge Febbo - è il più triste epilogo che poteva capitare al Cotir dopo una gestione fallimentare condotta da D'Alfonso e dell'assessore Pepe. In più di quattro anni, questo governo regionale di centrosinistra, dopo aver illuso i ricercatori e fatto promesse, non ha realizzato nessun atto concreto per salvare il Cotir ed i suoi lavoratori che sono dovuti ricorrere a vie giudiziarie al fine di salvare la propria occupazione. A gennaio scorso la Corte dei Conti, dopo il mio esposto circa la grave situazione economica finanziaria debitoria del Cotir e lo stato di totale inerzia da parte dei commissari liquidatori, aveva fatto formale richiesta alla Regione Abruzzo affinché venissero forniti alla Procura documenti e informazioni. Ma, dopo la decisione di sospendere ogni tipo di attività al Cotir assunta e decisa proprio dai liquidatori e ratificata dall'Assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, le cose sono peggiorate».

 

Secondo Forza Italia la scelta di mettere in liquidazione il Centro di ricerca vastese ha praticamente compromesso il futuro dei lavoratori e della stessa struttura che negli passati è stata luogo di eccellenza.

«Oggi stesso provvederò ad integrare il mio esposto alla Procura della Corte dei Conti per l'addebito dei danni patrimoniali causati dalla inettitudine di qualcuno. Tutto questo è davvero inaccettabile», ha concluso Febbo.