IL FATTO

Multa al questore, messi sotto inchiesta a Pescara, encomiati a Milano i tre vigili urbani

Riconosciuta «difesa dello stato di diritto con integrità e responsabilità»

Redazione PdN

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MILANO. Menzione speciale ‘Claudio Ambrosoli’ per Claudio Di Sabatino, Angelo Volpe, Donato Antonicelli, i tre vigili Urbani di Pescara che denunciarono a dicembre del 2011 il caso della multa fantasma all’ex questore di Pescara.

 

Così mentre dal Comune di Pescara non è mai arrivato un encomio ai vigili per quello che hanno fatto (come richiesto dal Movimento 5 Stelle), il riconoscimento per «aver rispettato la divisa con onore», i tre, se lo sono dovuti andare a prendere 580 km di distanza, a Milano.

La giuria del premio Giorgio Ambrosoli (promosso dalla famiglia dell’avvocato, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, ucciso l’11 luglio 1979 da un sicario americano ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, su cui Ambrosoli stava indagando) ha riconosciuto nei tre vigili urbani il valore di essersi contraddistinti «per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell'integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di "contesti ambientali"».

Alla cerimonia di premiazione ha partecipato solo Di Sabatino che ha ritirato il premio anche a nome dei colleghi.

Questa edizione ha messo in evidenza in particolare modo il programma di interventi su tutto il territorio d'Italia. Oltre ai tre pescaresi, infatti, i riconoscimenti sono stati attribuiti, ad esempio, anche a Tina Martinez, moglie di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, che il 23 maggio 1992 rimase ucciso nella strage di Capaci; Nicola Pondrano e Bruno Pesce di Casale Monferrato, primi a sospettare che le morti avvenute all'Eternit fossero dovute all'amianto; Iréne Frachon, medico di Brest, con i suoi studi, dimostrò la nocività di benfluorex e fenfluramina, sostanze contenute nel farmaco Mediator (in Italia Mediaxal); Cataldo Motta, già Procuratore della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Lecce, che per anni ha combattuto strenuamente nella divisione antimafia.

 

 

LA MOTIVAZIONE

Ai tre vigili la menzione speciale perchè «hanno dimostrato di rispettare la divisa con onore ed onestà, anche a rischio della propria carriera, al fine di raggiungere sempre la legalità. Per tutti».

«Anziché essere ascoltati», è stato raccontato alla platea di presenti al Piccolo Teatro di Milano, «sono stati prima sottoposti a procedimenti disciplinari, poi denunciati (e assolti). Dopo anni, l'amministrazione è stata condannata a risarcire i tre, per i quali inizialmente non sembrava esserci possibilità di vittoria».

 

Ed infatti Claudio Di Sabatino, il vigile che aveva redatto il verbale per la rimozione dell’auto del questore, insieme ai colleghi Angelo Volpe e Donato Antonicelli, sono finiti nel mezzo di uno scandalo mediatico e giudiziario che alla fine dei conti ha stabilito che non vi fossero colpevoli, nè illeciti ma solo vittime: proprio i tre vigili che hanno denunciato presunti illeciti pagandone conseguenze pesantissime, subendo inchieste penali (archiviate) e procedimenti disciplinari (archiviati) per poi provare a riprendersi soldi, tempo e reputazione perduta ottenendo un risarcimento dal Comune per l’ingiusta punizione subita.