SVUOTARE IL MARE

Il sindaco di Casalbordino contro il ripascimento inutile: «Basta buttare soldi a mare»

«In questi anni soldi spesi per interventi che non hanno portato a nulla»

Redazione PdN

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CASALBORDINO. «Questo è l’ultimo anno in cui accetterò che siano spesi soldi solo per i ripascimenti, d’ora in avanti solo interventi strutturali», è netto il sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci.

Fa notizia la presa di posizione di un primo cittadino che pare essere anche l’unico dopo decenni di sperperi di denaro pubblico senza alcun tipo di risultato come i ripascimenti che ancora si continuano a finanziare ed i cui effetti durano lo spazio di qualche settimana.

L’indignazione per lo stato in cui versa il lungomare di Casalbordino è palpabile magari questo ha contribuito ad indurre il sindaco a denunciare finanziamenti buttati a mare.

Ormai in larghi tratti, la spiaggia non esiste più; in altri i segni dell’erosione sono più che evidenti e stanno mettendo a rischio persino un ambiente dunale che necessita di interventi urgenti.

Ormai in piena stagione turistica.

Ma Casalbordino attende ancora l’inizio dei lavori di ripascimento.

L’incertezza meteorologica non ha aiutato.

Ma, in più, la stessa ditta, la Cardinale srl, si è aggiudicata l’appalto anche per Pescara e Francavilla.

E Casalbordino è in coda.

Come alle Poste o dal medico, si deve attendere il proprio turno in fila.

 

E’ questo l’ultimo capitolo di una saga ormai pluridecennale in cui il dramma del lungomare di Casalbordino è avanzato anno dopo anno.

Inesorabile, tra un ripascimento e un pennello che non ha risolto nulla.

Recenti rilievi – sottolinea il sindaco di Casalbordino – hanno evidenziato che addirittura ci sono stati cedimenti di diversi metri nei pennelli.

Con il Masterplan a Casalbordino dovrebbero arrivare 300.000 euro circa.

Ma, rimarca il sindaco, ne servirebbero molti di più. La Regione ha stanziato fondi più consistenti per piazze e rotonde.

Uno studio del 2001 (il famoso dispendioso studio Ricama inutile come quelli venuti dopo) , rivela poi Marinucci, documentò che il lavoro di rinforzo della barriera orizzontale al largo – svolto a partire dal 1996 dopo il crollo dell’anno prima – non era stato svolto “a regola d’arte”.

Sono passati 17 anni ma finora non si è più intervenuti su quella barriera che sicuramente sarebbe più utile dei tanti soldi gettati a mare in questi anni con ripascimenti che sono durati a malapena una stagione.

Insomma come dire che gli errori del passato e le distrazione dei controllori li paghiamo ancora oggi. Progetti e lavori fatti male ma costati milioni di euro non hanno raggiunto lo scopo promesso.

Eppure almeno dal 2010 PrimaDaNoi.it denuncia l’andazzo della Regione e la spesa inutile a frote di nemmeno un procedimento aperto di controllo presso la Corte dei Conti, come se buttare soldi a mare fuor di metafora fosse una azione lecita anche se inutile.

All’epoca la definimmo la “Ripascimenti Spa”.

 

FINANZIAMENTI CONTINUI SENZA CONTROLLI E VERIFICHE

A Casalbordino era stato garantito dovesse portare benefici per almeno 5 anni.

Invece, come ha ricordato di recente il Wwf, in 5 mesi erano già spariti 10 metri di spiaggia (2 metri al mese praticamente).

Una misurazione effettuata da volontari dell’associazione.

Il Testo Unico sull’Ambiente del 2006 e le altre leggi in materia prevedono per questi interventi le valutazioni ambientali, la Valutazione di Assoggettabilità e – se positiva – la Valutazione d’Impatto Ambientale.

Procedure che non si concludono con l’approvazione del progetto ma con la verifica successiva.

Sorgono spontanee le domande: dove sono i risultati di queste verifiche?

Come è possibile che, nonostante la netta evidenza, si continui sempre sulla stessa strada?

Basta cambiare pochi dettagli e lo stesso racconto vale praticamente per tutto il lungomare abruzzese.

Ad Alba Adriatica il ripascimento previsto dalla Regione è stato completato il 2 giugno. I suoi effetti sono durati esattamente due settimane.

Dal 2013 gli attivisti di WWF e Arci Marco Terrei e Andrea Natale animano “Cammina per il Parco”, un cammino lungo la costa per mantenere l’alta attenzione sul Parco Nazionale della Costa Teatina.

Da noi interpellato Marco Terrei ci ha riportato testimonianza di una situazione devastante. Già da 2-3 anni fa in località Lago Dragoni a Torino di Sangro, lì dove è previsto il passaggio della “Via Verde”, per l’erosione «500 metri di ex ferrovia non esistono più».

Per le spiagge è importantissimo l’apporto dei fiumi.

Ma «alcuni sono devastati dalla cementificazione, come nel caso di Osento e Sinello» sottolinea Marco Terrei.

E il fiume Sinello è uno dei due principali corsi d’acqua che sfociano a Casalbordino. E lo stato dei fiumi è una delle maggiori emergenze ambientali d’Abruzzo.

Per alcuni – ha detto Marco Terrei – «la qualità delle acque è stata fortemente compromessa da una pessima gestione dei depuratori».

  

a.d.f.