VECCHIO E NUOVO

Pescara. Ruspe sui villini dannunziani, Carlo Toto ora ci vuole due palazzine modernissime

Le due costruzioni sono dell’imprenditore di Strada dei Parchi, Toto spa ed ex patron di AirOne

Redazione PdN

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PESCARA. Italia Nostra contesta l’ormai imminente demolizione di due villini degli anni trenta, in via Figlia di Iorio, nel quartiere Pineta, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto.

Al loro posto, dopo il passaggio delle ruspe, sorgeranno due ville moderne con altimetrie e volumetrie aumentate.

Prevista anche una riduzione drastica degli spazi verdi esterni che erano il vero fulcro di queste case dannunziane, 200 metri quadrati al massimo di interni, appoggiate in lotti verdi di 700 metri quadrati.  

La concessione edilizia è stata rilasciata e l’inizio dei lavori è stato presentato, la demolizione è ormai imminente e i nuovi immobili sono già in vendita sui portali immobiliari della città.


Verranno su, «otto prestigiose abitazioni di generosa superficie interna e ampi spazi vivibili all'esterno tra giardini privati e terrazzi abitabili», si legge nell’annuncio della Toto Real Estate. Previsti anche garage al pianterreno e nel piano seminterrato.

«Le unità immobiliari sono progettate per le necessità della famiglia - abitazioni spaziose, tutte con tre o quattro camere da letto di cui una sempre concepita come suite padronale con cabina armadio e bagno privato, luminosi living di dimensioni apprezzabili, cucine separate ed ampie e vivibili terrazze».


Italia Nostra chiede di fermarsi quando ormai il tempo sembra scaduto: «nonostante l’approvazione recente di una specifica variante del PRG per la salvaguardia del patrimonio storico- architettonico, non si arresta la deriva demolitoria che ha già fatto tante vittime illustri nella nostra città, dalla Centrale del latte alla filanda Giammaria».


Dal Comune assicurano che l’istruttoria è stata rigorosa ed avvenuta anche ascoltando la Soprintendenza e il via libera è arrivato anche grazie al “Decreto Sviluppo” che incentiva, sulla carta, la sostituzione edilizia al fine dichiarato di promuovere processi di riqualificazione urbana. Poi i risultati concreti, talvolta, sono tutt’altro.

Italia Nostra ha presentato al Comune di Pescara e alla Soprintendenza una osservazione integrativa segnalando architetture di pregio che corrono gli stessi rischi di cancellazione ma senza risultati.

«Bisogna ringraziare il centrodestra», commenta Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista, «che ha approvato una folle legge regionale di recepimento del decreto sviluppo di Berlusconi e il centrosinistra di D'Alfonso che non l'ha abrogata. E l'opposizione pentastellata che non ha mai dato battaglia su questo tema».

Sempre secondo Italia Nostra a questo punto è urgente proprio che venga modificata la legge regionale sul Decreto Sviluppo escludendo dalla sua applicazione gli incentivi volumetrici per le architetture ed i contesti urbani  di pregio.

Ma l’associazione chiede anche che che venga operata una rilettura delle Norme tecniche di Attuazione del PRG per limitarne gli effetti negativi, di individuare ambiti urbani omogenei e pregiati per i quali prevedere strumenti urbanistici particolareggiati, quali ad esempio Piani di Recupero estesi almeno all’intero isolato. Infine viene chiesto di istituire l’Osservatorio sull’edilizia storica, approvato e più volte annunciato, ma ancora lettera morta.

Proprio in queste ore l’assessore Scotolati ha annunciato di aver avvertito gli uffici comunali per l’istituzione.


VACCA ANNUNCIA VERIFICA


Una nota ufficiale fa sapere che la questione sarà oggetto di approfondimento del Sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca. Nelle prossime ore verrà richiesta una relazione agli uffici competenti del MIBACT in merito all'iter che porterebbe alla demolizione di due ville liberty. «Pescara, che vanta un ricco patrimonio architettonico dell’epoca, ha già pagato lo scotto di una cattiva gestione e tutela da parte della politica per questo tipo di edificazioni».