DISCARICHE E VELENI

Piano d’Orta, cominciata la rimozione dei rifiuti dall’ex Montecatini

Redazione PdN

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BOLOGNANO. E' iniziata questa mattina a Piano d'Orta di Bolognano la rimozione dei cumuli di rifiuti pericolosi segnalati ufficialmente solo nel 2017 da Arta Abruzzo durante un controllo congiunto con la Polizia Provinciale di Pescara.

L'attività si svolge sotto la costante supervisione dei geologi del Distretto Arta di Chieti.
I rifiuti si trovano nel comparto "Z" del sito ex Montecatini, inserito nella nuova perimetrazione del SIN di Bussi, la cui messa in sicurezza è stata richiesta da Arta e condivisa dalla conferenza di servizi del Ministero dell'Ambiente.

 

IN realtà la presenza dei rifiuti in quella zona era nota da molto tempo o quanto meno c’era la forte possibilità che vi fossero proprio perchè nell’area del vecchio sito industriale e chimico della Ex Montecatini (gruppo Montedison).

 

Nei mesi scorsi il Comune di Bolognano si era pervicacemente opposto all'accesso agli atti della Stazione Ornitologica Abruzzese, ricevendo alla fine una decisione negativa da parte del Difensore Civico. Dopo questo intervento c'è voluta un'ulteriore diffida per superare l'inerzia del Comune che alla fine ha dovuto diffondere la documentazione a sua disposizione.

In effetti l’atteggiamento del Comune negli anni è stato sempre molto favorevole alla lottizzazione con la vendita e scorporazione dei terreni appartenenti all’industria per costruirci sopra case ed un supermercato ma molto poco a valutare e verificare le condizioni di quei terreni in un fazzoletto di terra gestito dallo stesso gruppo che ha causato il disastro di Bussi.

 

 

I dati della caratterizzazione -come rivelò Augusto De Sanctis- erano disponibili fin dai primi mesi del 2009 e mai divulgati, ed indicano una contaminazione pesantissima, con suoli profondi (anche 8-9 metri) che presentano valori elevatissimi ben oltre i limiti di legge per arsenico, rame, cobalto, cadmio, piombo, selenio e zinco. Inoltre risultano anche sotterrate a grande profondità scorie di lavorazione (probabilmente ceneri di pirite).

Anche le acque sotterranee erano risultate pesantemente contaminate fin dal 2009.

 

Addirittura nel 2014 fu espletata per questo sito la cosiddetta analisi di rischio  che, purtroppo, confermò la sussistenza di una potenziale esposizione agli inquinanti per la popolazione.

 

«A fronte di tutti questi dati e relazioni inspiegabilmente tenuti nei cassetti finora non è stato fatto nulla e c'è voluta la Stazione Ornitologica Abruzzese, attraverso una nota di un anno fa al ministero dell'Ambiente, per far riemergere il problema a partire dalla perimetrazione errata», denunciò molti mesi fa De Sanctis.

 

La Provincia di Pescara a febbraio scorso ha comunicato di aver notificato ieri alla Edison un'ordinanza in cui la individua come responsabile delle attività di bonifica anche per le aree della ex Montecatini che erano rimaste fuori dal perimetro del 2008 dove oggi si trovano scorie di lavorazioni (ceneri di pirite) che sono classificate quali rifiuti speciali pericolosi.

Si tratta della seconda ordinanza dopo quella del 2015 che aveva interessato le aree interne al SIN oggetto di sequestro nel 2007.

 

DE SANCTIS: «ARTA SI PRENDE MERITI CHE NON HA. CHE COSA HA FATTO IN 8 ANNI?»   

Secondo Augusto De Sanctis l’Arta si prenderebbe meriti per l’avvio dei lavori, «fermo restando che l'obiettivo comune in questi mesi è, appunto, l'avvio delle bonifiche, bisogna però chiedersi cosa non abbia funzionato negli enti pubblici a vario titolo coinvolti finora onde evitare problemi anche in futuro. Per questo non è il caso di prendersi meriti che non esistono. Non capiamo, infatti, come possa l'ARTA raccontare un film partendo dai titoli di coda e mettendo il suo nome in grande evidenza quando basta leggere l'incipit dell'ordinanza della Provincia sull'individuazione del responsabile della contaminazione in Edison per scoprire che l'ARTA è stata di fatto "costretta" a svolgere un sopralluogo, solo a seguito della segnalazione della SOA del 30 maggio 2017 e. soprattutto, del risoluto intervento del Ministero dell'Ambiente. Lo stesso sopralluogo avvenuto il 20 luglio ci risulta essere stato organizzato con molto impegno dalla provincia».

 

Le carte infatti parlano chiaro e raccontano una inerzia quasi decennale degli enti preposti anche alla salvaguardia della salute pubblica.

 

In una conferenza dei servizi a Bolognano il 31/07/2008 proprio sul Comparto Z, si parlò dei dati delle analisi con esiti estremamente preoccupanti che sono rimaste nei cassetti.