MATTONI D'ORO

Terremoto L’Aquila 2009. Le case di Europa Risorse a pezzi e dentro sfollati sotto sfratto

La storia di una speculazione annunciata ai danni dei terremotati aquilani

Redazione PdN

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L’AQUILA. Sfollati dal terremoto, abbandonati dallo Stato che ancora non ricostruisce loro le case, e ora anche sotto sfratto dal fondo immobiliare proprietario delle abitazioni in cui risiedono “temporaneamente” da quasi dieci anni.

Succede all'Aquila, dove diverse famiglie sono state caldamente invitate – attraverso una lettera formale seguita alla convalida del giudice – a lasciare gli appartamenti del fondo immobiliare Europa Risorse, un colosso che da anni fa parlare di sé fuori e dentro il capoluogo abruzzese e che subito dopo il 2009 acquistò circa 320 appartamenti in città, «da destinare, temporaneamente e senza intenti speculativi, agli sfollati del terremoto».

 

Poco prima del sisma, l'Associazione dei costruttori locale (Ance) con una relazione lanciò l'allarme degli imprenditori associati: i costruttori aquilani possedevano circa 3 mila appartamenti fino ad allora invenduti. Dopo il 6 aprile 2009 il terremoto complicò tutto: i fidi e i crediti delle banche nei confronti di diversi costruttori rischiavano di far fallire questi ultimi.

Così quel patrimonio immobiliare servì per accogliere gli sfollati che il governo non era riuscito a sistemare negli alloggi Case e Map, insufficienti rispetto al fabbisogno abitativo.

Europa Risorse acquistò gli appartamenti dai costruttori – con uno sconto del 25% rispetto alle tariffe pre-sisma – per poi affittarli allo Stato, che spendeva tuttavia cifre fuori mercato per i canoni.

Sulla vicenda è in corso un processo per falso e truffa ai danni dello Stato a due dirigenti del Fondo Immobiliare, che secondo l'accusa, per una quindicina di alloggi avrebbero dichiarato un numero di stanze superiori al reale, permettendo alla società di incassare dallo Stato affitti più alti del dovuto.

Il processo inizierà il prossimo 27 giugno, dopo un'udienza rinviata già lo scorso aprile.

 

 

 

NEL 2015 FINISCE L’ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE

Per anni, comunque, molte famiglie terremotate hanno vissuto, in regime di assistenza, nelle case del fondo immobiliare aquilano.

Fino al marzo 2015, quando l'amministrazione comunale ha comunicato la cessazione di tutte le forme di assistenza alla popolazione, nonostante – a 6 anni dal terremoto – la maggior parte delle famiglie sfollate non vedevano ancora le loro case ricostruite.

Gli inquilini hanno allora voluto avviare una trattativa con Europa Risorse, con l'obiettivo di iniziare a pagare un affitto equo – sulla base dei canoni dei cosiddetti “patti territoriali” – e più basso rispetto a quello che la Società aveva incassato per anni dallo Stato, attraverso il Comune dell'Aquila.

Tuttavia il Fondo non ne ha voluto e non ne vuole sapere, chiede che gli alloggi vengano immediatamente lasciati, e intima gli inquilini di pagare gli affitti arretrati più una penale di 40 euro al giorno per “l'occupazione abusiva” che si sarebbe perpetrata dal 2015 a oggi. Insomma, migliaia di euro per famiglia.

 

Speculazione sulla ricostruzione: chi c’è dietro le società schermate?

L’AQUILA. Dopo gli appalti per C.a.s.e. e casette gestiti con la sospensione della democrazia a colpi di ordinanze e gare a trattativa privata, spunta lo spettro opaco della speculazione dietro quella ricostruzione “lunga” e vera della città.

Case del Fondo Immobiliare e sfollati sfrattati, i conti non tornano

L'AQUILA. Sembra un gioco da settimana enigmistica da fare sotto l’ombrellone.  Spulciando tra i numeri che girano intorno al Fondo Immobiliare,assegnazioni e numeri di appartamenti promessi, pubblicizzati, realmente disponibili, i conti non tornano.* DONAZIONI SMS ITALIANI, CHE FINE HANNO FATTO?

SPECULAZIONE ANNUNCIATA

Una storia, quella del fondo immobiliare Europa Risorse, che da anni scatena polemiche e inchieste giornalistiche, come “L'Aquila in fondo: cronaca di una speculazione annunciata”, diffusa da un comitato cittadino nell'autunno del 2010. Accuse sempre respinte al mittente dal Fondo, che dopo il sisma del 2009 vinse persino il “mattone d'oro”, un premio internazionale per la “finanza solidale”.

 

 

A oggi i circa 320 appartamenti di proprietà del Fondo sono per lo più vuoti, in una situazione che in qualche modo si contraddice con l'urgenza di sfrattare gli inquilini ritenuti morosi. Con la forte crisi che vive il mercato immobiliare aquilano, il Fondo è riuscito a venderne o affittarne pochi: «Vogliono sfrattare persone, terremotati, anche se disposti a pagare – affermano con rabbia gli inquilini – e anche se in molti pagano da anni mutui per case che ancora non vengono ricostruite».

In una città dove centinaia e centinaia di alloggi sono vuoti, anche a causa della speculazione edilizia avviata dopo il terremoto del 2009, in tanti sono costretti a vivere in appartamenti “risicati e sporzionati” in base a metrature imposte anni fa.

 

L’Aquila da ricostruire e occasione di speculazioni immobiliari: ecco l’ennesimo fondo

L'AQUILA. Terzo Natale post terremoto e ancora più di 30 mila aquilani abitano a spese dello Stato. Ma più di 500 ancora in alberghi o in caserme, e non mancano casi di persone che sfuggono a ogni conta, tra camper, roulotte o sistemazioni di somma precarietà E'ancora emergenza abitativa.

APPARTAMENTI DANNEGGIATI

Ma c'è dell'altro: alcuni appartamenti nel popoloso quartiere di Pettino sarebbero stati danneggiati dai terremoti del 2016 e 2017, e in seguito sarebbero stati classificati C, ossia parzialmente agibili.

La proprietà ha provveduto a coprire le lesioni con varie pannellature (nelle foto), ma le cittadine e i cittadini aquilani, dopo quasi dieci anni ancora terremotati, continuano a vivere in quelle case.

La storia del fondo immobiliare, innescata dopo il sisma del 2009, mette in luce da 10 anni  gli intrecci tra costruttori locali, Stato e investitori nazionali, purtroppo a scapito dei terremotati aquilani.

 

 

Mattia Fonzi