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Pescara. Via Monte di Campli, 300 mila euro per 100 metri di strada: strada più stretta e zero parcheggi

Forza Italia: «lavori inutili»

Redazione PdN

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PESCARA. Via Monte di Campli, dopo lavori per 300 mila euro è stata riaperta alle macchine (con una settimana di ritardo rispetto alle previsioni) ma non soddisfa tutti.

 

Questa mattina i consiglieri comunali di Forza Italia hanno tenuto una conferenza stampa proprio lungo il tracciato riqualificato, contestando tutte  le novità «inutili» : dal restringimento della carreggiata «che blocca le ambulanze in direzione ospedale» alla cancellazione dei parcheggi, un vero dramma per i residenti.

Questo perchè i marciapiedi sono stati ampliati: «sono larghi 4 metri ma nessuno ci passeggerà sopra», hanno contestato i consiglieri.    

«Questi lavori – ha detto Alessio Di Pasquale, presidente del Comitato cittadino via Monte di Campli ed ex consigliere comunale  - rappresentano il de profundis per tutte le piccole attività commerciali della zona, ma lo sarà anche per i residenti che solo oggi, ripristinato il traffico automobilistico, stanno metabolizzando cos’è accaduto».

Secondo Di Pasquale è «vergognoso»  aver speso 300mila euro per riqualificare appena 100 metri lineari di una strada, nel tratto compreso tra via Fonte Romana e via Prati, mentre l’altra metà di via Monte di Campli e le altre strade tutt’attorno «sono piene di buche o voragini, erbaccia che ha invaso i marciapiedi e discariche abusive».

Questo evidenzia «una totale assenza di progettualità: via Monte di Campli aveva bisogno di una manutenzione, ma tutta la strada, non solo un pezzo. A questo punto se risanare un solo segmento è costato 300mila euro, dovremo attendere un fondo europeo per aprire il cantiere sul resto dell’asse».

Secondo Di Pasquale, comunque, la priorità in questa zona della città non erano gli attraversamenti in betonella, le aiuole artistiche o i marciapiedi larghi quattro metri, «fasce pedonali in salita ripida dove francamente non si vede mai nessuno passeggiare».

 

 

IL RESTRINGIMENTO DELLA CARREGGIATA

Il primo effetto dei lavori è stato il restringimento della carreggiata stradale, oggi divenuta un imbuto a una sola corsia, cancellando la seconda corsia e pure i parcheggi. La strada evidentemente più stretta ha rallentato la mobilità, e oggi ci sono colonne di auto in fila a passo d’uomo a ogni ora del giorno.

«Se ne stanno accorgendo anche i residenti che, arrivato il caldo, si vedono costretti a chiudere le finestre per evitare la puzza di smog», denuncia di Pasquale.

«Non solo: basta che a transitare sia un camion o un autobus di linea che il traffico si ferma, e basta un veicolo in più sulla rotatoria a fermare anche il transito di autoambulanze e mezzi di soccorso, esattamente com’è accaduto ieri con un’ambulanza in servizio di emergenza, ferma nonostante il lampeggiante e la sirena attivati».

Un blocco inevitabile visto che, nonostante i solleciti, l’amministrazione non ha previsto uno slargo, una piazzola, in cui permettere eventualmente ai veicoli in transito di accostare per dare la precedenza a un mezzo di soccorso.

 

 

I PARCHEGGI

Infine i parcheggi: i lavori hanno cancellato tutti gli spazi di sosta prima esistenti e possibili sul lato sinistro della strada e, considerando che non tutti i residenti sono dotati di parcheggi privati, questo significa che o quei residenti ora parcheggeranno le proprie auto sopra i marciapiedi di 4 metri, cosa vietata, o dovranno percorrere un chilometro a piedi per trovare il primo spazio libero e fruibile.

«Credo – ha aggiunto il Capogruppo Sospiri – che Pescara sia l’unica città al mondo in cui anziché spendere soldi per allargare le strade e renderle più agevoli per il passaggio di mezzi di soccorso, specie quando quelle strade sono in prossimità del più importante ospedale regionale e di altre strutture sanitarie, si buttano soldi pubblici per complicare il traffico e, in particolare, congestionare strade strategiche. È ormai evidente che in questa città, dove si blocca la riviera per un mese per mettere due pezze d’asfalto, si lasciano gli spazi pubblici invasi dall’erba, si consente l’invasione di presunti profughi, tutto viaggia al contrario. L’unica consolazione è che ormai siamo agli sgoccioli della giunta Alessandrini».