LA MACCHIA

Il video del disastro: un mare di petrolio nel fiume Pescara

Le immagini riprese il 5 maggio scorso

Redazione PdN

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PESCARA. É veramente un mare di petrolio ad andare periodicamente nel fiume Pescara dal torrente Arolle.

La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, grazie alla collaborazione di un residente e dopo una prima segnalazione fatta a fine aprile, può divulgare ora anche il video dei momenti in cui si verifica l'enorme fuoriuscita di idrocarburi a Tocco da Casauria.

Le incredibili immagini sono di sabato scorso 5 maggio quando un fortissimo temporale ha interessato la zona provocando immediatamente una piena del Torrente Arolle, entrambi i rami, corso d'acqua che poi si getta nel Pescara dopo pochi chilometri.

«Le immagini non hanno bisogno di spiegazioni tanto sono terribili», denuncia Augusto De Sanctis, «con uno spesso strato di idrocarburi che galleggia fino addirittura a sporcare le foglie delle chiome degli alberi della vegetazione ripariale.

Il giorno dopo, domenica 6 maggio, siamo tornati sul posto e abbiamo girato altri video e foto degne di un girone dantesco, con vere e proprie pozze di idrocarburi lungo l'asta fluviale. Un fortissimo e penetrante odore di idrocarburi si spandeva nell'aria e dopo una quindicina di minuti ci siamo dovuti allontanare a causa della nausea».



IL PRIMO ALLARME

Altre immagini erano state raccolte il 22 aprile scorso dalla Stazione Ornitologica Abruzzese durante un sopralluogo. Anche in quel caso la situazione è apparsa impressionante, con ponti, sponde, pietre e alberi vistosamente sporchi di idrocarburi; ne è seguita una dettagliata segnalazione agli enti da parte dell'associazione.

Adesso gli enti si stanno muovendo e stanno uscendo particolari significativi del livello di contaminazione causato da questo fenomeno.


A causa di un fenomeno naturale noto ma abbastanza raro in Italia, da una zona di sorgenti sulfuree escono idrocarburi che si riversano nelle acque del torrente Arolle che a sua volta si getta nel Fiume Pescara dopo alcuni chilometri. In occasione di periodi di precipitazioni intense la fuoriuscita diventa addirittura copiosa, tanto che esistono notizie risalenti al medioevo relative alla raccolta degli idrocarburi da parte della popolazione con metodi rudimentali.

Tra il 1860 e il 1870 l'area fu data in concessione a diverse aziende che avviarono i primi interventi di sfruttamento industriale degli idrocarburi, con la realizzazione di vasche di raccolta per decantazione (i cui resti sono ancora visibili) e la perforazione di pozzi, addirittura a soli 5 anni di distanza dallo scavo del primo pozzo negli Stati Uniti.

 

I CONTROLLI

L'ARTA il primo febbraio 2017 durante un normale campionamento sul Pescara aveva riscontrato all'altezza di Piano d'Orta macchie di idrocarburi e un forte odore e aveva fatto due campionamenti, a Bolognano e più a monte a Torre de' Passeri. Inoltre aveva riscontrato le stesse macchie proprio sull'Arolle. In entrambi i campioni analizzati vi era una forte concentrazione di idrocarburi; uno in particolare presentava ben 7.188 microgrammi/litro di contaminanti (la gran parte idrocarburi pesanti)!


Addirittura ci sono segnalazioni di cattivi odori provenienti dal fiume da parte di residenti a Torre de' Passeri, a chilometri a valle.


La Regione Abruzzo, servizio acque, ha chiesto all'ARTA di attivare un percorso per far fronte alla situazione.


UNA NUOVA LETTERA

La SOA, a seguito degli eventi di sabato scorso e dei dati dell'ARTA, ricordando che l'acqua del Pescara viene usata anche per l'irrigazione, ha scritto una nuova lettera agli enti chiedendo immediati provvedimenti per mitigare il fenomeno e l'esposizione della popolazione a pericolosi contaminanti, in attesa di approfondimenti relativi alla piena naturalità dello stesso o al contributo che può aver comportato l'intervento umano negli ultimi 150 anni con la realizzazione di scavi e pozzi nell'area. «Certo fa pensare che in questi anni non si sia fatto nulla per tamponare sversamenti di questa portata», chiude De Sanctis.