PROVE DI BROGLI

Le Iene: ecco come hanno truccato il voto degli italiani all’estero

Nuovo servizio di Filippo Roma e del ‘cacciatore di plichi’

Redazione PdN

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ELEZIONI. Le Iene hanno scoperto e filmato una compravendita di 3.000 schede elettorali a Colonia, in Germania, documentata da un filmato esclusivo, ripreso 4 giorni fa con una candid camera. E il filmato ha dell’incredibile.
Il programma aveva già denunciato con quattro servizi la possibilità di brogli con il voto degli italiani all’estero grazie alla testimonianza di “cacciatori di plichi”, ovvero cacciatori di schede ancora da votarE assoldati dai candidati nella circoscrizione estero.
Ma da allora non è cambiato nulla e nessuno è intervenuto. La politica non ha preso provvedimenti, ha ricordato la iena Filippo Roma, e la magistratura non ha aperto alcuna inchiesta, sebbene i fatti emersi siano gravissimi.
Anzi, secondo i cacciatori di plichi contattati dal programma di Italia 1 a poche ore dall’apertura delle urne, la situazione è addirittura peggiorata: le schede non sono state solo raccolte con il “porta a porta” ma sono state pure comprate quelle stampate direttamente dalle tipografie. La truffa, ai danni dei diritti politici di tutti, coinvolgerebbe anche alcuni consolati. Con cifre economiche e di numero di voti che spaventano.

“C’è stata una battaglia fino all’ultimo sangue perché era tanta la concorrenza però i miei risultati li ho portati lo stesso”, ha raccontato il cacciatore di plichi che era stato già sentito e che con queste elezioni avrebbe guadagnato, soltanto lui, 3.350 euro. Questa volta è stato pure pagato in anticipo, a differenza delle altre volte, quando irritato per i mancati pagamenti si era rivolto proprio al programma di Italia 1.
Dopo la messa in onda del servizio dei mesi scorsi pare che più candidati all’estero abbiano provato a sfruttare il sistema e le sue storture e sono aumentati pure i compensi per chi fa il lavoro sporco.



LA TRATTATIVA

“Per carità, il rischio che si tratti delle sparate di qualche imbroglione c’è sempre”, ha detto Roma che però questa volta si è infiltrato in una vera e propria trattativa e l’ha documentata con una telecamera nascosta. Oggetto di scambio: 3.000 voti. Il tutto è avvenuto il 28 febbraio scorso: il 1° marzo i consolati dovevano spedire tutto in Italia.
La telecamera nascosta ha filmato venditore (tipografo) e compratore (sedicente collaboratore di un candidato) e la loro trattativa serrata (in dialetto napoletano) con chi compra che avrebbe voluto dare solo un anticipo e chi vende che vuole tutto e subito.
Uno scandalo scoperto in una sola città e in soli due giorni. E a questo punto sono troppe le domande aperte.
Quante situazioni come questa ci sono state in giro per il mondo per queste elezioni? E’ possibile che un candidato all’estero possa comprarsi la sua elezioni? Dopo le denunce perché non è stato fatto niente per evitare questa vergogna?