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Pescara. Piste ciclabili  via Regina Margherita e via Muzii: violato decreto ministeriale

Il Comune ha approvato progetti in difformità da quanto stabilito da fonti normative superiori

Redazione PdN

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PESCARA. Non è la prima volta e non sarà l’ultima segnalazione di piste ciclabili realizzate in difformità rispetto a quanto stabilito da decreti ministeriali o dal codice della strada.

E’ capitato spesso negli ultimi anni ma non si hanno notizie di reazioni di alcun genere per cui è passato il concetto che si tratti di violazioni poi non così gravi.

Eppure ne va della salute dei pedoni e dei ciclisti...

E la cosa strabiliante è che è tutto semplice e alla luce del sole.

La legge è chiara: se le piste vengono realizzate nella sede della carreggiata, cioè in sede promiscua, senza cordoli o apposita sede separata, magari su piano rialzato ecc, devono essere costruite alla destra del guidatore rispetto al senso di marcia (e non a sinistra), e devono avere un solo senso di marcia (dunque non a doppio senso).

Le norme esistono ma pare che molti progettisti non le conoscano. Il risultato è che vengono disattese platealmente con buona pace anche del buon senso e della sicurezza stradale.

Ma i progetti sono stati “regolarmente” approvati.

E’ difficile che negli uffici tecnici comunali saltino fuori queste incongruenze, ne sa qualcosa Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano  che nei mesi scorsi ha segnalato una lunga serie di anomalie sulle piste riservate alle due ruote.

Problemi inerenti non solo i colori utilizzati ma anche quelli ben più seri di cordoli sporgenti e appuntiti, avvallamenti, curve strettissime. Insomma tutti pericoli per i ciclisti.

A Martinsicuro, ad esempio, sono state create una serie di "curvette" che non rispettano il raggio minimo di curvatura (minimo 3 metri, come da art.8, comma 5, del DM 557/1999).

Un pericolo reale, ad esempio, nel caso della presenza contemporanea di due ciclisti che potrebbero scontrarsi o impattare con il marciapiede. Ma il coordinamento ha segnalato anche la presenza nel bel mezzo della carreggiata di griglie per la raccolta delle acque che potrebbero costituire un ulteriore problema per il transito dei ciclisti (art. 12, comma 2, DM 557/1999) a causa del leggero incasso nel piano.

 

VIALE REGINA MARGHERITA

Su viale Regina Margherita a Pescara da quasi tre anni è stata realizzata la pista ciclabile che il Comune ha messo a sinistra della sede stradale (promiscua) senza cordoli e pure a doppio senso.

Un “segreto” che sveliamo oggi e che a scuola meriterebbe almeno due segni rossi, di quelli molto gravi per le due violazioni perpetrate. 

 Ma piste ciclabili così ce ne sono moltissime in tutto Abruzzo e la maggior parte non è fornita di adeguata e specifica segnaletica verticale.

Un’altra pista da verificare è quella costruita da poco su ampi tratti della Tiburtina tra i comuni di Pescara e San Giovanni Teatino: anche per quella qualche esperto potrebbe fare le pulci al progetto realizzato.

 

LA PISTA DI VIALE MUZII A PESCARA

Altra pista “dubbia” è quella di viale Muzii da 250 mila euro: è osteggiata da tempo dai residenti della zona e anche dal centrodestra che la ritiene «inutile, costosa e soprattutto dannosa visto che spazza via decine di parcheggi».

La pista ciclabile è adiacente al marciapiede lato nord della strada, nel tratto compreso tra via Silvio Pellico e sino alla rotatoria di via Regina Margherita. L'obiettivo, teorico, sarebbe quello di collegare la pista ciclabile della strada parco a quella di via Regina Margherita.

Un collegamento che, secondo chi si oppone alla realizzazione, in realtà già ci sarebbe e sarebbe rappresentato dalla pista ciclabile a doppio senso di marcia esistente da decenni in via Sabucchi, pochissimi metri più a nord, che fra l’altro arriva sino al mare.

E, infatti, proprio i contestatori avevano proposto di disegnare a terra la pista lungo viale Kennedy, senza dover tagliare i marciapiedi né toccare i parcheggi esistenti.

La pista, invece, così come voluta dalla giunta Alessandrini, è adiacente al marciapiede lato monte, occupando tutto lo spazio oggi riservato alla sosta.

Eliminata anche la fermata dei bus sempre sul lato nord del marciapiede, dove oggi sostano i pullman di linea della Tua, le corse 21, 2/ e 15.

Nessuno si è accorto però che pur essendo sul lato destro della carreggiata sarebbe a doppio senso di marcia il che sarebbe vietato.

Dunque che si fa?

Pare che il Comune abbia intenzione di mettere cordoli per risolvere i problemi (che ha scoperto di avere) come se fosse possibile costruire edifici con barriere architettoniche e poi in un secondo momento effettuare lavori per abbatterle…

 

SEGNALI DELL’ALTRO MONDO

Sta di fatto che non c’è molta attenzione nemmeno alla segnaletica verticale per le piste ciclabili, nè per quelle nuove e nemmeno per quelle vecchie. Alcune talmente vecchie da… non esistere più come nel caso dei cartelli che permangono da oltre un decennio su via Firenze…

Che dire se non: «pedalare!»