RIFIUTI

Sant’Omero:  rifiuti e capannone pericolante vicino al campo sportivo

La denuncia: «il Comune sa tutto ma non interviene»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

104

 

SANT’OMERO. C’è una situazione ‘dormiente’ da qualche anno a Sant’Omero, frazione Poggio Morello.

 

Tutto è cominciato da quando la ditta D’Eugenio Sementi ha smesso le proprie attività nell’opificio adiacente il campo sportivo.

Come si vede dalle foto che pubblichiamo, scattate da Mauro Di Addezio, il capannone è pericolante, non è messo in sicurezza, difatti si accede senza nessun problema.

Ma la cosa più grave è che all’interno e fuori dello stabile ci sono cumuli e cumuli di rifiuti di ogni genere. Un sito abbandonato al suo destino nelle immediate vicinanze di un campo di calcio frequentato da famiglie e bambini, accessibile in quanto le recinzioni sono divelte ed i portoni dello stabile sono distrutti completamente, c’è pure il tetto cadente e cosa molto grave fosse profonde senza alcuna protezione, veicoli inservibili sia all’interno che all’esterno.

I topi la fanno da padroni trovando l’habitat ideale, visti i rifiuti immagazzinati e gli scarti di sementi ancora ivi depositati.

«Siamo sulla strada principale appena dopo il cartello che demarca la località Poggio Morello», fa notare Di Addezio, «questo non è assolutamente un bel biglietto da visita. La sicurezza dei cittadini? Dove la mettiamo? Il nostro primo cittadino con delega alla sanità penso debba intervenire immediatamente, sappiamo tutti le malattie che possono arrecare ratti e topi. Inoltre la sicurezza? Se un bambino entra e si fa male non è certamente una cosa da restarne contenti. La situazione è ben nota al sindaco ed alla sua giunta in quanto Carla Gatti assessore di questa maggioranza tutti i giorni passa davanti a questo scempio siccome abita a Poggio Morello. Niente è stato fatto. Abbiamo un comune completamente statico ed impassibile davanti a situazioni dannose per il territorio per il cittadino e per l’immagine stessa».

«Poggio Morello». Continua Di Addezio, «è una frazione che valorizzata come si dovrebbe, potrebbe veramente attirare investimenti turistici e residenti benestanti da poter risollevare la scabrosa situazione finanziaria del comune. Purtroppo questa frazione, vista la sua accentuata tradizione contadina è sempre stata declassata come “paese dei poveri” e mai valorizzata, tant’è che le varie amministrazioni di sinistra che si sono susseguite hanno sempre e continuamente boicottato qualsiasi iniziativa pubblica o privata».