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Di Properzio, dall’addio ai serbatoi all’inquinamento 14 anni dopo

A che punto è la bonifica del sito storico di via Andrea Doria?

Redazione PdN

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PESCARA. Dopo l’allarme dei giorni scorsi è tornata alta l’attenzione sull’ex deposito Di Properzio di via Andrea Doria, a due passi dal porto canale.

Da anni per quella zona si parla di una svolta.

Già nel 2010 il Pd pensava di realizzare edifici privati con destinazione residenziale e commerciale.

Non è mancato neppure un contenzioso dal momento che la famiglia Di Properzio ad un certo punto ha chiesto di poter riavere quell’area. Sul caso si è espressa anche la Suprema Corte di Cassazione che ha stabilito la proprietà comunale.

Il caso giudiziario si è aperto con il primo ricorso presentato nel 2004 dinanzi al Tar dalla famiglia Di Properzio che aveva impugnato la decisione del Comune di Pescara e della Regione Abruzzo di negare ai Di Properzio sia la legittimazione sia l’alienazione dei terreni gravati da uso civico dopo la dismissione dei vecchi serbatoi, decisione assunta dal Consiglio.

Nel 2005 il Tar Abruzzo, Sezione di Pescara, ha rigettato il ricorso, ma la famiglia Di Properzio ha deciso di impugnare anche quella sentenza proponendo appello dinanzi al Consiglio di Stato il quale si è pronunciato due anni più tardi, confermando la sentenza del Tribunale amministrativo, dunque la legittimità del provvedimento assunto dal Comune di Pescara.

A giugno scorso era partito anche un primo allarme della Stazione Ornitologica per poi aprire uno squarcio anche sull’altro sito di via Raiale sempre di Di Properzio di contaminazione da idrocarburi, arsenico e benzene.



Ma è sul sito storico di via Andrea Doria che da anni si sta cercando di fronteggiare il problema senza riuscirci ancora.


Dopo la dismissione del deposito, nel 2004, c’è stata una attività di caratterizzazione nell’ambito di un incidente probatorio.

Nel 2006 c’è il dissequestro dell’area per consentire alla azienda l'attuazione delle misure di ripristino ambientale e bonifica.

C’è poi stata la messa in sicurezza delle acque sotterranee: sul sito opera infatti dal 2008, come si rileva nella documentazione tecnica, «con costo annuo perdurante di circa 40mila euro fra manutenzione dell’impianto e monitoraggio dell'efficienza di trattamento»- un impianto di pump & treat, ovvero un impianto di emungimento delle acque di falda dai pozzi a confine del sito, per garantire la rimozione di contaminanti separati (surnatante), e controllare la conformità delle acque in uscita dal sito, con scarico autorizzato in fognatura. L'ultimo dispositivo di autorizzazione dell'impianto è il provvedimento AUA è di agosto 2015.

Fra il 2009 e il 2010 sono state avviate le sperimentazioni pilota per la trattabilità del contaminazione sito: per la bonifica sono state studiate varie ipotesi progettuali, anche con simulazioni in campo e in laboratorio.

Nel 2010 l'azienda presenta il progetto operativo di Bonifica, che prevede il ‘desorbimento termico on site’ di 30.000 metri cubi di terreno sino alle concentrazioni di legge per i siti residenziali, con tutti i rischi connessi all'esercizio di un impianto mobile classificato a rischio ATEX in centro città, e il trattamento di 36 metri cubi/h di acque di falda, per minimo 2 anni, viene approvato.

Il 23 agosto del 2013 la ditta ha annuncia l’inizio della messa in Sicurezza di Emergenza con l’ estrazione e bonifica dei serbatoi interrati residui, rimozione di eventuale prodotto libero, allestimento di teli impermeabili sul fondo scavo.  Il 2 ottobre terminano i lavori e il costo dell'intervento è di circa 150.000 euro.

Ad agosto 2015 la Sabatino Di Properzio ha proposto una soluzione progettuale mista di desorbimento chimico dei contaminanti in falda e trattamento biologico dei terreni, per un costo del solo campo prove (impianto pilota) di circa 85.000 euro e un timing di 3 mesi e una stima dell'intervento complessivo a circa 2 milioni di euro.

La Conferenza dei Servizi a novembre del 2015 ha espresso parere favorevole alla progettazione dell'impianto pilota ma ha ritenuto che l'intervento completo potesse superare la tempistica prevista.

Così a gennaio 2016 l’azienda ha trasmesso  una Nuova Analisi di Rischio che ha messo in evidenza alcune criticità del modello di contaminazione.

E siamo alle ultime riunioni, quando la conferenza è costretta a prendere atto dell'incremento della contaminazione rinvenuta nelle acque del sito di Di Properzio.

La ditta provvede alla rimozione di una parte di terreno di decorticazione con smaltimento a rifiuto pericoloso, e alla realizzazione di 3 pozzi sentinella.


a.l.