VERGOGNE

La storia, Antonio disabile in carrozzina da 24 anni: «bloccato in casa per un mese»

Il timore che con la neve possa accadere di nuovo

Redazione PdN

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ORSOGNA. Ventiquattro anni passati a combattere non solo contro la propria disabilità ma con la più grave impossibilità di muoversi a causa di infinite barriere architettoniche.

 

La vita di Antonio Capuzzi, che vive ad Orsogna, su una carrozzina da 24 anni, è un vero incubo. L’anno scorso, quando la neve ha imbiancato mezzo Abruzzo lui è rimasto bloccato in casa per quasi un mese e teme che anche quest’anno possa ripetersi la stessa situazione.

«Sono rimasto bloccato dal 5 gennaio ai primi di febbraio», ricorda, «sommerso dalla neve, oltre un metro, che ha bloccato l’accesso/uscita in cemento. Sono rimasto solo senza corrente elettrica, senza copertura del cellulare e altro  modo di comunicare, non ho riscontrato nemmeno la solidarietà dei vicini di casa o degli enti che sanno chi sono e dove abito».

Nessuno si è fatto vivo per accertarsi che stesse bene. E se dovesse succedere anche quest’anno?

«A chi mi devo rivolgere se non posso uscire di casa per un qualsiasi motivo, per un malore, per una visita?», domanda Capuzzi. « La strada ex 538 mi passa quasi davanti casa e viene pulita dalla Provincia mentre la stradina interna dove ci sono le palazzine Ater non viene pulita. Vicino casa ci sono altre persone disabili, loro sono sempre rinchiuse dentro casa e non escono quasi mai, il perché presumo sia la difficoltà nel muoversi autonomamente».

Anche senza neve, però, gli spostamenti sono un vero incubo.

«Nel Comune di Orsogna si è ristrutturato di tutto ma non il necessario. Dopo aver speso 1,4 milioni per la sede comunale, inaugurata in pompa magna, mi sono reso conto che non sono state tolte le barriere architettoniche come il gradino dei tre portoni, c’è la porta in vetro senza automazione e quindi non apribile autonomamente, altri 3 gradini della sala diretta al palco. Eppure ne avevo parlato a voce con il responsabile dei lavori, il geometra Giulio Saraceni. Quando invece ho chiesto spiegazioni al sindaco Montepara mi ha detto che ero prevenuto nei suoi confronti e che è tutto in regola».

In un secondo momento il responsabile dei lavori avrebbe spiegato a Capuzzi che l'opera era da ristrutturare e da rendere anti sismica e non erano previsti abbattimenti per le barriere architettoniche.

«Ad oggi dopo circa due mesi dall'inaugurazione nessun cambiamento mentre gli spettacoli vanno avanti».

Ma è un incubo anche andare al cimitero per portare un fiore ai cari defunti: «ci sono andato una volta percorrendo una pista ciclabile. Ma lo sapete come finisce? C'è una rampa di cemento realizzata "alla buona" messa lì da chi? Boh? Debbo salire con rischio e passare su una tomba antica e non mi sembra bello come valore cristiano e morale».