LAVORO NERO

Piana del Fucino: 61 lavoratori irregolari per la raccolta degli ortaggi

Operazione congiunta dell’Ispettorato del Lavoro e carabinieri

Redazione PdN

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ABRUZZO. 61 lavoratori irregolari e 15 in nero di cui tre clandestini: sanzioni amministrative per 40 mila euro e tre attività imprenditoriali sospese.

Sono questi i risultati di una vasta operazione di contrasto allo sfruttamento di manodopera extracomunitaria nella piana del Fucino in provincia de L’Aquila.

Di certo non una verità ma quella che appare sempre più come una realtà consolidata ogni volta che scattano controlli.

Negli ultimi anni sono state diverse le operazioni simili e del caso venne interessato anche il governo con una interrogazione del deputato Gianni Melilla.

Il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova riferì in aula l'attività di vigilanza condotta dal 2014 dagli uffici periferici del Ministero a L'Aquila, insieme ad INPS, Carabinieri ed Guardia di finanza, parlando dell’accertamento di circa 30 lavoratori in nero, di cui 4 sprovvisti di permesso di soggiorno, 90 lavoratori extracomunitari irregolari, 142 rapporti di lavoro fittizio, circa 200 violazioni delle norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e varie fattispecie di truffa che hanno coinvolto 10 aziende e circa 500 lavoratori.

Nelle ultime settimane i nuovi controlli: le verifiche hanno riguardato la posizione di 16 aziende agricole e 140 lavoratori impegnati nelle attività di raccolta degli ortaggi che caratterizzano in questo periodo la Piana del Fucino.

All'operazione, coordinata dall’Ispettorato interregionale del lavoro di Roma, diretto da Orazio Parisi, hanno partecipato ispettori del lavoro di tutte le sedie abruzzesi ma anche del Lazio insieme ai carabinieri Tutela del Lavoro, gruppo di Roma, comandati dal tenente colonnello Aniello Speranza, con il supporto dei Carabinieri di Avezzano e del XVI nucleo elicotteri Carabinieri di Rieti.

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore centrale della vigilanza dell'ispettorato nazionale del lavoro, Danilo Papa, che ha sottolineato come nell'ambito della vigilanza in agricoltura «è fondamentale poter contare su un ampio numero di unità ispettive e sulla sinergia con i corpi militari. Sono accertamenti che richiedono importanti risorse, anche di carattere finanziario, ma sui quali è bene impegnarsi non solo in ragione di direttive di carattere politico ma perché sono finalizzati a contrastare le forme più gravi di sfruttamento dei lavoratori».

Il comandante dei Carabinieri Nicodemo Macrì ha spiegato che un intervento di questo genere, che ha visto il coinvolgimento di più componenti dell'Arma, territoriale, specialistica ed aerea, e degli ispettori del lavoro, ha consentito di ottenere i risultati «in piena soddisfazione in un'area operativamente difficile da aggredire per conformazione del territorio e poliedricità delle lavorazioni. Si tratta quindi di un modello da affinare, sviluppare e portare anche in altri contesti».