TUTTI AL MARE

Arriva l’estate, tutto bene: costa balneabile e fogne in mare

L’Arta continua a certificare dati positivi ma gli scoli sono all’ordine del giorno (di pioggia)

Redazione PdN

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PESCARA. I fatti sono due: l’Arta continua a certificare ottimi dati sulla balneazione del litorale di Pescara e Montesilvano anche in quei tratti «storicamente» inquinati tanto da essere vietati alla balneazione nella recente delibera di giunta.

L’altro fatto è che i liquami e le fogne continuano a finire in mare ad ogni giorno di pioggia.

Certo la progressiva scarsità di pioggia che anticipa l’estate potrà limitare gli scoli diretti nel mare e nel fiume e, dunque, può darsi che anche per questo il mare risulti più pulito e dunque balneabile.

In attesa, però, della desertificazione e dell’africanizzazione della costa adriatica (peraltro non prevista) sono stati avviate le procedure per la costruzione di nuovi depuratori per diverse decine di milioni che promettono di risolvere il problema alla radice.

Nel frattempo la fogna finisce in mare. Da 30 anni.

Giovedì 25 maggio a Montesilvano (dove l’amministrazione comunale ormai settimanalmente parla di mare eccellente anche alla foce di un fiume «storicamente» tra i più inquinati) si sono registrati imponenti sversamenti di liquami e ‘acque nere’, di nome e di fatto.

Per esempio nella zona dello sfioro del collettore fognario rivierasco all'altezza di via Finlandia.

Acqua putrida e puzzolente, limo nero lasciato sulla sabbia, schiuma, un profondo solco e acqua che ruscella: il tutto dopo la pioggia dei due giorni precedenti.

Mentre di fianco i balneatori erano al lavoro per allestire la nuova stagione balneare e gli ombrelloni.

In questo caso rimangono aperti tutti gli interrogativi di sempre: Montesilvano imiterà Pescara con i divieti di balneazione preventivi e di buon senso?

Sono segnalati tutti i punti di sfioro e di scolo delle fogne? Come si concilia tanta enfasi nel dichiarare «eccellente» un mare che accoglie così frequentemente la fogna?

 

 

 

 

Anche a Pescara situazione fotocopia: l’Arta certifica mare balneabile mentre dopo ogni pioggia metri cubi di fogna si diluiscono in fiume e mare.

 

 

Tra il 20 e il 21 maggio, le poche gocce di pioggia cadute sulla città hanno determinato ben 22 ore di sversamenti di liquami nel fiume, senza passare attraverso il depuratore. Sversamento necessario, a detta della nuova ditta che gestisce l’impianto, per non mandare in tilt la struttura a fronte di un afflusso maggiore di liquami.

«E, tutto come da copione, quei liquami sono finiti direttamente nel mare, e il sindaco Alessandrini non ha ritenuto necessario informare la popolazione», denuncia Armando Foschi della associazione ‘Pescara Mi Piace’ «né assumere qualunque provvedimento di tutela, pur sapendo che, nell’occasione, l’Arta ha effettuato i campionamenti riscontrando valori di 6.400 escherichiacoli a monte dello scarico del depuratore, ossia 12 volte superiori al normale. Anzi, sindaco e giunta si sono affrettati a far togliere i divieti di balneazione su Fosso Vallelunga, sulla base di esami fatti, ovviamente, prima degli ultimi sversamenti».

 

 

Secondo i dati diffusi da Foschi il bypass nei pressi del depuratore è stato aperto sabato 20 maggio alle 15.15 e ha continuato a scaricare, ininterrottamente, sino alle 13.40 di domenica 21 maggio, dunque per 22 ore.

 

E poi c’è il capitolo “onestà intellettuale” (che comprende l’obbligo per ogni amministrazione di fornire informazioni corrette e non parziali) e trasparenza.

«Ovviamente su tutto l’episodio è sceso un vergognoso silenzio», dice Foschi, «mette i brividi pensare alla stagione estiva che ci aspetta, la terza consecutiva in cui andremo avanti con il balletto dei dati sulla balneazione, dati che ovviamente dovremo andare a cercarci da soli, visto il silenzio che il sindaco Alessandrini ha scelto dal 2015 di far scendere sul problema. Sono giorni che leggiamo comunicati con cui il sindaco annuncia la firma delle ordinanze per togliere i divieti di balneazione, lanciando messaggi allettanti ai turisti affinchè vengano sulle spiagge di Pescara a trascorrere le vacanze estive. E si dirà che la notizia degli sversamenti è stata tenuta riservata proprio per non ‘rovinare l’immagine di Pescara’, della sua spiaggia, e non interrompere il flusso delle prenotazioni nelle concessioni balneari. Purtroppo il sindaco Alessandrini – ha aggiunto Foschi – finge di non capire che l’immagine di Pescara l’ha demolita lui stesso dall’estate 2015, quando ha permesso a migliaia di turisti di farsi il bagno in un mare in cui si erano scaricati 30milioni di litri di liquami in appena 17 ore. E continua a demolire l’immagine e l’economia della città ogni qualvolta non informa la popolazione circa i problemi che si verificano nel mare e nel fiume, di fatto cancellando ogni possibile fiducia nella città da parte di residenti e non. Ovviamente – ha informato Foschi – anche quest’ultimo episodio registrato il 20 e 21 maggio entrerà a far parte del faldone degli esposti inviati in Procura».

 

In effetti da tempo la politica ha capito che ci sono due modi per risolvere tutti i problemi: il primo è risolverli; il secondo è non farlo conoscere.

 

In Abruzzo si preferisce di sovente il secondo e ben più facile metodo.