PROTEZIONE CIVILE?

Rischio terremoto, ecco la lettera che spaventa i sindaci

La protezione civile regionale scarica tutte le incombenze sugli amministratori pubblici

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

24630

 

ABRUZZO. L’allarme è partito dalla Commissioni grandi rischi lo scorso 20 gennaio e con il passare dei giorni quell’allarme è passato di mano in mano o meglio di pec in pec: protezione civile nazionale, Regione,  sindaci.

Eccoli gli amministratori comunali abruzzesi, quelli che sono rimasti con il cerino in mano e dovranno vedere come cavarsela, da dove tirare fuori i soldi (che non ci sono) per le verifiche degli edifici e per tutte quelle altre incombenze che certifichino l’assenza di rischi per i cittadini.

La Regione ha già fatto sapere che sono loro a dover agire e qualcuno spera che tra qualche settimana piovano dall’altro un po’ di milioni. Altrimenti non ci sono speranze, le risorse scarseggiano.

Tutto è cominciato dopo le 4 forti scosse che il 18 gennaio sono state registrate tra i comuni di Montereale, Capitignano e Campotosto e hanno fatto tremare tutto il centro Italia: il 20 gennaio Fabrizio Curcio, responsabile della Protezione Civile Nazionale, ha riunito la Commissione Grandi Rischi per valutare la situazione dei territori di Abruzzo, Lazio e Marche.

Da quella riunione è venuto fuori l’ormai famoso allarme inerente le possibili conseguenze di un forte terremoto sulla faglia che corre sotto la diga di Campotosto.

La Commissione Grandi Rischi ha chiesto di mantenere alta l'attenzione.


La Protezione Civile nazionale il 21, via pec, ha inoltrato il contenuto del verbale, in sintesi, alle tre  Regioni interessate, prefetture, sindaci, ministeri con l’invito ad attivare tutte le misure utili a monitorare la situazione e prevenire possibili danni.

Insomma come a dire, questo avviso vi riguarda tutti.

Il 22 gennaio, dunque il giorno seguente, che fa il Centro operativo regionale della Protezione civile?

Invia il verbale ai sindaci abruzzesi (che già avevano ricevuto la pec di Curcio), alle Province, all’Enel, alle tre Università, alle Asl e all’ufficio regionale scolastico invitando tutti «a porre in essere tutte le azioni strutturali e non strutturali previste dalla legge ….» eccetera, eccetera.

Le firme in calce sono quelle del direttore vicario Emidio Primavera e il dirigente Antonio Iovino. 

 Insomma, un bel ‘dovete pensarci voi’, rivolto ai sindaci, alle Asl, all'ufficio scolastico e alle tre Università della regione.

Alcuni sindaci si sono accorti del ‘giochetto’ e soprattutto si sono resi conto  di essere rimasti col famoso cerino in mano. Lo ha detto senza mezzi termini il sindaco di Teramo Brucchi che per tutta risposta ha chiuso le scuole fino a sabato prossimo in attesa delle verifiche.

A differenza del primo cittadino teramano che punta il dito contro la Commissione Grandi Rischi, il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, se la prende con la Protezione civile regionale che con la lettera firmata da Primavera e Iovino, dice l’esponente forzista, si sarebbe garantita un salvavita in caso di terremoto e danni.

«La Protezione civile regionale ha dato il peggio di sé», attacca Sospiri, «scaricando sui singoli sindaci l’onere di adottare le misure ‘strutturali e non strutturali’ per scongiurare i danni derivanti da una possibile scossa, e questo solo per avere una lettera depositata al protocollo e da sbandierare pilatescamente nel caso dovesse effettivamente verificarsi un evento sismico dannoso, dunque avere in mano un documento per dire ‘io l’avevo detto, erano i sindaci a dover impedire le tragedie’». Secondo Sospiri questa posizione «è vergognosa e assurda» anche perché se la Regione Abruzzo, che gestisce un bilancio milionario, non ha strumenti di difesa, con quali mezzi e risorse i piccoli Comuni dovrebbero fronteggiare l’emergenza paventata?

«Ma veramente è pensabile che ogni singolo sindaco inizi a fare, con le proprie risorse risicate, le verifiche di resistenza sismica di ogni singolo edificio esistente sul proprio territorio?», domanda un furioso Sospiri.

«Quella lettera rappresenta uno scaricabarile intollerabile: a questo punto ci chiediamo quale sia il ruolo e il compito della Protezione civile regionale e del presidente di Regione che rinuncia alle proprie prerogative e abbandona i sindaci in mezzo a una simile possibile emergenza è un Governatore che non può continuare a rappresentare l’Abruzzo, ma, anch’egli, deve dimettersi immediatamente».


La questione non è di poco conto e con la tragedia di Rigopiano che grida ancora vendetta si rischia di vedere, in caso di terremoto, la solita situazione di responsabilità che scivolano da una parte all’altra. Quell’odioso 'non si è fatto niente perché non c’erano i soldi'. Come per la turbina rotta da riparare. Come per il piano valanghe da 80 mila euro. 80 mila euro introvabili.


a.l.