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HOTEL RIGOPIANO, 7° GIORNO SENZA SPERANZE

Redazione PdN

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RIGOPIANO. Quel che tutti temevano è diventato realtà: l'hotel Rigopiano è ormai soltanto una tomba. In quel groviglio di neve, tronchi d'albero e cemento sbriciolato che era il resort a quattro stelle, ci sono soltanto morti. Certo, nessuno dice ufficialmente che non c'è più alcuna possibilità di trovare vivo chi ancora manca all'appello; ma gli sguardi e le parole a mezza bocca di tutti coloro che scendono dalla montagna valgono molto di più: «è follia solo pensarlo, che qualcuno possa essersi salvato».

Che il vento fosse purtroppo girato definitivamente al peggio, lo si è compreso già nella tarda serata di lunedì, quando i vigili del fuoco sono riusciti finalmente a bucare il muro che separava la parte già controllata dell'hotel dalle cucine e dalla zona bar. Speravano che dietro a quel muro di cemento armato spesso 80 cm la furia della valanga avesse risparmiato almeno qualcosa. Una stanza, un angolo dove le persone rimaste intrappolate avessero potuto trovare riparo. In fondo è quel che è successo per i bimbi nella sala biliardo e per i sopravvissuti nella hall, vicino al camino.

Ma non è andata così: «Dietro quel muro - spiegano - c'è un ammasso di neve ghiacciata e compatta, tronchi d'albero, fango, detriti della frana e pezzi di cemento. Tutto frullato insieme. Mai vista una cosa simile. L'unica cosa che ci possiamo augurare, a questo punto, è che siano tutti lì e che li troviamo prima possibile».

Da là dentro, lunedì sera,hanno estratto solo corpi senza vita. Dopo una lunga pausa densa di angoscia e speranza in venti ore i soccorritori al 6° giorno hanno recuperato altri nove cadaveri, cinque uomini e quattro donne.

Alcuni di loro devono ancora essere identificati nonostante alcune fughe in avanti di alcuni giornali che da giorni danno già per certa la morte per esempio di Faye Dame, l’extracomunitario che lavorava in hotel anche se non ci sono ancora conferme ufficiali.

Con lui le persone presenti il 18 gennaio 2017 all’hotel Rigopiano erano 40: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso.

Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all'esterno dell'albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all'alba di giovedì 19 gennaio scorso. Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì 20 e l'alba di sabato 21 gennaio scorsi, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone.

Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.



LE VITTIME

Le vittime al momento estratte sono invece 18: 10 uomini e 8 donne. Di queste ne sono state identificate 11: Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, il maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D'Angelo, l'estetista Linda Salzetta, Barbara Nobilio, e ieri in tarda serata sono state confermate le identificazioni anche di Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vanarielli, Pietro Di Pietro e l'amministratore dell' hotel Roberto Del Rosso. E ci sono ancora 11 dispersi (qui tutti i nomi in continuo aggiornamento).


«Si va avanti, dobbiamo terminare il lavoro - dice il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio -. E' un lavoro complicato e lo sapevamo fin dall'inizio, ma andiamo avanti».

Parole ribadite da Luigi D'Angelo, il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile al centro di coordinamento dei soccorsi a Penne.

«Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno» sotto le macerie o sotto la neve.

«Stiamo scavando nel cuore della struttura e dobbiamo continuare a cercare fino alla fine».

Sia Curcio sia D'Angelo sorvolano sul fatto che le ricerche, ormai, sono concentrare sui morti, anziché sui vivi. Ma anche in questo caso le parole servono a poco davanti alle immagini che i soccorritori continuano a girare dove una volta c'era l'hotel.

L'unica possibilità che qualcuno sia potuto sopravvivere, infatti, era riposta nell'integrità dei locali al piano terra: dei tre piani che formavano il corpo principale dell'hotel, quello dove c'erano le camere degli ospiti, non è rimasto più nulla. Il tetto spiovente, crollato dopo esser stato travolto dalla valanga, ha schiacciato completamente tutti e tre i piani.

La sensazione di tutti, dunque, è che si stia davvero arrivando alla parola fine. Diversi volontari del soccorso alpino e della Guardia di Finanza hanno già iniziato a smobilitare e lassù sulla montagna si procede alla rimozione delle macerie e della neve con le ruspe.

Ma fin quando l'ultimo corpo non sarà restituito ai familiari, nessuno abbandonerà mai quell'albergo maledetto.

ORE 7.20 . TROVATI ALTRI TRE CORPI SENZA VITA

I vigili del fuoco hanno recuperato nella notte all'interno della struttura tre corpi senza vita, non ancora identificati, due di sesso femminile e uno di sesso maschile. E' di 21 il numero delle vittime e di 8 il numero dei dispersi. E' quanto si legge in una nota diffusa dalla prefettura di Pescara.

ORE 9.50 . ESTRATTI ALTRI DUE CADAVERI

Altri due corpi sono stati estratti dalle macerie dell'hotel Rigopiano. Si tratta dei corpi di un uomo e una donna. Il bilancio ufficiale delle vittime sale così a 23, mentre sono ancora 6 i dispersi.



ORE 10.30 A LORETO I FUNERALI DEI DI CARLO, EDOARDO IN PRIMA FILA
In un Palatenda gremito da centinaia di persone inizieranno tra poco a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, i funerali religiosi di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, e Nadia Acconciamessa, 47 anni.
In prima fila il figlio della coppia, Edoardo, di 8 anni, scampato alla sciagura e fino a ieri ricoverato all'ospedale di Pescara. Accanto a lui i parenti, tra cui il fratello Riccardo poco piu' che ventenne, al quale il bambino dovrebbe venire ora affidato. C'é anche l'altro fratello, Tra le due bare di legno marrone una foto dei Di Carlo abbracciati e sorridenti. Loreto Aprutina, poche migliaia di abitanti, piange da ieri quattro vittime, dopo il riconoscimento del corpo di Piero Di Pietro, che era tra i dispersi del Rigopiano. Si va ad aggiungere tra le vittime alla moglie Barbara Nobilio. Le due coppie erano amiche ed erano andate assieme in vacanza all'albergo sul Gran Sasso.


ORE 10.40 . RECUPERATO CORPO DI UNA DONNA

E' stato recuperato il corpo senza vita di una donna. Le vittime salgono a 24 mentre i dispersi sono 5.


ORE 11.15 CI SONO 15 CORPI ALL’OBITORIO
Sono 15 i corpi recuperati dai resti dell'hotel Rigopiano e attualmente all'obitorio dell'ospedale di Pescara. A questi si aggiungono le cinque salme già restituite alle famiglie, per un totale di 20, sulle 24 vittime estratte dalle macerie. Sono in corso gli accertamenti medico legali e le procedure di identificazione; poi la delicata fase della comunicazione ai familiari e del riconoscimento. I corpi recuperati nelle ultime ore o in corso di recupero dovrebbero arrivare in giornata in obitorio.


ORE 11.44 FUNERALI DI CARLO: «UNA CAPPA SU DI NOI»

«In questi giorni tutta questa zona e' addolorata, c'e' come una cappa sopra di noi», ha detto don Andrea Di Michele durante l'omelia per i coniugi De Carlo ricordando le altre due vittime della cittadina pescarese e tutti i morti della sciagura. Alla messa hanno preso parte tra gli altri il governatore dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso, il prefetto di Pescara Francesco Provolo, i sindaci di Pescara e di Loreto Aprutina. Telecamere tv e fotografi non sono stati fatti entrare.

Si è registrato anche qualche momento di tensione alla fine del funerale. Quando le due bare stavano per essere caricate sui carri funebri e operatori tv e fotografi stavano riprendendo e scattando, parenti e amici dei defunti hanno protestato. «Andate via, un po' di rispetto», ha detto una donna. Il figlio maggiore della coppia vittima della valanga all'hotel Rigopiano, Riccardo, si e' avvicinato indignato a un cameraman, ma e' stato tenuto a freno. Le troupe si sono poi allontanate di qualche metro e il corteo funebre e' partito in direzione del cimitero, seguito a piedi per un breve tratto in discesa da centinaia di persone.        
              

ORE 12.27  IN OSPEDALE PESCARA UN SOLO RICOVERATO, STA BENE  

Tutte le persone rimaste ferite nella tragedia di Rigopiano sono state dimesse dall'ospedale di Pescara fatta eccezione per un solo paziente che e' ricoverato presso l'Unita' Operativa di Ortopedia. Si tratta di Giampalo Matrone, di Monterotondo (Roma), sottoposto ad un intervento chirurgico ad un braccio. La Asl fa sapere che le sue condizioni continuano ad essere buone. Non e' stata ancora stabilita la data delle dimissioni . Sono transitate presso l'obitorio del presidio ospedaliero di Pescara cinque salme, gia' restituite alle famiglie. In questo momento sono presenti sedici salme.                      



ORE 12:43 FUNERALI VAGNARELLI SABATO A CASTIGNANO

I funerali di Marco Vagnarelli, 44 anni, una delle vittime dell'Hotel Rigopiano, travolto da una slavina, si dovrebbero svolgere sabato 28 gennaio, alle 10:30 nella chiesa di Sant'Egidio a Castignano (Ascoli Piceno), suo paese di origine. Lo ha detto all'Ansa Fulvio Vagnarelli, fratello di Marco, troppo provato in questo momento per rilasciare altre dichiarazioni. Al momento non si sa ancora nulla invece sul funerale della sua compagna Paola Tomassini, di 46 anni, che anche lei figura nell'elenco delle vittime identificate, originaria di Montalto Marche (Ascoli Piceno), ma residente a Pedaso (Fermo). Marco Vagnarelli e Paola Tomassini sarebbero dovuti ripartire mercoledì mattina 18 gennaio dall'Hotel Rigopiano. L'ultimo contatto di Vagnarelli con i familiari risale alle 16:30 di quel giorno: in un messaggio al nipote aveva detto che stava rientrando in hotel, dove il telefono non prendeva. Durante la giornata aveva informato via WhatsApp il fratello dei ritardi nella partenza per colpa delle neve, in attesa che fosse liberata la strada.

ORE 15.33 . ANCHE D’ANGELO MORTO ASSIDERATO

Gabriele D'Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano. Lo ha stabilito l'autopsia a cui è stato sottoposto, secondo quanto riferisce il medico legale di parte Domenico Angelucci. «Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali - spiega il medico -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato», riferisce il medico di parte della famiglia D'Angelo.

ORE 16.50 RECUPERATO UN ALTRO CORPO

I Vigili del fuoco hanno recuperato all'interno dell'hotel Rigopiano un corpo senza vita, non ancora identificato, di sesso femminile. Sale così a 25 il numero delle vittime recuperate, mentre sono 4 i dispersi.


ORE 20. ALRTI DUE CORPI RECUPERATI

In serata il macabro bilancio conta altri due corpi recuperati. si tratta di un uomo e di una donna. I morti salgono a 27 ed i dispersi rimangono solo due.