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Valanga su Hotel Rigopiano, cresce il dramma: «albergo spazzato via, non esiste più»

Aperta inchiesta per omicidio colposo

Redazione PdN

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FARINDOLA. «L’Albergo non esiste più. E’ completamente distrutto. Ne è rimasto solo un pezzettino. Ci sono materassi a centinaia di metri dalla struttura».
E’ drammatico lo scenario che verso mezzogiorno si è parato davanti ai soccorritori arrivati sul piazzale del Resort di Lusso Hotel Rigopiano, il quattro stelle spazzato via da una valanga ieri pomeriggio.
Continuano le ricerche delle persone rimaste sepolte: nella struttura c'erano 22 turisti, fra i quali alcuni bambini e 7 dipendenti. L’allarme era stato dato via Whatsapp, 'albergo sommerso da neve'. Al momento e' stato estratto il corpo di una prima vittima del quale non si conosce il nome.
Per raggiungere il resort a quattro stelle di Farindola, in provincia di Pescara, a quota 1.200 metri, il Soccorso Alpino, il primo ad arrivare alle quattro del mattino, ha dovuto usare gli sci. Impossibile invece procedere per i mezzi che si sono trovati la strada sbarrata da altre valanghe e alberi caduti. I soccorritori con la colonna dei mezzi sono adesso arrivati intorno a mezzogiorno e sono riusciti a far ripartire la turbina spazzaneve rimasta senza gasolio, grazie ai vigili del fuoco che a piedi, nella neve, hanno portato le taniche con il gasolio.
L'obiettivo dei soccorritori è quello di liberare dalla neve una vasta area per i tanti mezzi che stanno confluendo verso l'hotel, per raggiungere più velocemente la struttura. L'Hotel Rigopiano è completamente sommerso dalla neve e dagli alberi trascinati dalla valanga. La massa di neve e detriti ha investito in pieno la struttura da monte, lasciando scoperta soltanto una piccola parte verso valle, da dove sono entrati i soccorritori.


«ALBERGO SPAZZATO VIA»

«La situazione è drammatica, l'albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto» hanno riferito i vigili del fuoco.
«Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti - hanno aggiunto - che hanno sommerso l'area dove si trovava l'albergo».
«Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura», ha riferito Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco.
Unità cinofile dei vigili del fuoco sono in azione all'hotel Rigopiano, ma al momento non si sente nulla. E' quanto riferiscono i soccorritori dei vigili del fuoco. C'è un'area privilegiata all'interno della struttura alberghiera dove si stanno facendo le ricerche, ma la zona di interesse è molto più ampia, si sviluppa per centinaia di metri, e percorre tutta la massa della valanga.



APERTA UNA INDAGINE

Intanto la procura di Pescara ha aperto un'indagine. L’ipotesi è quella di omicidio colposo.
E se la Prefettura di Pescara ha deciso che non diffonderà notizie su morti e feriti (al momento le notizie ufficiali parlano di due persone tratte in salvo e una persona deceduta) stanno circolando i nomi dei dispersi.
Come la coppia di Castel Frentano (Chieti) composta da Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri. La coppia era giunta in hotel domenica pomeriggio per ripartire martedì sera ma, a seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche, hanno deciso di trattenersi fino a ieri, mercoledì. I figli della coppia, unitamente ad altri famigliari, sono già in viaggio verso Penne al centro di coordinamento per avere notizie certe sulla sorte degli scomparsi. «Siamo tutti in apprensione, speriamo che questa storia finisca bene, dice il sindaco di Castel Frentano - Gabriele D'Angelo - per il momento non abbiamo notizie e siamo tutti appesi a un filo di speranza. La coppia era molto nota per la loro lunga attività professionale ed era fortemente inserita nel tessuto sociale del paese».

Di Marco Vagnarelli e Paola Tomassini - questi i nomi dei due giovani Castignano dispersi all'hotel Rigopiano a Farindola, i familiari non hanno notizie da ieri pomeriggio. I due si trovavano nella località abruzzese per una vacanza di due giorni e stavano per ripartire alla volta del Piceno. Vagnarelli è un dipendente dell'Ariston, mentre la compagna, originaria di Montalto Marche, lavora per la società Autogrill. La coppia, in base alle esigenze lavorative, si divideva fra Castignano, paese d'origine di Marco, e Pedaso (Fermo).



ORE 14.07 RECUPERATI ALTRI DUE CORPI
Altri due corpi, dopo quello recuperato stamattina, sono stati estratti dalle macerie dell'hotel Rigopiano. Lo apprende l’Ansa da fonti dei Carabinieri secondo le quali un'altra persona sarebbe stata individuata ma non ancora recuperata. Al momento non ci sono conferme ufficiali



ORE 14.15 GEOLOGO: ENORME COLATA DI DETRITI
E' stata un'enorme 'colata di detriti' a travolgere l'hotel Rigopiano. E' un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocità notevoli sotto la pressione della neve abbondante, dalla debolezza del terreno. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia. E' la ricostruzione del geologo Gian Gabriele Ori, dell'università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti.
La forza della colata di detriti è stata tale da travolgere anche il bosco che si trovava dietro l'hotel. «Di solito - ha osservato l'esperto - i boschi resistono a slavine e valanghe» ma quello che ha travolto l'hotel è stato qualcosa di molto più violento. Sotto la pressione di almeno tre metri di neve, accumulata nei giorni scorsi anche a causa del vento, il terreno indebolito dalle piogge ha ceduto e ha cominciato a scivolare portando con sé rocce e detriti. «Il terremoto - ha osservato Ori - è stata la miccia che ha innescato il fenomeno» anche se al momento non ci sono elementi per stabilire quale delle forti scosse avvenute in mattina abbia provocato il disastro. «Probabilmente tutto è iniziato come una slavina», ossia con il distacco di una massa di neve, che cadendo ha raccolto rocce e alberi, cominciando a scorrere su una superficie debole. Ad aumentare progressivamente la velocità ha contribuito la neve, che ha agito come un lubrificante. «In questo modo - ha spiegato ancora Ori - la slavina si è caricata di roccia, trasformandosi in un enorme flusso di detriti che, a grande velocità, ha travolto il bosco e poi l'albergo con una potenza distruttiva».




ORE 14.24 COPPIA MARCHIGIANA AVEVA RITARDATO PARTENZA
«L'ultimo contatto con Marco risale alle 16:30 di ieri pomeriggio e ancora la slavina non era venuta giu': poi piu' nulla». A parlare e' Fulvio Vagnarelli, fratello di Marco Vagnarelli, disperso insieme alla compagna Paola Tomassini.
«Ci siamo messaggiati su WhatsApp, mi ha scritto che stavano per ripartire, ma c'erano ritardi per via della neve. C'erano dieci auto in fila e stavano aspettando che fosse liberata la strada' racconta Fulvio Vagnarelli all'ANSA. Una vacanza di due giorni per la coppia di Castignano (Ascoli Piceno). «Si', un viaggio breve che era finito e stavano ripartendo. Dovevano andar via al mattino ma a causa del maltempo che bloccava la strada sono dovuti rimanere, fermandosi anche a pranzo. Si era impaurito per la scosse di terremoto, ma non per il maltempo. L'ultimo messaggio mio fratello lo ha mandato a mio figlio - riferisce ancora Fulvio Vagnarelli -. Lo ha avvisato che, visto che non riuscivano ancora a ripartire, rientrava in hotel e che dentro il telefono non prendeva. Da quel momento non abbiamo piu' notizie di Marco e Paola».



ORE 14.50 «HO VISTO LA MONTAGNA CADERE»
«Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall'albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l'hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all'edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell'albergo ricoperto dalla neve».
Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della valanga sull'hotel Rigopiano, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto.
«Ho provato a entrare dentro - dice ancora Parete - ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell'albergo e insieme abbiamo lanciato l'allarme. Dall'interno dell'hotel non ho sentito alcun rumore o movimento».



ORE 14.51 «I SOCCORSI NON MI HANNO CREDUTO»
Le agenzie di stampa ricostruiscono invece un’altra parte del racconto di Marcella, ovvero il suo primo contatto con i soccorritori che non gli avrebbero creduto e dunque la macchina si sarebbe messa in moto in ritardo.
Alle 17.30 «ho ricevuto una telefonata dal mio cuoco (Parete, ndr) tramite Whatsapp che era lì in vacanza con la moglie e i bambini di 6 e 8 anni. Mi ha detto: ‘è venuta una valanga l'albergo non c'è più, sparito, sepolto. Noi siamo in due, qua fuori, chiama i soccorsi, chiama tutti’.
«Io tramite la polizia riesco a mettermi in contatto con il centro di coordinamento della prefettura. La signora mi risponde in maniera "particolare": "Guardi ho chiamato due ore fa l'albergo ed era tutto a posto"». A quel punto Quintino spiega di aver detto che il suo cuoco non scherzava, che era serio, ma «lei non ha voluto prendere sul serio la mia versione».
Disperato, il ristoratore chiama «118, 112, 115... ho impazzito il mondo» dice esprimendosi in maniera concitata. Solo alle 20 gli credono e scatta la macchina dei soccorsi. «Dopo mi hanno creduto. Mi hanno fatto le domande. Io sentivo il mio amico via messaggi...continuava a dire aiuto e che "gli altri sono tutti morti", ma io non so se è vero". Mi ha detto "ho perso tutto. Mi auguro che Gesù sia grande e li ritrovino vivi"». E infine dice: «Purtroppo la macchina dei soccorsi è partita con due ore di ritardo. A Giampiero dicevo che stavamo arrivando, non pensavo ci fossero tutte queste difficoltà».


ORE 15.43 SONO 35 LE PERSONE NELL’HOTEL
Sarebbero 35 le persone presenti all'interno dell'Hotel. «Le persone registrate in Questura ufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e sette dipendenti - spiega il sottosegretario regionale, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne -. Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo».


ORE 17.39 PEZZOPANE ANNUNCIA E SMENTISCE IL RECUPERO DI TRE PERSONE VIVE 

Secondo la testimonianza della Senatrice Stefania Pezzopane che si è collegata in diretta con Pomeriggio 5, 3 persone sarebbero state estratte vive dalla macerie.

Si tratta di altre 3 persone rispetto alle 2 già salvate questa mattina e che si trovavano in macchina. La senatrice conferma che la notizia è certa e arriva dai soccorritori.

I medici dell'ospedale di Pescara hanno cercato conferma alla notizia ma è arrivata una secca smentita. Ed infatti poco dopo anche la senatrice del pd ha dovuto fare una marcia indietro: le persone estratte sono morte e sono in totale 4. Pezzopane si è giustificata spiegando che c'è stata una «sovrapposizione di notizie».


ORE 17.40 CANTANTE DEL VOLO: «IO SCAMPATO»

Gianluca Ginoble è sotto choc, «dovevo essere all'hotel Rigopiano in questi giorni. Sono scampato per miracolo alla tragedia ma sono disperato per quello che è accaduto e per i morti, era un posto meraviglioso e Roberto il proprietario un mio caro amico». All'ANSA da' la sua testimonianza il cantante de Il Volo, che abita a Roseto Degli Abruzzi e proprio lì l'architetto proprietario dell'albergo sarebbe dovuto andarlo a prendere martedì mattina , 16 gennaio, per portarlo a Rigopiano per qualche giorno di relax.



ORE 17.50.  IL "MIRACOLATO"?

«Sono un miracolato». Questo il primo pensiero di Luca Marzucca appena e' venuto a sapere della valanga di neve e detriti che ha travolto ieri l'hotel Rigopiano nel comune di Farindola.
«Sono scioccato, non riesco a crederci - racconta il giovane all'Agi - Io sono andato via martedi', la strada inizialmente era chiusa. Verso le 16 e' arrivato uno spazzaneve e ci ha scortati fino a Penne. Con me altre 5/6 macchine con non piu' di 13 persone a bordo. Quando ho lasciato il resort, la situazione era tranquilla, tutto era ancora funzionante e nulla lasciava presagire una sciagura del genere. Il gestore della struttura era sereni 'siamo abituati alla neve, non ci spaventa' mi aveva detto prima di salutarmi».
Mentre si continua a scavare, nella speranza di trovare altri superstiti della slavina, conseguenza delle bufere e delle scosse di terremoto che hanno colpito il cuore del Paese, Luca si dice preoccupato per due suoi compaesani che «proprio martedi' hanno deciso di prolungare di una notte il soggiorno al Rigopiano». «Si tratta di una coppia di 50enni - spiega il ragazzo - Luciano Caporale e Silvana Angelucci, hanno 2 figli giovani (25 il piu' grande, 20 il minore) che li aspettano con ansia e paura».

 18:09 TRA DISPERSI GIOVANE NATO IN CAMPANIA

Forte preoccupazione nel Salernitano per le sorti di un 27enne che in passato risiedeva con la famiglia a Valva (Salerno): il giovane, Stefano Feniello, era in vacanza nell'hotel Rigopiano. Il sindaco, Vito Falcone, è in contatto con le prefetture di Pescara e di Salerno in attesa di notizie. Il giovane, secondo quanto si è appreso, era nell'hotel dove ieri ha festeggiato assieme alla fidanzata il compleanno. Nato ad Oliveto Citra (Salerno) ha vissuto a Valva sino all'adolescenza per poi trasferirsi con la famiglia a Silvi Marina (Teramo).


18:25 C'ERANO 4 BAMBINI

 I bambini presenti all'Hotel Rigopiano erano quattro. Lo dice a Radio 24 il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta: «24 ospiti, di cui quattro bambini» dice riferendosi alle persone ospiti dell'albergo travolto dalla slavina.


18.30 MANUTENTORE ERA IN LOCALE CALDAIA

Il manutentore dell'Hotel Rigopiano, un ragazzo di una trentina d'anni, si è salvato perché al momento dell'arrivo della slavina era nel locale caldaia di cemento armato. Lo racconta a Radio 24 il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. «Ci ho parlato anche stamattina, ha detto che non si è accorto di nulla. È stato un brevissimo lasso di tempo silenzioso. Si è trovato travolto all'interno del locale caldaia che è un vano in cemento armato che l'ha protetto da tutto. Immediatamente liberatosi ha provato a cercare aiuto e a sentire se ci fossero voci. Ha trovato solo l'altra persona che era in difficoltà come lui».


18:35 «SPERANZE SI RIDUCONO»

«Le speranze di trovare persone in vita si riducono di ora in ora. In questo momento mi sento solo di abbracciare i familiari dei dispersi». Cosi' il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, dopo essere stato per diverse ore nella zona dell'albergo. «E' uno scenario tragico, c'è una grandissima frana che si è staccata dai 2.400 metri del monte Siella».


18.40 TRE LE VITTIME ACCERTATE

 Sono tre le vittime della slavina che ha colpito l'Hotel Rigopiano trasportate in elicottero all'aeroporto d'Abruzzo per essere poi trasferite in ospedale. «Due delle vittime sono giovani - ha detto Alberto Albani, direttore del Pronto Soccorso dell'ospedale di Pescara - e sono gia' arrivate in obitorio. La terza e' in arrivo». Per quanto riguarda uno dei ragazzi, Albani ha aggiunto che «il medico legale Ildo Polidoro ha gia' provveduto all'ispezione cadaverica. Man mano le salme verranno composte nella camera ardente. Al momento non risultano notizie di persone sopravvissute».

Una delle vittime e' gia' stata identificata. «Stiamo comunque sperando - ha aggiunto Albani -. Si sta scavando e siamo ancora tutti attivi anche come 118. Abbiamo allestito una task force legata proprio alle maxi emergenze con personale medico, infermieristico e ausiliario. C'e' anche una task force, formata da medico, infermiere e due psicologhe, che sta assistendo i parenti»


19:02 SALE A 7 NUMERO DISPERSI DELLE MARCHE

Domenico Di Michelangelo, che figura tra i dispersi dell'Hotel Rigopiano, insieme alla moglie e al figlio di 7 anni, è un agente di polizia in servizio presso le Volanti del Commissariato di Osimo. La moglie Marina Serraiocco è titolare del negozio "La bomboniera di Marina" nel centro di Osimo, molto noto in città. Un altro disperso, Emanuele Bonifazi, dipendente dell'hotel, è figlio del responsabile della Protezione civile di Pioraco (Macerata), suo paese di origine, e di un'insegnante. Marco Tanda, il 25enne anche lui ospite dell'albergo insieme della fidanzata e di cui non si hanno notizie, invece è nativo di Macerata, ma vive a Roma ed è un pilota della Ryanair.


19:03 «INTERVENTO AI LIMITI DEL POSSIBILE»

«L'intervento all'hotel Rigopiano e' ai limiti del possibile. Abbiamo parlato con tutti gli operatori sul territorio e l'idea e' supportare chi sta lavorando sul posto. E' uno scenario critico, ci sono criticita' tecniche importanti e si sta lavorando per fare il possibile». Lo ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, a margine della riunione operativa avvenuta nel Palazzetto dello Sport di Penne, in provincia di Pescara.


19:38 CUOCA DISPERSA È RAGAZZA DEL CHIETINO

E' di Archi (Chieti), in Val di Sangro, la cuoca dell'Hotel Rigopiano colpito dalla slavina e che risulta tra i dispersi. La ragazza, Ilaria Di Biase, 22 anni, era da tre anni impegnata nell'attività di cuoca e aveva vinto la selezione per prestare servizio in hotel. I genitori sono immediatamente partiti per Penne (Pescara) per avere notizie della figlia al Centro coordinamento di emergenza. «Siamo tutti in grande apprensione - dice il sindaco di Archi, Mario Troilo - Speriamo che ci sia un positivo epilogo alla tragedia. Ilaria era una brava ragazza».


ORE 20.22 PREFETTURA CONFERMA SOLO DUE MORTI

Secondo le ultime informazioni diffuse da fonti istituzionali le persone presenti all’interno dell’hotel sarebbero 36.

Secondo l’ultimo conteggio le vittime sono al momento due. Due i feriti e 32 i dispersi.  



ORE 20.44 SI CONTINUERA’ A SCAVARE CON LE PALE

«Si continuera' a lavorare tutta la notte - ha detto Curcio - compatibilmente con le esigenze di sicurezza degli operatori, tenendo presente che si tratta di un'operazione molto complicata. Sono all'opera 135 persone, con piu' di 20 mezzi. Ci sono persone che stanno lavorando al limite del possibile e che stanno svolgendo il proprio compito con grande professionalita' e passione, in una situazione difficile».


ORE 22.10 «SOCCORSI DIFFICILE. ALBERGO TRASLATO»  

Le operazione di recupero delle persone sono molto difficili e lente perchè le macerie sono coperte da una coltre di neve e detriti di almeno 3 metri.

Paolo Di Quinzio del Soccorso alpino speleologico, uno dei primi ad arrivare sul posto con gli sci ha parlato di «situazione unica» e  «mai vista prima» anche perchè il posto lo conosceva bene ma con la neve e gli alberi finiti a valle si è creata una strana sensazione di disorientamento. C’è stata, dunque, difficoltà dei soccorritori nell’individuare le varie parti dell’hotel e anche sapere con precisione se anche le altre parti della struttura si siano spostate oppure no.

«E difficile capire in che parte si trovi l’albergo stesso e se nei piani sottostanti vi sia terreno o le altre parti dell’edificio»

Secondo altri soccorritori non si è capito se solo i piani superiori dell’hotel siano stati trascinati a valle di oltre 20 metri o anche i piani interrati.

Peraltro è stato confermato che alcuni letti sono stati trovati a centinaia di metri dall’edificio. Il raggio di azione di ricerca e di scavo è dunque molto più ampio.