ABRUZZESI DIMENTICATI

Assunta “Sue”, la moglie abruzzese del padrino "gentile" di Philadelphia

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

549

ABRUZZO. Assunta “Sue” Maranca la moglie del “Padrino” Angelo Bruno era abruzzese. Nata a Lanciano nel 1913 visse, per più di 40  anni, accanto ad uno dei più potenti uomini della Mafia americana.

Angelo Bruno (vero nome Angelo Annaloro) era nato a Villalba, in provincia di Caltanissetta nel 1910. Divenne uno dei più potenti uomini della Mafia americana. Fu soprannominato "il padrino gentile", per la sua innata vocazione a voler dirimere le cose, per quanto possibile, senza violenza.

Bruno fu un boss di “Cosa Nostra”, a capo della “famiglia di Philadelphia” per vent'anni.

La sera del 21 marzo 1980, Angelo Bruno mentre si trovava in automobile con il suo autista e guardaspalle John Stanfa venne assassinato a colpi di pistola da alcuni killer.

Angelo Bruno, erano i primi anni trenta, si innamorò di una dolce e bellissima ragazza abruzzese: Assunta “Sue” Maranca. La giovane era nata il 4 dicembre del 1913 a Lanciano, in provincia di Chieti, dal trentaquattrenne Augusto “Augustus” e dalla ventinovenne Maria.

Il padre di Assunta emigrò negli Stati Uniti e dopo alcuni viaggi di andata e ritorno decise che poteva finalmente portare in America l’intera famiglia.

Nel 1920 con Assunta giunsero ad “Ellis Island”, a bordo del piroscafo “America”, la mamma, due fratelli e una sorellina. Verso la fine degli anni ’20 Augusto aprì a Philadelphia un “Grocery” (drogheria-alimentari).

Non molto lontana da questa ve ne era un’altra di proprietà della famiglia siciliana Bruno. Non tardò a scoccare la scintilla d’amore tra Angelo e l’avvenente Assunta “Sue”.

Il matrimonio, celebrato nella “St. Paul's Roman Catholic Church”, fu la naturale conclusione. Angelo e Assunta ebbero due figli Michael e Jean. Nel 1963 Joe Valachi (primo collaboratore di giustizia) tra i tanti nomi di appartenenti alle “famiglie mafiose” fece quello di Angelo Bruno. Fu allora che i due, Angelo e “Sue”, decisero di lasciare, in tutta fretta, gli Stati Uniti.

Visitarono Napoli e Roma e affittarono un'elegante villa sul mare Adriatico e naturalmente Assunta volle visitare il suo Abruzzo. Parlarono della possibilità di rimanere in Italia. Ma poi alla fine del 1963 dovettero tornare negli Stati Uniti dove Angelo si consegnò alle autorità. Fu poi rilasciato dietro una lauta cauzione e poi assolto.

Nel 1970, Bruno fu imprigionato per quasi tre anni per essersi rifiutato di rispondere alle domande prima della Commissione di Stato del New Jersey. Anche durante questo periodo, come sempre aveva fatto e farà, la donna abruzzese seppe recitare con discrezione il ruolo di moglie e madre. Una curiosità: pare cheprima che il boss del crimine venisse colpito da un proiettile a morte in una macchina di fronte alla loro casa di South Philadelphia, , la mattina del 21 marzo 1980, Assunta “Sue” gli disse quasi come ultimo atto d’amore: "Sei così bello con quel tailleur blu". Il 15 luglio del 2007 Assunta “Sue” morì a Philadelphia. Nel suo necrologio i figli vollero, in ricordo della sua regione d’origine, fosse scritto: “forte e gentile”.



Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

++ TUTTE LE ALTRE STORIE DEGLI ABRUZZESI EMIGRATI E DIMENTICATI++