CASTELLI DI SABBIA

Abruzzo, che tempismo: ripascimento a luglio tra gli ombrelloni

Così è se vi pare: da nord a sud della costa abruzzese lavori a pieno ritmo

Redazione PdN

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ABRUZZO. Una volta, per volere della Capitaneria di Porto, il ripascimento era vietato nei mesi estivi: da giugno a settembre era impossibile vedere una ruspa in spiaggia.

Anche oggi, in teoria, lo è, come segnala l'ordinanza balneare 2018 del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione Abruzzo. Ma... c'è un ma: ripascimenti non consentiti  a meno di deroghe comunali.

Ma non saranno un pò troppe queste deroghe? Oggi è tutto un pullulare di pale meccaniche e getti di sabbia che si ammucchiano a due passi dagli ombrelloni ed i turisti in costume dall’altra parte della rete arancione.

Capita in Abruzzo dove l’estate del 2018 già segna il suo piccolo record: l’estate con più ripascimenti attivi in Abruzzo. E siamo appena all’inizio di luglio…

E’ tutta una questione di “urgenza” ma si sa le parole possono essere interpretate e così via a permessi speciali ed autorizzazioni per restituire sabbia alla costa erosa. Peccato che di operazioni del genere se ne sono viste a centinaia negli anni, per centinaia di milioni di euro spesi senza poter davvero recuperare un solo centimetro di spiaggia.

E poi c’è la “gran classe” di decidere di fare questi lavori invasivi nel pieno della stagione estiva, un pò come fare le pulizia di casa  durante la cena di gala più importante, mentre gli ospiti guardano stupiti...

 

A MARTINSICURO

 I lavori anti erosione - ripascimento a Martinsicuro sono terminati da pochissimi giorni.

Nella zona di Villa rosa Sud sono stati realizzati dei pennelli, solo dopo sono arrivate le ruspe per il ripascimento.

L’urgenza pare giustificata solo con la perdita dei fondi: anni persi da recuperare in pieno sole estivo e così partono le richieste di autorizzazioni per autorizzare la ditta a svolgere comunque i lavori in via del tutto eccezionale.

L’eccezione però quest’anno è la regola.  

Un’altra ditta e un altro appalto per la zona di Martinsicuro centro, anche qui lavori in tutta fretta per «recare meno disturbo ai bagnanti». 

 

AD ALBA ADRIATICA

Ad Alba Adriatica è arrivata a salvare la stagione la sabbia di Giulianova.

 «La sabbia "recuperata" dalla vagliatura operata sullo spiaggiato dell'arenile di Giulianova che noi facciamo da 8 anni, separando le necromasse dalla sabbia», ha spiegato giorni fa il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, «la sabbia viene recuperata, bene prezioso, e viene utilizzata per venire in soccorso ad altre località che sono "sprovviste" di sabbia. Auspico che la buona pratica di vagliare, separare e recuperare la sabbia, che ho voluto 8 anni addietro, diventi patrimonio di tutte la amministrazioni costiere. La sabbia per noi è come l'oro, non dobbiamo sprecarla».

Anche perchè un ripascimento spesso è pagato a peso d’oro ma dura un battito di ciglia.

E prima di veder partire i lavori ci sono voluti mesi per discutere e mettere tutti d’accordo per portare 22.200 metri cubi di sabbia.

 

A GIULIANOVA

Non si sono registrati problemi di erosione ma la sabbia è stata portata via ad Alba Adriatica per cui comunque le ruspe sono state attive.

 

A SILVI

Lo chiamano “ripascimento morbido” chissà perchè, a Silvi (zona Sud) sono arrivati appena 5000 metri cubi di sabbia presi a pochi metri da riva per riportarla più vicino agli ombrelloni gremiti.

Lavori a tutte le ore del giorno, persino domenica 1 luglio (più record di così..)

In molti si interrogano sulla sicurezza di tutta l’operazione e la necessità di attuarla con queste modalità.

L’acqua nera non induce pensieri sereni ma di sicuro i turisti non dimenticheranno questa avventura.

C’è chi propone lavori almeno in notturna per evitare disagi e brutte figure, ma le ditte pagherebbero il doppio i propri dipendenti ed i soldi per l’appalto sono fissi…

Va tutto bene speriamo che a Silvi la sabbia resti almeno fino ad agosto.

 

 

A PINETO

 I lavori di ripascimento sono iniziati il 3 luglio nella zona Nord del lungomare, in particolare nella Pineta Catucci.

Si tratta di interventi previsti da tempo e rimandati per tutelare la microfauna presente nell’area prima, e per le avverse condizioni del mare poi.

Il momento giusto è, dunque, proprio questo.

«Lavori che comunque dureranno pochi giorni limitando al minimo i disagi per i bagnanti e gli operatori turistici», dice il sindaco di Pineto.

Con i lavori si immetteranno sulla spiaggia quantitativi di sedimenti allo scopo di ricostruirne la parte erosa.

Dovrebbero terminare entro sabato 7 luglio 2018.

  

A PESCARA

C’è già stato poche settimane fa ma sempre ad estate piena e in date vietate dall'ordinanza regione. Anche qui ruspe a due passi dagli ombrelloni e la ditta Cardinale srl di Rosciano al galoppo per riuscire a terminare i vari appalti aggiudicati, tra cui anche quelli di Francavilla e Casalbordino.

Dopo le proteste però il Comune ha fermato il cantiere.



A FRANCAVILLA

Ruspe che spianano sabbia anche a Francavilla, lo scenario è lo stesso e qui l'imbarcazione che pompa la sabbia a riva lavora anche di notte 


A FOSSACESIA

La Regione stanzia oggi 50mila euro per il ripascimento a Fossacesia che si candida per aprire il cantiere in pieno agosto.

Il sindaco Di Giuseppantonio ha spiegato «avevamo più volte chiesto alla Regione di aiutarci nella risoluzione del problema, che riguarda l’intero lungomare e siamo riusciti ad ottenerlo parzialmente. In considerazione del fatto che la stagione estiva è già cominciata e che il contributo dovrà essere rendicontato entro il corrente anno, saranno previsti interventi di recupero di materiale da utilizzare per il ripascimento all’imboccatura del Porto Turistico. Il materiale sarà depositato in opportune aree e utilizzate all’occorrenza».

I lavori partono subito oppure no?

 

A CASALBORDINO

Il sindaco ha deciso di rimanere nella storia essendo il primo ad essere contro il ripascimento.   

Dopo quasi 20 anni di soldi buttai a mare, con lavori sempre inutili, anche in municipio hanno capito che si spendono soldi ma i problemi non si risolvono.

In Regione -dove gestiscono i milioni- la pensano diversamente e sono più cocciuti...

Eppure basterebbe poco per fare in modo che i burocrati ciechi  si rendessero conto della realtà: basterebbe ogni tanto fare il punto di costi e benefici proprio come si fa nelle aziende private... insomma si chiederebbe alle istituzioni pubbliche l’impossibile.

E così via al nuovo ripascimento anche a Casalbordino, anche se quelli degli anni passati sono costati milioni, non sono stati terminati, nè fatti proprio benissimo.

Sembra che non interessi a nessuno se i lavori non hanno effetti e non riducono l’erosione. L’importante sembra spendere soldi e affidare lavori.

 

CIECA IDIOZIA

Una tale idiozia amministrativa che dura da oltre un ventennio non potrà proseguire a lungo e non si potrà continuare ancora per molto a far finta di non vedere e non sapere.

Se il problema è l’erosione il ripascimento non è la soluzione ed è chiaro a tutti, persino ai balneatori.

La verità è che ci sono controllori troppo distratti e carte che probabilmente sono troppo disordinate per continuare così: chi certifica che i lavori siano fatti a regola d’arte, chi compie i collaudi e in che modo? Chi monitora che un’opera pubblica duri nel tempo?

Se la Regione costruisce un ponte che crolla un mese dopo tutti gridano allo scandalo, se invece il ripascimento svanisce dopo due mesi nessuno fiata, anzi già si programma il successivo appalto.

Intanto bisogna augurarsi amministratori più illuminati per il futuro, almeno in grado di programmare meglio per evitare “urgenze” strumentali.

L’ultima annotazione riguarda il surriscaldamento del pianeta che prevede l’innalzamento del livello dei mari (dunque l’erosione), un fenomeno globale che qui in Abruzzo si vuole arginare con qualche secchiello di sabbia.