IL NODO

Pedaggi e rincari A24-A25, fronte comune associazioni-parlamentari

Associazioni mettono sul tavolo le loro richieste

Redazione PdN

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ABRUZZO. Le associazioni abruzzesi dell'autotrasporto lanciano un appello ai parlamentari contro l'aumento pedaggi sulle autostrade A24 e A25.

L'obiettivo è fare fronte comune con senatori e deputati eletti in Abruzzo, per evitare nuovi rincari, che potrebbero scattare anche nei prossimi anni, fino alla scadenza del contratto tra lo Stato e la società concessionaria, Strada dei Parchi Spa.

Il tutto in attesa della formazione di un nuovo Governo, vero interlocutore nella partita in questione.

 

 

 

GLI AUMENTI

A partire dal 1° gennaio 2018 il prezzo dei pedaggi per percorrere le autostrade

abruzzesi A24 ed A25, in concessione a Strada dei Parchi S.p.a., ha subito un incremento percentuale del 12,89%, riprendendo una tendenza che negli ultimi anni (periodo 2010-2018) ha visto un aumento complessivo del 57,9%, nonostante crisi economica e deflazione.

L’attuale situazione delle infrastrutture che collegano Abruzzo e Lazio rende impossibile ai mezzi pesanti percorrere strade alternative (S.S. 80 del Gran Sasso d’Italia, S.S. 5 Tiburtina). Il transito di tali mezzi sulle arterie citate provocherebbe almeno due nefaste conseguenze: in primo luogo peggiorerebbe la sicurezza stradale, con gravi rischi per persone e cose derivanti dall’utilizzo di strutture non idonee al loro transito, in secondo luogo andrebbe ad aumentare notevolmente la quantità di emissioni inquinanti, con un peggioramento della qualità dell’aria

delle zone interessate. Inoltre, le recenti nevicate hanno determinato, in alcuni casi senza reali motivazioni, il blocco pressoché totale della circolazione dei mezzi pesanti sulle autostrade richiamate, causando un ulteriore danno all’attività di impresa.

 

L’INCONTRO

Stamani si è svolto un incontro a Pescara, cui hanno preso parte Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, Gabriele Sillari della Confartigianato Trasporti, Claudio Donati e Roberto Di Berardino di Assotir; Mauro Concezzi, segretario nazionale della Cna-Fita. Presenti, inoltre, Luciano D'Alfonso, Stefania Pezzopane, Camillo D'Alessandro (Pd), Nazario Pagano (Fi), Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Carmela Grippa (M5s).

Presenti amministratori locali tra i quali il sindaco di Carsoli (L'Aquila), Velia Nazzarro, e l'assessore di Avezzano Felicia Mazzocchi.

 

LE RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI

Prima del confronto vero e proprio, le associazioni - Assotir, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Sna Confartigianato - hanno presentato ai parlamentari un documento unitario con proposte e priorità.

Nel documento si chiede: riduzione selettiva degli aumenti dei pedaggi; pianificazione dei futuri aumenti; modifica delle norme che regolano il transito dei mezzi pesanti nei periodi di neve; attuazione degli interventi di messa in sicurezza e manutenzione. Dal dibattito è emersa la comune volontà di trovare una soluzione positiva alla vertenza dell'autotrasporto abruzzese.

 

LE RISPOSTE POLITICHE

Pagano ha sottolineato la necessità di «costruire un dossier con tutti i documenti del caso».

Per Colletti «occorre controllare tutte le procedure che in questi anni hanno consentito di determinare questa girandola di aumenti».

D'Alessandro, invece, ha auspicato una delibera del Cipe che «potrebbe determinare un cambio di rapporti con il concessionario».

Sottolineando la necessità di «più investimenti per la sicurezza», Pezzopane ha affermato che «i fondi delle tariffe devono andare al ministero dei Trasporti, permettendo di calmierare gli aumenti».

Vacca ha ricordato che il gruppo Toto di Strada dei Parchi guadagna sulle autostrade grazie anche all'altissima percentuale di lavori affidati in house, cioè a imprese del proprio gruppo, «anche a seguito dell'emendamento approvato nell'ultima legge di Bilancio che aumenta la percentuale di lavori affidabili senza gara solo per i concessionari autostradali. Un governo serio e coscienzioso deve tutelare innanzitutto utenti e cittadini, e non solo i concessionari. In questo caso bisogna verificare innanzitutto l'operato del concessionario e se i lavori di manutenzione previsti sono stati regolarmente eseguiti».

D'Alfonso, infine, ha ricordato che «la condizione di questo tratto autostradale è particolarmente delicata, in ragione dello scarso numero di utenti e i seri problemi di manutenzione che si trova davanti».