IL CONTROLLO

Giunta “Bignami” e delibere bricolage: così va la Regione Abruzzo

In 45 casi manca la segretaria titolare e Paolucci diventa segretario e votante

Redazione PdN

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ABRUZZO. Nell’80% delle delibere di fine anno assente il trio di assessori Di Matteo, Gerosolimo, Sclocco. Quindi in una giunta di 6 assessori più il presidente  votano in 4.

In 45 casi, inoltre, la segretaria titolare, l’avvocato Valenza, è stata sostituita dal direttore del personale e fedelissimo di D’Alfonso, Fabrizio Bernardini. In 10 delibere hanno svolto  le funzioni di segretario, «in maniera illegittima e irregolare», l’assessore Paolucci e il direttore Generale Rivera.

Forza Italia ha passato al setaccio i provvedimenti della giunta degli ultimi mesi stilando un report preciso e dettagliato che lascia intravedere diversi interrogativi. Proprio Forza Italia, inoltre, annuncia che sta ‘lavorando’ con i propri consulenti sui titoli di Rivera per ricoprire l’incarico di dg su cui c’è più di un dubbio.

 «Lo stesso Paolucci, che non potrebbe svolgere le funzioni di segretario», fanno notare i consiglieri regionali di Fi, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, «addirittura vota le delibere altrimenti mancherebbe il numero legale. Per il 2018 succede di tutto e di più: su 80 delibere manca la pubblicazione di ben 24.

Ma il vero dubbio si insinua sulle 44 delibere dove  si registra l’assenza congiunta sempre del trio Di Matteo, Gerosolimo e Slocco.

Come mai?

E qui le ragioni prettamente politiche interferiscono pesantemente con quelle amministrative. A parte le assenze (che pure dovrebbero essere un aspetto più che rilevante) emerge che gli assessori di solito assenti propongono pochissime delibere dai rispettivi assessorati il che dovrebbe dare anche una sensazione di come certe materie risultino relegate in un angolino.

Una cosa che per esempio Di Matteo ha sempre messo in luce: «da anni rimangono ferme molte delle mie proposte che non si sa perchè non vengono mai prese in considerazione o valutate in giunta».

Non si sa oppure è una chiara ritorsione del gruppo avversario (e fino a poco tempo fa dello stesso partito)  D’Alfonso-Paolucci?

Come detto non un aspetto puramente politico ma dai chiari effetti sull’ente pubblico amministrato.

  «Abbiamo delibere esclusivamente dal sapore elettorale – sottolineano Sospiri e Febbo – e lo si verifica dagli atti senza alcun fondamento legislativo che riguardano correzioni come l’atto aziendale della Asl di Pescara, approvata e recepita con dgr del 24 genanio 2018. Nello specifico D’Alfonso, per la sua campagna elettorale, decide di apportare modifiche soprattutto sugli ospedali di Popoli e Penne (dgr 59 del 2 febbraio), inserendo altre unità complesse e reparti. Un atto che non ha nessun valore, semplicemente carta straccia».

Gli esponenti di Forza Italia sottolineano come delibera di giunta 59 è priva delle firme del responsabile dell’ufficio e del dirigente del Servizio Sanità.

Come aveva già fatto notare PrimaDaNoi.it lo stesso giorno, nella stessa seduta di Giunta, vengono approvati gli atti aziendali della Asl di Chieti e di Teramo dove ci sono regolarmente tutte le firme. Come mai la Dgr 59 non viene firmata dai dirigenti e dai direttori? Tant’è che l’estensore dell’atto è la dott. Capodicasa, moglie di Enzo Del Vecchio, capo segreteria di D’Alfonso. Come mancano completamente le firme dei responsabili e direttore sulle delibere inerenti la ristrutturazione del Dipartimento politiche Agricole.

«Per la prima volta un assessore (Silvio Paolucci) e un Direttore generale (Vincenzo Rivera) durante le sedute di giunta ricoprono addirittura il ruolo di Segretario di Giunta», contesta ancora Forza Italia.

 



Infatti, basta leggere la DGR 844 del 28.12.2017 con la quale vengono nominati Direttori ad interim sia Antonio Di Paolo, alle Politiche di Sviluppo rurale, sia Fabrizio Bernardini alle Politiche Welfare e Salute. In quel caso, l'assessore Paolucci, oltre a svolgere il ruolo di Segretario verbalizzante ricopre contemporaneamente anche il ruolo di componente di Giunta e vota, altrimenti non avrebbero raggiunto il numero legale per l'approvazione. Giunte che si riuniscono senza maggioranza dove risultano spessissimo assenti sempre tre assessori come Di Matteo, Gerosolimo, Sclocco.

«Per la DGR bluff numero 18 del 17 gennaio – sottolinea Febbo - inerente l’ospedale di area disagiata di Atessa, l’atto  viene approvato solo da due assessori presenti con l’astensione dell’assessore Di Matteo. Qualcosa di inaudito e mai accaduto nella storia della nostra Regione».

«E’ del tutto evidente – concludono Febbo e Sospiri – che oggi abbiamo una maggioranza in frantumi con D'Alfonso unico manovratore che veste i panni del falsario di banconote come nel film ‘La banda degli onesti’ per stampare centinaia di atti insignificanti, senza alcun fondamento legislativo e normativo. Pertanto, questo totale caos e stallo amministrativo, che si traduce in un arretramento della nostra economia regionale, altro non è che la prova provata del capitano che scappa e fugge per ripararsi in lidi più sicuri come lo scranno del Senato».